ITALIANE ALL’ESTERO
Dal Messaggero di
sant’Antonio, ottobre 2013
Brasile. Un’insegnante per l’Italia
Sarà per la gran quantità di
italiani che popolano Santa Catarina, fatto sta che da quando Fabiola Cechinel
si è trasferita, venticinque anni fa, nello stato a sud del Brasile si sente
più veneta che mai.
Moglie di Luiz Antonio (anche lui
di origini italiane) e madre di Andrè e Maria Alice, Fabiola non ha mai smesso
di amare il Belpaese, tanto da divenire lei stessa punto di riferimento
dell’associazionismo italiano locale. «L’italianità a Santa Catarina viene
vissuta con grande orgoglio, anche se si appartiene alla quinta generazione di
emigranti – spiega la donna –. Qui operano associazioni un po’ da tutte le
regioni d’Italia. Ognuna porta un bagaglio di radici e mira a preservare la
propria cultura e il rispettivo idioma». Presidente del Comitato Veneto per
Santa Catarina (Comvesc) e della locale associazione di Tubarão-Santa Catarina,
Fabiola è anche consultrice veneta per lo Stato brasiliano e, tra un impegno
professionale e l’altro, trova pure il tempo per qualche «tuffo nel passato».
«Torno spesso in Italia per corsi di formazione, sia in ambito professionale
che culturale – continua Fabiola –. L’impegno in favore dei conterranei mi
aiuta a stare più vicina alle mie radici. Durante questi viaggi ho l’occasione
di parlare in italiano e di rinsaldare il legame con la regione da cui
partirono i miei familiari e di cui conosco la storia, grazie ai racconti di
nonni e zii». Dunque, per questa italo-brasiliana se oggi Santa Catarina è
diventata uno degli stati più importanti del Brasile, in parte il merito è
anche di tutti i conterranei che con sacrificio e dedizione vi si insediarono.
Da brava insegnante di italiano,
Fabiola Maria Pardo Cechinel (questo il suo nome completo) cerca di trasmettere
la passione per le origini a bambini, ragazzi e adulti: «Osservando i miei
figli che non nutrono più lo stesso amore per le tradizioni della terra
d’origine (solo Maria Alice ha voluto studiare italiano), mi preoccupo per il
futuro della nostra cultura. Infatti, non c’è lingua senza cultura, e
viceversa. Oltre a insegnare la lingua italiana ai piccoli in casa, è
importante perciò che questi la studino anche a scuola, affinché la cultura
italiana si tramandi di generazione in generazione». Orgogliosa del proprio
lavoro in favore dei connazionali, Fabiola non si arrende al progressivo
invecchiamento dei sodalizi tricolori che operano in Brasile, e spera di
instillare nei giovani la scintilla dell’amore per la terra dei propri avi. Per
farlo, tuttavia, è importante tenersi aperti al futuro, e approfondire il più
possibile il passato che ci appartiene.
«Sono dell’avviso che la cultura
sia il modo migliore per arrivare al cuore delle persone: musica, arte, cinema,
teatro e letteratura aiutano a scoprire il ricchissimo mondo racchiuso nella
penisola italiana e a mantenere forti le radici. In un mondo che corre
velocissimo e nel quale ci si muove da un capo all’altro in poche ore d’aereo,
diventa ancora più importante fermarsi e dare uno sguardo alla storia –
conclude Fabiola Cechinel –. La propria storia e quella della propria terra.
Per non dimenticare mai da dove veniamo».
(Laura
Napoletano - Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero
/Inform)
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