ITALIANI NEL MONDO
Dal “Messaggero di
sant’Antonio”, dicembre 2013
Portogallo. Nuova vita a Madeira
«L’italianità, quella sana, è un
ottimo “stile di vita” che ancora oggi in molti ci invidiano». Parola di un
italiano doc che ha deciso di esportare le proprie origini fin al largo delle
coste atlantiche dell’Europa. Antonio Giordano ha scelto l’isola di Madeira
(nell’omonimo arcipelago portoghese) per dare corpo e senso al proprio slancio
imprenditoriale. E non si è pentito della scelta. «Ho scoperto Madeira per puro
caso, mentre seguivo distrattamente una trasmissione televisiva. Fu amore a
prima vista. Vivere a Funchal (la capitale dell’arcipelago), mi ha permesso di
realizzare un sogno, lavorando onestamente e conquistando una qualità della
vita ottimale».
Nato a Pratola Serra (Avellino),
ma trasferitosi fin da bambino a Chiavari (Genova), proprio dai liguri Giordano
ha assorbito l’amore per il mare. Gestore per vari anni di una birreria a
Lavagna (Genova), ha vissuto con preoccupazione il processo di degrado del
quartiere in cui viveva, tanto da arrivare a cercare il trasferimento in altre
città italiane. Ma nessuna destinazione soddisfaceva le sue aspettative. Almeno
fino a quando non si è imbattuto in Madeira, dove ora gestisce un’agenzia
turistica. «Al primo viaggio nell’arcipelago la mia conoscenza del luogo era
inconsistente – ricorda Giordano –. A dispetto d’ogni attesa, scoprii una
popolazione molto orgogliosa delle proprie origini e dalle sane abitudini
sociali. Fin da subito bene accolto, fui colpito dal rispetto che gli isolani
nutrono verso gli altri, anche se provenienti da luoghi diversi».
A Madeira, famosa per l’omonimo
vino che vi si produce e per lo spettacolo pirotecnico che ogni anno rallegra
le feste natalizie (tanto da entrare, nel 2006, nel Guinness dei primati come
The word’s largest firework display, lo spettacolo pirotecnico più grande del
mondo), Antonio Giordano è conosciuto come «Antonio l’italiano». Ciononostante,
il suo legame con i «compatrioti» residenti nel «giardino dell’Atlantico» (così
è soprannominata l’isola per via della sua rigogliosa vegetazione) risulta un
po’ debole. «Non ci sono dei motivi di diffidenza reciproca – chiarisce
Giordano –. Semplicemente gli italiani di Madeira sono tutti inseriti nel
contesto sociale di questo angolo di Europa e non sentono la necessità
d’incontrarsi con altri connazionali». Con una popolazione di oltre 230 mila
abitanti – di cui circa metà residenti nella sola Funchal –, Madeira non vanta
in realtà una vera e propria rete di associazioni legate al Belpaese. Il
tessuto umano che da secoli permea queste isole è fatto di discrezione e rispetto
per la vita privata, ma anche di spirito comunitario e condivisione. «Cercavo
un posto in cui coltivare la “normalità” – spiega Antonio Giordano ripensando
ai motivi che lo spinsero a lasciare la Liguria –. Anche se per dare senso alla
mia vita ho dovuto raggiungere Madeira, non rinnego il mio orgoglio italiano.
Anzi mi considero uno dei tanti bravi italiani che cercano di far conoscere
quanto di bello e buono c’è nella nostra cultura. (Generoso D’Agnese - Il
Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)
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