ITALIANI
ALL’ESTERO
Michele
Schiavone(Pd Svizzera/Cgie) sul dramma di Lampedusa
“La mattanza umana nel bacino del
Mediterraneo”
Il segretario del Pd in Svizzera ribadisce la necessità di
una modifica della legge Bossi-Fini sull’immigrazione
ZURIGO – Il segretario del Partito democratico in Svizzera, Michele Schiavone, interviene sul drammatico naufragio di Lampedusa ribadendo la necessità di una modifica della legge Bossi-Fini sull’immigrazione.
“Il bacino del Mediterraneo rappresenta per il vecchio continente la culla della civiltà. L’acqua che bagna le sponde dei paesi rivieraschi è elemento vitale per il nutrimento di popoli, è l’origine da cui nasce la vita. Quest’antica civiltà sta rischiando di affogare nell’egoismo della modernità causandone la desertificazione dei valori fondanti sui cui sono stati eretti il bene comune, il progresso e la democrazia – scrive il segretario democratico, che riconduce “la promulgazione di leggi nazionali, che in maniera anacronistica e restrittiva fomentano l’innalzamento di steccati e l’erezione di invalicabili frontiere per difendere i fortini dei paesi ricchi dall’assalto dei profughi in fuga dalle persecuzioni belliche o dai migranti che scappano dalla fame e dalla povertà” ad una “perdita di memoria, un’ingiustificabile amnesia nei riguardi di quella storia, che ha visto, nel corso dei secoli, le popolazioni italiche errare per terra e per mare nei lunghi viaggi della speranza”. “Un esodo – evidenzia - che nei secoli, per gli stessi motivi di chi oggi bussa alla nostra porta, ci ha visto emigrare in milioni e volutamente non è mai stato frenato dalle classi dirigenti italiane che, diversamente, lo incoraggiavano; come diceva agli inizi del secolo scorso il ministro Sidney Sonnino, costituiva una «valvola di sfogo per la pace sociale»”. Si tratta di leggi, come la Bossi-Fini, che per Schiavone non rispondono ad istanze umanitarie così come dovrebbe avvenire in “un paese civile, ricco e generoso com’è quello italiano”.
“Sembra che a nulla sia servito, da un punto di vista pedagogico, il successo riscosso dal libro pubblicato da Gian Antonio Stella in seguito agli sbarchi degli albanesi sulle coste pugliesi, nel quale ci ricordava che Cent’anni fa gli albanesi eravamo noi italiani, costretti come i migranti di oggi ad affrontare il mare in cerca di fortuna, e narrando l’inabissamento del transatlantico Sirio davanti alle coste sudamericane descriveva che “Il Sirio” o “l’Andrea Doria” non erano delle carrette del mare: erano dei transatlantici di lusso adattati per trasportare le migliaia di italiani che andavano a cercare fortuna in Sud America. Al terribile naufragio della nave Sirio – ricorda l’esponente democratico, - il cantautore Francesco De Gregori ha dedicato una delle sue più belle canzoni, che recita: …Quella nave era piena di clandestini. Non avevano cabine, ma solo stanzoni dove vivevano come bestie per i 30 giorni della traversata”.
“Oggi noi che viviamo all’estero – afferma Schiavone – non riusciamo a concepire che nel Mediterraneo e davanti alle nostre coste possano succedere gravi tragedie come quelle che da tempo si verificano a Lampedusa o sulle spiagge meridionali italiane, mentre le istituzioni rimangono impassibili ed inerti, sorde perfino alle grida del Papa, che manifestamente si è recato sull’isola per lanciare un monito di vergogna”. Di fronte all’ecatombe di questi ultimi giorni – prosegue Schiavone - sono ben accolte le iniziative e le proposte come quelle assunte dal presidente del Senato, Piero Grasso, per la modifica della legge Bossi-Fini. L’intervento – rileva – deve essere orientato piuttosto nei luoghi d’origine e deve prevedere “un canale particolare, umanitario, per i profughi, per coloro che scappano dalle guerre, dalle ribellioni di massa, dai loro Paesi per motivi politici”. “È necessario colpire coloro che sfruttano e si arricchiscono sulla pelle di queste persone, che si fanno pagare e poi magari li buttano a mare e li uccidono – ribadisce il segretario democratico, sottolineando come non sia praticabile un monitoraggio di tutte le coste italiane. Chi arriva, poi, dovrebbe essere sostenuto in vista dell’integrazione nella società e non sfruttato, così come oggi avviene, “dal punto di vista lavorativo”.
“Il fenomeno dell’emigrazione rappresenta una questione molto delicata ed una priorità che in Europa vanno risolte tenendo conto sia dell’emergenza, sia con una normativa comunitaria, che dia ampi poteri operati a un commissario autonomo. Scaricare i ritardi italiani sulle istituzioni europee – conclude Schiavone - vuole essere una pura e semplice fuga dalle responsabilità, quando il problema italiano è da ricercare nei dettami della legge Bossi-Fini”. (Inform)
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