SENATO
DELLA REPUBBLICA
Un’estensione
della legge Tremaglia alla generazione Erasmus
Un disegno di
legge per il voto dei connazionali domiciliati temporaneamente all’estero è
stato presentato oggi da Aldo Di Biagio (Sc – ripartizione Europa), Gianpiero
Dalla Zuanna (Sc), Claudio Micheloni (Pd - ripartizione Europa) e Stefania
Giannini (Sc)
ROMA – È stato presentato oggi alla sala stampa “Caduti di Nassirya”
del Senato della Repubblica il disegno di legge per l’esercizio di voto dei
cittadini italiani temporaneamente domiciliati all’estero presentato per
iniziativa di Aldo Di Biagio (Scelta civica, eletto nella ripartizione Europa),
Gianpiero Dalla Zuanna (Sc) e Claudio MIcheloni (Pd - ripartizione Europa).
La proposta prevede l’estensione della legge sull’esercizio di voto
all’estero – la n. 459 del 2001, cosiddetta “legge Tremaglia” – a coloro che
risiedono all’estero temporaneamente, per motivi di studio o di lavoro, in
località distanti almeno 300 km dal luogo di residenza in Italia. Nel
dettaglio, se la permanenza all’estero è prevista protrarsi per almeno tre mesi
successivi all’indizione delle elezioni costoro avranno la possibilità di
esercitare in loco il loro diritto di voto comunicando al Mae la loro presenza
all’estero, attraverso l’iscrizione al portale “Dove siamo nel Mondo”, e al
comune di residenza in Itala la loro volontà di votare all’estero. A sua volta,
il ministero dell’Interno provvederà ad indicare i nominativi in oggetto al
Mae, che spedirà i plichi agli elettori consultando gli elenchi speciali che
includeranno anche un registro di “cittadini italiani temporaneamente domiciliati
all’estero” (vedi anche Inform del 25 settembre: http://comunicazioneinform.blogspot.it/2013/09/un-disegno-di-legge-per-il-voto-dei.html).
“Anche se forse si tratta di una materia che può apparire non
prioritaria in questo contesto politico, noi riteniamo che sia una questione
dirimente – afferma Di Biagio, primo firmatario del provvedimento, richiamando
il “risalto mediatico” che ebbe nel corso dell’ultima campagna elettorale la
questione del voto degli studenti Erasmus. Questione che ha evidenziato
“un vuoto normativo che va colmato – rileva il senatore di Scelta Civica, –
anche per la considerazione che dobbiamo a questa esperienza che noi riteniamo
importante e significativa”. Di Biagio sottolinea come abbiano contribuito alla
proposta sia i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero – presente alla
conferenza stampa anche Claudio Zin, senatore eletto per il Movimento
Associativo Italiani all’Estero (Maie) nella ripartizione America meridionale -
che docenti più sensibili alla materia – come Dalla Zuanna e Stefania Giannini,
senatrice di Sc già rettore dell’Università per Stranieri di Perugia – e come
la proposta “non vada a disarticolare nulla, apportando anzi un contributo che
ben si lega alla normativa attuale”. Tuttavia, proprio nella giornata in cui
spetta al ministro per le riforme costituzionali, Gaetano Quagliariello,
riferire a Camera e Senato delle conclusioni avanzate dalla Commissione
istituita in proposito, Di Biagio non nasconde gli interrogativi sul futuro
della rappresentanza eletta in Parlamento dai connazionali all’estero.
“Sappiamo che i Saggi hanno rilevato delle criticità, ma la nostra proposta di
legge si integra con qualsiasi ipotesi sul futuro o meno di questa
rappresentanza, perché il voto è un diritto garantito dalla Costituzione e
dunque i connazionali all’estero voteranno – conclude - anche se dovesse essere
modificata la normativa”.
Dalla Zuanna tiene a sottolineare come siano state individuate per i
temporaneamente all’estero “una serie di procedure burocratiche che
permetteranno di espletare la costruzione di liste elettorali in tempi brevi”,
mancanza che determinò invece l’impossibilità di garantire il voto in loco a
questa categoria di cittadini alle ultime elezioni politiche. Si tratta di “una
procedura semplice, ma nello stesso tempo rigorosa e non dispendiosa” afferma
Dalla Zuanna, segnalando l’individuazione di “una strada percorribile” che
“potrà essere anche migliorata nel corso dell’iter parlamentare”.
“Ho sottoscritto subito questa proposta di legge perché la ritengo una
soluzione di buon senso e di rispetto per questi giovani – afferma Micheloni,
sottolineando come il tema sia “di grande attualità”, tanto da sollecitare Di
Biagio a chiedere al presidente del Senato, Pietro Grasso, di affidare al più
presto la proposta di legge alla Commissione Affari costituzionali, in
considerazione dei lavori che quest’ultima sta svolgendo in materia di legge
elettorale. La norma, secondo l’esponente democratico, potrebbe infatti essere
inserita nella “clausola di salvaguardia”, ossia nell’ipotesi di procedere, in
caso di elezioni anticipate, applicando una legge elettorale – forse il Mattarellum
– diversa da quella attuale, ipotesi su cui la Commissione sta lavorando.
“Se invece si andrà a fine legislatura, procedendo nell’iter di
riforme costituzionali avviato, sul collegio Estero avremo altri problemi da
affrontare – afferma Micheloni, che in più occasioni si è detto pessimista sul
futuro della circoscrizione Estero. “Voglio comunque ricordare – aggiunge - che
l’unica modifica convenuta in tutti i momenti di discussione che abbiamo avuto
nell’ultima legislatura sulla riforma della legge elettorale ha riguardato le disposizioni
per la messa in sicurezza dell’esercizio di voto all’estero”.
Stefania Giannini ha voluto infine rimarcare “il valore culturale
molto significativo di questa semplice proposta di legge che interviene con un
meccanismo non invasivo su un tema così delicato”, “valore che mostra una nuova
sensibilità della politica per quella che è la nuova società europea”.
“Possiamo definire questo un provvedimento per la generazione Erasmus,
anche se è più corretto sottolineare come esso guardi più in generale alla
mobilità, parola chiave che ci permette di interpretare la vecchia emigrazione,
i nuovi arrivi in Italia e la migrazione determinata dalla ricerca di nuovi
stimoli, propria dei giovani, studenti e ricercatori”. Ma l’esponente di Scelta
civica rileva anche il “valore politico di un provvedimento che anticipa il
corso della società moderna”, “una proposta intelligente e visionaria”, anche
considerando che l’Erasmus Plus, termine che sintetizza i programmi di
mobilità europea dal 2014 al 2020, si stima coinvolgerà 5 milioni di studenti,
il 10% dei quali italiani. (Viviana Pansa – Inform)
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