CAMERA DEI DEPUTATI
La Commissione Esteri
delibera una “Indagine conoscitiva sulla proiezione dell'Italia e dell'Europa
nei nuovi scenari geopolitici. Priorità strategiche e di sicurezza”
ROMA - Nella seduta di ieri la Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati ha deliberato lo svolgimento, entro il 28 febbraio 2014, di un'indagine conoscitiva su “La proiezione dell'Italia e dell'Europa nei nuovi scenari geopolitici. Priorità strategiche e di sicurezza”.
Quello che segue è il programma dell’indagine, predisposto nella riunione dell'Ufficio di presidenza della Commissione, integrato dai rappresentanti dei gruppi, del 12 settembre scorso e sul quale è stata acquisita l'intesa con il presidente della Camera.
“L'evoluzione delle relazioni internazionali ha evidenziato nell'ultimo decennio la volatilità degli scenari geopolitici, in un'ottica multipolare che si è sostituita alla logica dei blocchi contrapposti. Tale fenomeno, alla luce dell'indivisibilità della dimensione della sicurezza, comporta una rilettura della politica estera di ciascun Paese che è chiamato ad assumersi, nell'ambito del sistema multilaterale di cui fa parte, una significativa quota di responsabilità per assicurare la pace mondiale.
A fronte di tale esigenza, la risposta dell'Italia, è stata senz'altro rilevante, in termini di iniziative diplomatiche e di risorse impiegate nelle missioni all'estero, confermando l'aspirazione del nostro Paese a giocare un ruolo a tutto campo sulla scena internazionale.
Oggi si avverte, tuttavia, la necessità di un più incisivo approfondimento degli scenari geopolitici e di un riorientamento delle priorità strategiche, anche tenendo conto, da un lato, della crisi economica e finanziaria che impone drasticamente una serie di scelte, e dall'altro dei recenti sviluppi nella regione mediterranea, la cui tumultuosità è stata pari soltanto alla loro mancata previsione.
Appare quindi opportuno fare il punto sul contributo dell'Italia all'architettura dell'ordinamento internazionale, vale a dire in seno all'UE ed alla NATO, ma anche all'ONU e all'OSCE, al fine di valutarne la congruità in relazione alle nuove minacce globali ed alle sfide regionali.
L'indagine in oggetto mira pertanto a ricostruire il nuovo ‘paesaggio strategico’ anche attraverso un'aggiornata analisi dei rischi, ad identificare gli interessi e gli obiettivi del nostro Paese in tale contesto, a verificare la validità degli attuali meccanismi internazionali di prevenzione e gestione dei conflitti nonché di controllo degli armamenti, a valutare i margini di armonizzazione tra le capacità nazionali e quelle europee e transatlantiche, anche in vista del prossimo Consiglio europeo straordinario sulla difesa (dicembre 2013). Al riguardo occorrerà prendere in considerazione anche il recente rapporto dell'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune sul Servizio europeo per l'azione esterna per valutare la qualità e l'efficacia della leadership europea.
La proiezione dell'Italia nella sicurezza europea ed internazionale si confronta naturalmente in modo ineludibile con l'instabilità del vicinato meridionale ed orientale, che si riassume in una prospettiva allargata del Mediterraneo, che non può prescindere dal Medio Oriente e dal Golfo persico, ma neanche dal Corno d'Africa e dal Sahel. Tale area sarà quindi inevitabilmente oggetto di particolare attenzione nel corso dell'indagine.
La rinnovata ed approfondita riflessione che si intende portare avanti terrà in ogni caso conto di tutte le nuove zone di instabilità e delle più recenti caratteristiche delle crisi e dei conflitti, spesso intrecciate alla minaccia del terrorismo e della criminalità organizzata, ma anche del crescente rilievo sulla scena internazionale di attori regionali, la cui potenza economica non corrisponde ancora ad un'analoga assunzione di responsabilità politica, com’è il caso dei Paesi BRICS.
L'attività di indagine si articolerà principalmente in audizioni di soggetti rilevanti ai fini dei temi trattati e, ove necessario, in sopralluoghi al di fuori della sede parlamentare di cui sarà di volta in volta richiesta l'autorizzazione al Presidente della Camera.”
In programma le audizioni del ministro, dei vice ministri e rappresentanti del ministero degli Affari Esteri; del capo di Stato maggiore della Difesa e del direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza; di esponenti delle istituzioni dell'Unione europea e dell'Alleanza atlantica; di rappresentanti delle Organizzazioni internazionali (ONU, OSCE, ecc.); di esponenti politici e rappresentanti diplomatici di Stati esteri; di rappresentanti di istituti ed enti di ricerca, accademici ed esperti. (Inform)
Nessun commento:
Posta un commento