CAMERA DEI DEPUTATI
Fiducia al Governo
Letta: oggi il via libera dell’aula con 379 sì, 212 no e 2 astensioni
I deputati Pd della circoscrizione Estero:
“Governabilità e riforme le ragioni della nostra fiducia”
ROMA – “La fiducia che abbiamo rinnovato al Governo Letta è
stata tanto convinta per le ragioni obiettive che ne sono alla base quanto
sofferta per il clima di tensione e polemiche nel quale essa si è
concretizzata”. Così in una nota congiunta i deputati del Pd eletti nella
circoscrizione Estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La
Marca e Fabio Porta.
“La stabilità istituzionali – proseguono i deputati -, di
fronte ad una crisi così acuta, è di per sé una condizione di ripresa, una condizione
necessaria anche se non sufficiente. Il primo esempio, come ha detto lo stesso
Letta, viene dalla diminuzione dell’enorme onere che ogni anno il nostro Paese
deve distogliere dagli investimenti sociali e produttivi per pagare gli
interessi sul debito. Ma la governabilità non basta. Restare fermi
significherebbe sprofondare. E’ necessario, è urgente cambiare. Governare oggi
significa – sottolineano - affrontare le tre grandi emergenze dell’Italia: la
crisi della coesione sociale, di cui il drammatico livello di disoccupazione è
la manifestazione più acuta; la crisi dell’economia e la perdita di tessuto e
soggetti produttivi; la crisi del sistema politico e della credibilità
democratica delle istituzioni. Senza contare il vuoto che si è creato dopo la dichiarazione
di incostituzionalità di parti essenziali della legge elettorale, sopravvissuta
per anni oltre la decenza nonostante le ipocrite dichiarazioni di volerla
cambiare di quasi tutte le parti politiche. Nel patto di governo – continuano i
parlamentari Pd - che il Presidente Letta ha proposto alla nuova e più coesa
maggioranza vi sono per ognuna di queste emergenze proposte concrete,
naturalmente compatibili con lo stato delle nostre finanze e con i vincoli che
ci vengono dall’Europa. Poiché la vita del Governo è legata alle cose che saprà
fare, non a quelle che dice di voler fare, è bene dire che sarà un percorso
difficile, non per mancanza di lealtà e determinazione delle forze che
compongono la maggioranza, ma per i pochi margini di manovra che vi sono sul
piano degli investimenti che dovrebbero essere finalizzati alla ripresa. In
compenso, vi è una forte richiesta di riforme, che non può essere più
differita. Qui né il Governo né la maggioranza che lo sostiene possono avere
più alibi.
La tensione politica, dentro e fuori il Parlamento, ha
raggiunto toni altissimi. Chi parla di totale delegittimazione delle attuali
figure istituzionali, per calcoli personali, elettoralistici e per frenesia
populistica delegittima ogni giorno, ogni momento la democrazia rappresentativa
e la Costituzione. Mentre la tensione sociale cresce, per scoperti calcoli di
parte si scherza col fuoco, strumentalizzando in modo meschino e irresponsabile
le ragioni di vera sofferenza di coloro che stanno pagando alla crisi il prezzo
più alto. L’appello alle forze dell’ordine a non ostacolare l’azione violenta
di minoranze destabilizzanti, oltre a dare la misura politica e morale di chi
lo fa, evoca inquietanti immagini di un passato che ha prodotto rovine e lutti.
Nell’azione riformatrice del secondo Governo Letta, lo
spazio riservato agli italiani all’estero è tutto da disegnare. La rotta è
giusta, ma le verifiche e le valutazioni finali si faranno sulle scelte
concrete e sulle azioni di governo. Noi - assicurano i deputati Pd eletti
all’estero - faremo la nostra parte perché verso gli italiani all’estero, pur
con la restrizione di risorse che da tempo esiste, vi siano maggiore attenzione
e rispetto. Lo faremo senza preoccupazioni di parte, comunque certi di
rappresentare una parte viva e importante delle nostre comunità, come la prova
democratica delle primarie anche all’estero ha dimostrato”, concludono Farina,
Fedi, Garavini, La Marca e Porta.(Inform)
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