IMMIGRAZIONE
Ministero
dell’Interno: Sbarcati in Italia 35.085 migranti, 73 per cento necessita di
protezione internazionale
Consiglio Italiano
per i Rifugiati: Prevedere modalità di ingresso protetto
ROMA - “Al 14 ottobre sono sbarcati in Italia 35.085 migranti,
di cui 9.805 siriani, 8.443 eritrei, 3.140 somali, 1.058 maliani, 879 afgani.
Di queste il 73% del totale degli arrivati, circa 24mila persone, necessitano
quindi protezione internazionale. Per quanto riguarda i porti di provenienza
21.027 vengono dalla Libia, 8.159 Egitto, 1.825 dalla Turchia, 1.650 dalla
Grecia e 1.480 dalla Siria”. I dati sono stati forniti dal prefetto Riccardo
Compagnucci, capo dipartimento vicario Dipartimento delle Libertà Civili e
Immigrazione del Ministero dell’Interno, in occasione della presentazione, oggi
a Roma, del rapporto “Access to protection: a human right” elaborato dal
Consiglio Italiano per i Rifugiati e finanziato dal Network of European
Foundation nell’ambito del Programma europeo per l’integrazione e la
migrazione.
Il prefetto Compagnucci ha anche sottolineato come 25.000
migranti siano stati tratti in salvo grazie a operazioni di soccorso in mare da
parte delle autorità italiane.
Christopher Hein, direttore del Cir, nel corso dell’incontro ha
sottolineato una “nota positiva”: “Dopo la sentenza Hirsi non risultano più
respingimenti fatti dalle autorità italiane in alto mare. Vogliamo solamente
sperare – ha detto Hein - che l’operazione Mare Nostrum che parte oggi,
così come l’auspicato rafforzamento di Frontex, abbia regole di ingaggio
chiare, che rispettino l’obiettivo annunciato da Letta, configurandosi
esclusivamente come operazioni di soccorso e salvataggio”. Per il Cir “tutti i
migranti che verranno intercettati dovranno essere portati in un luogo sicuro .
La Libia, paese di partenza per molti dei migranti che arrivano in Italia, non
può essere assolutamente considerata tale. Le condizioni di vita per migranti e
rifugiati sono inaccettabili, vengono sottoposti a sistematiche violazioni dei
loro diritti fondamentali e detenuti per periodi di tempo indefiniti in
condizioni inumane”. “Dobbiamo prevedere – ha detto ancora Hein - modalità di
ingresso protetto, come la possibilità di richiedere asilo presso le Ambasciate
e i Consolati, il rilascio di visti umanitari temporanei e il
reinsediamento per rifugiati: i dati parlano chiaro la maggior parte di chi
cerca di arrivare in Italia e che muore nel Mediterraneo necessita protezione.
Dobbiamo assolutamente cercare vie alternative di ingresso per permettere loro
di arrivare in maniera sicura in un posto sicuro”.
In Italia non si arriva solamente attraverso gli sbarchi, molti i
migranti che arrivano sulle coste dell’Adriatico nelle navi commerciali
provenienti dalla Grecia, nascosti nelle stive e nei camion. Secondo i dati del
Ministero dell’Interno nel 2012 presso gli scali marittimi adriatici di Ancona,
Bari, Brindisi e Venezia sono stati identificati circa 1.809 stranieri
irregolari provenienti dalla Grecia, di cui: 691 presso il porto di Ancona, 662
a Bari, 173 a Brindisi, e 283 a Venezia. Del numero totale di migranti
rintracciati presso i porti adriatici, 1.646 sono stati rinviati in Grecia, più
del 90%. Sempre secondo i dati del Ministero dell’Interno, nel 2013 si è
registrata una diminuzione del numero dei migranti irregolari provenienti dalla
Grecia e rintracciati presso i valichi adriatici: infatti, nei primi 6 mesi del
2013 sono state identificate in condizione di irregolarità 619 stranieri
provenienti dalla Grecia via mare, di cui: 214 presso il porto di Ancona, 135 a
Bari, 178 a Brindisi e 92 a Venezia. Rispetto alle riammissioni i rinvii verso
la Grecia continuano ad essere estremamente significativi: al porto di Brindisi
su 178 migranti arrivati dal 1 gennaio al 30 giugno 2013, 173 sono stati
rinviati in Grecia; ad Ancona su 214 persone178 sono state riammesse; a Bari su
135 sono state riammesse 107 persone; mentre a Venezia su 92 arrivi sono state
riammesse 71 persone. I dati degli stranieri riammessi verso la Grecia rispetto
a quelli in arrivo ai porti dell’Adriatico e rintracciati su navi commerciali
potrebbero essere “sfalzati”: potrebbero infatti includere anche persone intercettate
sul territorio e rinviate in Grecia.(Inform)
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