STAMPA
ONLINE
Dal
“Webgiornale” di Francoforte
Stoccarda. Dopo 40 anni alla SWR,
Tony Màzzaro si congeda. “La mia ultima pagina per la SWR International”
Dopo quattro decenni di servizi radiofonici in
italiano e tedesco si conclude anche il mio ciclo lavorativo presso l’ente
pubblico radio-tv Südwestrundfunk (SWR).
Per motivi di contenimento di costi e per scelta
politica dell’emittente non ci saranno successori. È senza dubbio un peccato.
Tuttavia prima dell’Italiano sono state sacrificate già le lingue di altri
gruppi etnici: turchi, greci e croati.
Per gli immigrati in Germania, ormai terza
generazione, si ritiene che nell’era digitale, dell’App e Smartphone non siano
più necessarie né trasmissioni e né pagine web del Südwestrundfunk in altra
lingua.
D’altronde i temi dell’immigrazione vengono trattati
in lingua tedesca. Col tempo essi devono trovare collocazione nella
quotidianità di qualsiasi programma radiotelevisivo. Per me personalmente si
conclude senza dubbio il ciclo più importante della mia vita professionale.
In tutti questi anni ho cercato quotidianamente di
fare alcune cose essenziali: a) portare la Radio fra la gente, anche
nelle località più sperdute della Germania; b) rendere comprensibile agli
ascoltatori di lingua italiana la politica economica, sociale, sindacale e
culturale tedesca; c) coniugare il grande calcio tedesco con le squadre nostrane
del Baden-Württemberg; d) essere un veicolo d’informazione per istituzioni,
associazioni, organizzazioni ed enti italiani e tedeschi operanti in Germania.
Certamente non sarò riuscito a soddisfare tutte le
esigenze; e me é dispiaccio. Tuttavia posso assicurare di avercela messa sempre
tutta anteponendo il lavoro addirittura alla famiglia. Alle spalle lascio
un’esperienza straordinaria di rapporti umani sia con persone semplici che di
grande peso istituzionale o sportivo.
Penso agli scioperi davanti alle fabbriche, ai malati
di Aids, ai carcerati. Penso alle numerose interviste con i pilastri della
canzone italiana come Celentano, Carosone, Morandi, Dalla, Milva, Bongusto,
Bobby Solo, Reitano, Rita Pavone, Cinquetti, Ramazzotti, Gigi D’Alessio ed altri.
Sul fronte politico ricordo i numerosi congressi ed
interviste a politici tedeschi della statura di Richard von Weizsäcker,
Genscher, Helmut Schmidt, Helmut Kohl, Bangemann, Kinkel, Westerwelle, Angela
Merkel, Wolfgang Schäuble.
Più stretti sono stati i rapporti con i capi di
governo del Baden-Württemberg Lothar Späth, Erwin Teufel e Günther Oettinger,
con i ministri dell’istruzione, Interni, Giustizia e Integrazione, per
terminare con numerosi sindaci tedeschi fra cui lo scomparso Manfred Rommel,
Wolfgang Schuster e Fritz Kuhn di Stoccarda.
Sul piano sportivo ricordo per il ciclismo Francesco
Moser, Martinelli e Marvulli; mentre per il calcio la lista e lunghissima. Cito
solo Azeglio Vicini, Giovanni Trapattoni, Maradona, Beckenbauer, Hansi Müller,
Jürgen Klinsmann, Oliver Bierhoff, Bruno Labbadia e tantissimi altri giocatori.
Tuttavia le registrazioni che custodisco con maggior e
gelosia sono: un collegamento in diretta con Papa Giovanni Paolo II del 23
dicembre 1981; un’intervista ad Alberto Sordi in visita agli italiani impiegati
alle catene di montaggio della Mercedes di Sindelfingen; ed un’intervista ad
Umberto Eco venuto a Stoccarda per la presentazione del suo libro “Il nome
della rosa” da cui fu tratto l’omonimo film con Sean Connery. Molto di questo
materiale è materiale storico che lascio alla SWR.
Come mio ultimo atto lo trasferirò dai tradizionali
nastri magnetici sul digitale. Chissà, forse un giorno potrebbe contribuire a
documentare la storia recente della nostra collettività in terra sveva.
Avviandomi alla conclusione anche di questo mio ultimo
atto, posso ammettere anche a me stesso, che la parola fine non mi lascia
indifferente. Fa parte però della vita di ognuno di noi.
Resto giornalista per passione e cercherò di mettere a
disposizione della comunità italiana tutta la preziosa esperienza accumulata in
40 anni di attività.
E dovendo prendere commiato, mi corre l’obbligo di
ringraziare sentitamente la SDR (Süddeutscher Rundfunk) prima, e la SWR
(Südwestrundfunk) poi per avermi dato la grande opportunità di operare per
programmi italiani e tedeschi.
Il mio più sentito grazie va al mio grande maestro
Gualtiero Guidi, già caporedattore di Radio Monaco, ai colleghi tedeschi,
spagnoli, greci, turchi e croati, ma soprattutto al Prof. Dr. Karl-Heinz Maier-Braun
per aver sostenuto a tutti i livelli, scientifico e giornalistico, la questione
“Immigrazione straniera” ed in particolare quella italiana in Germania. Con
affetto e riconoscenza a tutti gli ascoltatori e lettori.
Tony Màzzaro, SWR International/Sezione italiana
Sparisce anche l’ultimo lembo di italiano alla SWR.
Ora resta solo Radio Colonia (WDR). Fino a quando? La scure del risparmio e
della presunta integrazione dei connazionali ha spazzato via tutte le varie
“voci italiane” nei media pubblici tedeschi. Ma la comunità italiana resta. Più
integrata? Speriamo, ma non ne siamo troppo convinti. Resta l’ambito dei media
privati, come questo, su Internet. Al collega Tony, che non vuol sentirsi
pensionato e che vuol mettere a frutto l’esperienza di 40 anni di attività,
sicuramente verrà qualche bella nuova idea. Glielo auguriamo di cuore (ndr). de.it.press
Inform
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