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mercoledì 11 dicembre 2013

Stoccarda. Dopo 40 anni alla SWR, Tony Màzzaro si congeda. “La mia ultima pagina per la SWR International”

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Dal “Webgiornale” di Francoforte

Stoccarda. Dopo 40 anni alla SWR, Tony Màzzaro si congeda. “La mia ultima pagina per la SWR International”

Dopo quattro decenni di servizi radiofonici in italiano e tedesco si conclude anche il mio ciclo lavorativo presso l’ente pubblico radio-tv Südwestrundfunk (SWR).
Per motivi di contenimento di costi e per scelta politica dell’emittente non ci saranno successori. È senza dubbio un peccato. Tuttavia prima dell’Italiano sono state sacrificate già le lingue di altri gruppi etnici: turchi, greci e croati.
Per gli immigrati in Germania, ormai terza generazione, si ritiene che nell’era digitale, dell’App e Smartphone non siano più necessarie né trasmissioni e né pagine web del Südwestrundfunk in altra lingua.
D’altronde i temi dell’immigrazione vengono trattati in lingua tedesca. Col tempo essi devono trovare collocazione nella quotidianità di qualsiasi programma radiotelevisivo. Per me personalmente si conclude senza dubbio il ciclo più importante della mia vita professionale.
In tutti questi anni ho cercato quotidianamente di fare alcune cose essenziali:  a) portare la Radio fra la gente, anche nelle località più sperdute della Germania; b) rendere comprensibile agli ascoltatori di lingua italiana la politica economica, sociale, sindacale e culturale tedesca; c) coniugare il grande calcio tedesco con le squadre nostrane del Baden-Württemberg; d) essere un veicolo d’informazione per istituzioni, associazioni, organizzazioni ed enti italiani e tedeschi operanti in Germania.
Certamente non sarò riuscito a soddisfare tutte le esigenze; e me é dispiaccio. Tuttavia posso assicurare di avercela messa sempre tutta anteponendo il lavoro addirittura alla famiglia. Alle spalle lascio un’esperienza straordinaria di rapporti umani sia con persone semplici che di grande peso istituzionale o sportivo.
Penso agli scioperi davanti alle fabbriche, ai malati di Aids, ai carcerati. Penso alle numerose interviste con i pilastri della canzone italiana come Celentano, Carosone, Morandi, Dalla, Milva, Bongusto, Bobby Solo, Reitano, Rita Pavone, Cinquetti, Ramazzotti, Gigi D’Alessio ed altri.
Sul fronte politico ricordo i numerosi congressi ed interviste a politici tedeschi della statura di Richard von Weizsäcker, Genscher, Helmut Schmidt, Helmut Kohl, Bangemann, Kinkel, Westerwelle, Angela Merkel, Wolfgang Schäuble.
Più stretti sono stati i rapporti con i capi di governo del Baden-Württemberg Lothar Späth, Erwin Teufel e Günther Oettinger, con i ministri dell’istruzione, Interni, Giustizia e Integrazione, per terminare con numerosi sindaci tedeschi fra cui lo scomparso Manfred Rommel, Wolfgang Schuster e Fritz Kuhn di Stoccarda.
Sul piano sportivo ricordo per il ciclismo Francesco Moser, Martinelli e Marvulli; mentre per il calcio la lista e lunghissima. Cito solo Azeglio Vicini, Giovanni Trapattoni, Maradona, Beckenbauer, Hansi Müller, Jürgen Klinsmann, Oliver Bierhoff, Bruno Labbadia e tantissimi altri giocatori.
Tuttavia le registrazioni che custodisco con maggior e gelosia sono: un collegamento in diretta con Papa Giovanni Paolo II del 23 dicembre 1981; un’intervista ad Alberto Sordi in visita agli italiani impiegati alle catene di montaggio della Mercedes di Sindelfingen; ed un’intervista ad Umberto Eco venuto a Stoccarda per la presentazione del suo libro “Il nome della rosa” da cui fu tratto l’omonimo film con Sean Connery. Molto di questo materiale è materiale storico che lascio alla SWR.
Come mio ultimo atto lo trasferirò dai tradizionali nastri magnetici sul digitale. Chissà, forse un giorno potrebbe contribuire a documentare la storia recente della nostra collettività in terra sveva.
Avviandomi alla conclusione anche di questo mio ultimo atto, posso ammettere anche a me stesso, che la parola fine non mi lascia indifferente. Fa parte però della vita di ognuno di noi.
Resto giornalista per passione e cercherò di mettere a disposizione della comunità italiana tutta la preziosa esperienza accumulata in 40 anni di attività.
E dovendo prendere commiato, mi corre l’obbligo di ringraziare sentitamente la SDR (Süddeutscher Rundfunk) prima, e la SWR (Südwestrundfunk) poi per avermi dato la grande opportunità di operare per programmi italiani e tedeschi.
Il mio più sentito grazie va al mio grande maestro Gualtiero Guidi, già caporedattore di Radio Monaco, ai colleghi tedeschi, spagnoli, greci, turchi e croati, ma soprattutto al Prof. Dr. Karl-Heinz Maier-Braun per aver sostenuto a tutti i livelli, scientifico e giornalistico, la questione “Immigrazione straniera” ed in particolare quella italiana in Germania. Con affetto e riconoscenza a tutti gli ascoltatori e lettori.
Tony Màzzaro, SWR International/Sezione italiana
Sparisce anche l’ultimo lembo di italiano alla SWR. Ora resta solo Radio Colonia (WDR). Fino a quando? La scure del risparmio e della presunta integrazione dei connazionali ha spazzato via tutte le varie “voci italiane” nei media pubblici tedeschi. Ma la comunità italiana resta. Più integrata? Speriamo, ma non ne siamo troppo convinti. Resta l’ambito dei media privati, come questo, su Internet. Al collega Tony, che non vuol sentirsi pensionato e che vuol mettere a frutto l’esperienza di 40 anni di attività, sicuramente verrà qualche bella nuova idea. Glielo auguriamo di cuore (ndr).  de.it.press

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