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lunedì 7 ottobre 2013

Consegnata dal presidente del Comites del Vallese Mesiano una petizione con 2.294 firme contro la chiusura dell’Agenzia consolare di Sion

RETE CONSOLARE
Consegnata dal presidente del Comites del Vallese Mesiano una petizione con 2.294 firme contro la chiusura dell’Agenzia consolare di Sion

SION - Sabato 5 ottobre una delegazione di cittadini italiani residenti in Vallese, in presenza di rappresentanti delle associazioni, di politici e sindacalisti vallesani e degli esponenti del Comites del Vallese, ha consegnato nelle mani dell’Agente consolare d’Italia a Sion, Maria Grazia Macciocchi, le 2.294 firme raccolte in Vallese a sostegno della petizione, indirizzata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Esteri, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato, alla presidenza del Cgie e all’Ambasciata d’Italia a Berna, in cui si chiede di sospendere la chiusura dell’Agenzia consolare d’Italia a Sion.

Al momento della consegna che è avvenuta di fronte all’ingresso dell’Agenzia, il presidente del Comites del Vallese Domenico Mesiano ha ribadito i motivi di questa opposizione alla chiusura di tale tipologie di strutture di servizio. “In particolare, - si precisa nella nota - è stata messa in evidenza l’inutilità di tali chiusure che priverebbe la popolazione italiana residente in Vallese di un servizio essenziale, già peraltro ridimensionato con la trasformazione della stessa sede di Sion da Vice Consolato ad Agenzia”. Nel comunicato si puntualizza inoltre come la soppressione della sede consolare “inciderebbe in misura alquanto irrisoria sul piano del contenimento della spesa”, eliminando però “tali tipo di strutture che hanno livelli di funzionalità e di produttività elevata ed apportano un risultato economico positivo per l’Erario italiano”. Nella nota si evidenzia inoltre come tale scelta “contribuirebbe a congestionare ulteriormente la sede consolare di Ginevra del tutto inadeguata sul piano logistico e numerico per l’enorme massa di cittadini italiani che a tale struttura dovrebbero fare riferimento”.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre sottolineato come non nel prendere questa decisione non sia stato tenuto nel dovuto conto il “rapporto intenso e continuo che hanno i cittadini italiani residenti in Svizzera con l’Italia; l’ampiezza e della conformità del territorio servito dall’Agenzia di Sion; la presenza di diversi posti di frontiera con l’Italia e la stessa Francia; la mancanza allo stato attuale di alternative valide che possano garantire un servizio di qualità ed una presenza decentrata e funzionale dell’Amministrazione dello Stato italiano in sostituzione dell’attuale Agenzia”. 

Da segnalare inoltre la presenza nella Petizione di proposte alternative volte ad attuare una politica di risparmio delle spese e ad arrivare ad una diversa riorganizzazione della rete consolare nell’ambito della Svizzera e dell’Europa.

A tal proposito dalla petizione viene dunque chiesto di “privilegiare e aumentare sul territorio la presenza di strutture decentrate di servizio rispetto ad una politica di accentramento attualmente attuata” di “diminuire la presenza delle sedi diplomatiche e di personale diplomatico in ambito Unione Europea riducendone in maniera consistente il loro attuale numero” di “revisionare il sistema e i livelli delle retribuzioni e dei trattamenti economici del personale Mae inviato all’estero” e di “aumentare la presenza di personale amministrativo, affiancando al personale di ruolo inviato dal Mae, unità di personale assunte in loco”.

“In sostanza, - si spiega nel comunicato - si chiede di privilegiare il servizio rispetto alla rappresentanza. Tutto ciò è possibile realizzarlo chiudendo i consolati nella loro forma attuale e lasciando al loro posto strutture più snelle che, rimodulando le Circoscrizioni, permettano lo svolgimento dei servizi richiesti, rispondendo alle esigenze della nostra collettività e, allo stesso tempo, alle nuove e mutate esigenze della realtà sociale, economica e politica mondiale”. (Inform)

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