CAMERA DEI
DEPUTATI
In Commissione Esteri la relazione
sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul
grado di efficienza dell'azione amministrativa del Mae
Ribadito dal vice ministro Marta
Dassù l'impegno per l'informatizzazione dei servizi consolari, destinata ad
essere in breve tempo estesa ad altre nove sedi
Laura Garavini (Pd): ridurre gli
organici in Europa, senza comprimere la qualità dei servizi che potrebbero
collocarsi presso le autorità locali per non penalizzare non solo le comunità
italiane ma anche cittadini e imprese degli altri Paesi interessati all'Italia
ROMA - In Commissione Esteri della Camera dei Deputati, così come avvenuto in Senato (v. Inform di ieri, http://comunicazioneinform.blogspot.it/2013/10/in-iii-commissione-la-relazione-sullo.html) è iniziata la discussione della Relazione “sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa per l'anno 2012 del Ministero degli affari esteri”.
Nel suo intervento, che ha fatto seguito a quello del relatore Vincenzo Amendola (Pd), il vice ministro degli Esteri Marta Dassù, dopo aver rilevato gli sforzi compiuti dalla Farnesina nell'ambito della spending review, si è soffermata sulla promozione del sistema-Paese, il cui modello, a suo avviso, sta funzionando, come del resto testimonia l'aumento della vitalità estera delle imprese italiane. Fatto presente il risultato positivo che pone l'italiano tra le prime cinque lingue più studiate nel mondo, Dassù ha ribadito l'importanza di proseguire nella ristrutturazione della rete estera, segnalando come si stia procedendo a spostare risorse umane fuori dall'Europa tanto che nell'ultimo decennio l'organico europeo ha subito una diminuzione pari al 13 per cento.
Con riferimento al patrimonio immobiliare, ha fatto presente che l'ipotesi di costituire una società di gestione non è compatibile con l'attuale normativa, mentre risulterebbe, a giudizio dell'Agenzia del demanio, antieconomico procedere a vendite in blocco, per cui l'Amministrazione continuerà a valutare caso per caso, procedendo ove conveniente a singole alienazioni.
Con riferimento al personale locale a contratto, il vice ministro ha reso noto che il relativo contingente è quasi integralmente impiegato, anche a seguito di un'assunzione straordinaria di venti unità per rafforzare la Rappresentanza permanente presso l'Unione europea in vista del semestre italiano di presidenza. Per quanto concerne la nomina dei direttori degli Istituti di cultura per chiara fama, la Dassù la avvertito che è stato predisposto un documento di indirizzo per rendere più trasparente la procedura, anche alla luce di imminenti importanti avvicendamenti. Ha ribadito quindi l'impegno ministeriale per l'informatizzazione dei servizi consolari attualmente realizzata in Belgio, Spagna e Portogallo, ma destinata ad essere in breve tempo estesa ad altre nove sedi, tra cui i consolati di Metz e Lione.
Sono seguiti gli interventi dei deputati Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle e di Laura Garavini, eletta all’estero per il Pd nella ripartizione Europa.
Di Battista, che ha detto di “non potersi ritenere assolutamente soddisfatto”, ha tra l’altro affermato che è necessario snellire la struttura della rete diplomatica, soprattutto riordinandone la distribuzione dal punto di vista geografico. Da qui l’opportunità di un processo di razionalizzazione ed accorpamenti, specie nell'ambito europeo, sia in virtù della sempre crescente integrazione delle comunità italiane negli Stati membri sia in funzione delle distanze relativamente più percorribili. Al riguardo, sarebbe utile procedere nel senso dell'introduzione della nozione di ambasciata snella o itinerante che consente di mantenere la presenza italiana in una determinata area pur riducendo i costi. Ha poi osservato che il rapporto nelle sedi all'estero fra personale inviato da Roma ed assunto localmente è sostanzialmente alla pari: il 46 per cento del personale all'estero è infatti a contratto. Gli altri Stati europei, invece, si avvalgono di una percentuale di impiegati locali oscillante tra il 60 e l'82 per cento del totale del personale.
Ha infine fatto cenno all'esigenza stringente di mettere a punto una modifica sul sistema di voto all'estero, che garantisca l'esercizio del diritto di voto anche ai tanti giovani che non possono sostenere le spese del viaggio di ritorno in Italia.
Laura Garavini si è soffermata sulle chiusure delle sedi estere, rilevando come spesso i risparmi previsti siano assolutamente fittizi, mentre sarebbe molto più produttivo perseguire ipotesi alternative di razionalizzazione della spesa, ad esempio accorpando le sedi di Parigi oppure chiudendo quella presso la Santa Sede, i cui uffici potrebbero essere ospitati tranquillamente presso il ministero degli Esteri. Nell'apprezzare gli sforzi di miglioramento della rete logistica, Garavini ritiene che si possano senz'altro ridurre gli organici in Europa, ma senza comprimere la qualità dei servizi, che peraltro potrebbero collocarsi presso le autorità locali, al fine di non penalizzare non solo le comunità italiane, ma anche tutti i cittadini e le imprese degli altri Paesi interessati all'Italia, nello spirito del programma lanciato dal presidente del Consiglio con la denominazione “Destinazione Italia”. Si tratta, ad avviso della Garavini,di uno dei non pochi elementi di contraddizione che sono presenti nella relazione. Al riguardo ha menzionato anche l'obiettivo di integrare i corsi di italiano nelle scuole locali, che viene compromesso dalla riduzione del personale di ruolo destinabile all'estero. Infine ha espresso preoccupazione per le ventilate ipotesti di chiusura anche di sedi di Istituti di cultura, in aperto contrasto con la promozione del sistema-Paese, ricordando peraltro come i corsi di lingua non solo si sostengano da sé ma producano anche significativi margini finanziari.
In una breve replica il vice ministro Dassù ha richiamato l'impegno del Governo ad andare avanti nella ristrutturazione della rete estera confrontandosi con il Parlamento. Ha ribadito altresì la tendenza ad aumentare il personale locale a contratto, facendo però presente che esiste comunque un limite invalicabile, derivante dalla natura stessa di talune funzioni diplomatiche e consolari.
Il seguito della discussione è stato rinviato ad altra seduta. (Inform)
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