ITALIANI
ALL’ESTERO
Monumento a Colombo: pezzi staccati
e di nuovo le impalcature, ma intanto la collettività prepara la festa del 12
ottobre
BUENOS AIRES - La comunità italiana si accinge a celebrare un nuovo anniversario della storica data del 12 ottobre 1492 e a rendere omaggio a Cristoforo Colombo, grande navigatore genovese, chiaro esponente dell’uomo del Rinascimento italiano, che immaginò il lungo viaggio nelle Indie che invece comportò la scoperta di un continente da parte dell’Europa.
Un grande uomo del Rinascimento italiano che un secolo fa la collettività italiana dell’Argentina scelse quale simbolo dell’incontro tra gli emigrati italiani giunti in questo Paese e il popolo argentino, che lo accolse e del quale fa parte da oltre un secolo.
Un monumento che negli ultimi mesi è stato oggetti di un incomprensibile progetto per spostarlo in un’altra città, per fare posto a una statua raffigurante Juana Azurduy, eroina dell’Indipendenza argentina, donato dalla Bolivia. Togliere un regalo per mettere al suo posto un altro, non ha molto senso se entrambi sono doni al popolo argentino. Il monumento donato dalla collettività italiana, che da un secolo si trova in quel posto, è stato smontato, ufficialmente per essere restaurato, in attesa che la giustizia si pronunci sulla proprietà dello stesso - lo stato nazionale o quello comunale di Buenos Aires - e quindi su chi ha il diritto di disporre su di esso. E’ in corso una misura cautelare che vieta al governo nazionale di portare via il monumento, fino a che non sarà decisa la questione di fondo. Ma intanto ci sono due novità che preoccupano. La prima è che sono state rimesse le impalcature intorno al monumento o, per esser più precisi, intorno alla base del monumento, cioè a quella parte dell’opera di Arnaldo Zocchi destinata a raccogliere testimonianze del viaggio di Colombo e della presenza italiana in Argentina. Le impalcature erano state tolte oltre un mese fa e non è stato spiegato il motivo per il quale adesso sono state rimesse.
L’altro motivo di preoccupazione è la comparsa di nuovi pezzi di marmo, appoggiati su uno dei blocchi della colonna sulla quale era collocata la statua di Colombo.
In fotografie di inizi di settembre, si vedevano solo alcuni pezzi, mentre ora, sullo stesso blocco, si vedono altri pezzi di marmo di Carrara, col quale è costruito il monumento. Evidentemente o si erano staccati prima ed erano caduti per terra e ora sono stati raccolti e messi insieme agli altri, oppure sono pezzi del monumento che si sono staccati recentemente, forse quando è stata innalzata un’altra volta la impalcatura.
C’è da chiedersi un’altra volta su chi sono i responsabili dei lavori che si stanno eseguendo sul monumento a Colombo, chi si farà carico della sua integrità, chi assumerà la responsabilità - politica, civile e penale - nel caso che esso sia danneggiato.
Si prepara la festa del 12 ottobre
Intanto però, la comunità italiana sta preparando le celebrazioni di un nuovo anniversario del 12 ottobre e nelle intenzioni degli organizzatori, la manifestazione si terrebbe il 12 ottobre a partire dalle ore 16.
FEDIBA, COMITES di Buenos Aires, FACIA ed altri enti di rappresentanza della nostra comunità, si stanno adoperando nell’organizzazione di un grande festival, pieno di colori, musiche, bandiere, artisti, stendardi, costumi tradizionali, ecc.
Una festa di colore per manifestare, pur in una situazione che non piace alla collettività, che il monumento a Colombo deve rimanere al suo posto, come è stato auspicato da queste istituzioni e da tante altre, come anche l’InterComites, che nella sua riunione di Bahía Blanca ha manifestato l’opposizione delle comunità italiane di tutta l’Argentina. Probabilmente tornerà sulla questione, per ribadire questo punto di vista, nella riunione che si terrà dopodomani e venerdì a Mar del Plata.
Intanto si è in attesa dei permessi concessi dal Governo della Città di Buenos Aires, per la festa del 12 ottobre, davanti al monumento a Colombo, con la speranza che serva a riportare la statua al suo posto originale, chiudendo un contenzioso incomprensibile e comunque manifestando rispetto e fedeltà ai nostri predecessori, ai milioni di italiani che col loro sforzo, capacità e amore per questa terra e questo popolo, hanno contribuito in modo determinante a fare grande questa Argentina. (Tribuna Italiana /Inform)
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