PARTITI
Dalla
Newsletter del parlamentare eletto nella ripartizione Europa
Gianni Farina (Pd) sul voto di fiducia al
governo Letta
“Si chiude una stagione politica. Il governo esce
rafforzato dalla sfida”
ROMA – “Una complicata, spesso drammatica, stagione politica sembra essere alle nostre spalle – così Gianni Farina, deputato del Pd eletto nella ripartizione Europa, sugli avvenimenti politici degli ultimi giorni e il rinnovato voto di fiducia accordata al governo guidato da Enrico Letta, “sfida” da cui il governo – sostiene – esce rafforzato.
“Prima le elezioni di febbraio dal risultato inatteso, poi l’unica formazione di governo possibile di servizio e delle larghe intese in aprile, e infine le devastanti vicende dei giorni scorsi culminate con il pronunciamento di decadenza di Berlusconi da senatore della repubblica emesso dalla giunta delle elezioni. Insomma – scrive Farina nella sua ultima Newsletter, - nel nostro Paese le vicende politiche non hanno un corso normale, poiché prevale, generalmente, l’avventurismo, nonché la guerriglia parlamentare permanente”.
“I fatti delle ultime settimane – prosegue - hanno rappresentato l’apice di ciò che il nostro presidente Giorgio Napolitano, ha chiamato l’anomalia italiana. Non ci troviamo al cospetto di partiti avversari che guidano la battaglia del consenso sulla base di programmi di rinnovamento e progresso sociale distinti e contrapposti come avviene in ogni altro paese democratico europeo, riconoscendosi, tuttavia, nei valori fondamentali della costituzione repubblicana. Di fronte all’impasse non prevale quasi mai l’interesse generale, non si pensa alla trattativa e al negoziato, ma si invoca il ricorso alle urne”.
L’esponente democratico parla della crisi di governo innescata da Silvio Berlusconi come di “una sfida mediatica e parlamentare”, “un gioco al massacro per sfuggire ai guai personali con la giustizia a spese del Paese e degli italiani”, “attacco respinto – afferma - grazie alla fermezza di Enrico Letta e all’azione, decisa e compatta, del Partito democratico”.
Resta da chiedersi se si tratti di una “sconfitta definitiva o di una ritirata strategica di fronte ad una batosta parlamentare frutto della profonda divisione del Pdl”, interrogativo a cui Farina sente di poter dare una prima risposta evidenziando il cambiamento del clima politico. “Le grandi forze morali e imprenditoriali della nazione si sono schierate a difesa del governo Letta e della sua azione di rinnovamento in sintonia con l’aperto sostegno dei maggiori leader democratici dell’Unione europea. Silvio Berlusconi – rileva - ha perso il pieno controllo del Pdl o di Forza Italia come lo si vuol chiamare. Che nascano due partiti oppure no, una cosa è certa: Angelino Alfano ha sconfitto i falchi del partito, ha assicurato pieno sostegno al governo Letta, ha indicato alla destra italiana la via del rinnovamento e della responsabilità”.
Richiamate le sfide e i temi non più rinviabili dell’azione di governo e su cui il Pd è chiamato a fare la sua parte: “contrastare l’impoverimento sociale, morale e culturale della nazione (più giustizia e più uguaglianza), rilanciare l’economia (più lavoro e crescita del prodotto interno lordo) e riformare le istituzioni (Parlamento, legge elettorale e costi della politica)”.
“Per noi all’estero – sottolinea Farina - l’agenda è tracciata: porre fine allo stillicidio dei servizi consolari e scolastici, riformare la tassazione sulle proprietà dei nostri connazionali in Italia (Imu) per porre sullo stesso piano gli italiani in patria e gli italiani all’estero. Grande attenzione alle nuove emigrazioni dei giovani che abbandonano il nostro paese cercando, in Europa e nel mondo, la possibilità di realizzare le loro aspettative. Rinnovare e riqualificare il rapporto con i partiti socialisti democratici europei in ogni nazione dell’Unione. Perseguire il processo della piena integrazione della collettività italiana e il rispetto, da parte dei paesi firmatari, della carta dei diritti fondamentali dei cittadini nonché la valorizzazione dello straordinario patrimonio di italianità presente in Europa e nel mondo”. “Costruire, in definitiva - conclude, - il virtuoso percorso del ventunesimo secolo”. (Inform)
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