CAMERA DEI DEPUTATI
Parere favorevole
della Commissione Esteri sulla nota di aggiornamento del documento di economia
e finanza 2013
Chiesta al Governo la
possibilità di prevedere per l’applicazione dell’IMU l’equiparazione tra
abitazione principale e unità immobiliare posseduta in Italia dai cittadini
residenti all’estero
ROMA – La Commissione Esteri della Camera ha approvato un parere favorevole sulla nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2013. Nel parere della III Commissione si ricorda come nel documento si stimi una crescita delle esportazioni nell’anno in corso pari allo 0,2% . Ravvisata inoltre la necessità “che l’Esecutivo prosegua nella sua opera di risanamento delle finanze pubbliche in ossequio agli impegni assunti dal nostro Paese in sede comunitaria anche in considerazione del fatto che nel 2014 l’Italia sarà investita della responsabilità di presiedere il Consiglio dell’Unione europea. Nel parere viene poi valutata positivamente “l’iniziativa del Governo di attuare attraverso il piano ‘Destinazione Italia’ una serie di interventi che puntano ad attrarre investimenti esteri e a favorire il rilancio della competitività del nostro Paese nelle economia globale. Auspicata inoltre la valutazione da parte del Governo “dell’opportunità di prevedere l’equiparazione tra abitazione principale e unità immobiliare posseduta in Italia dai cittadini non residenti nel territorio dello Stato ai fini dell’applicazione della disciplina in tema di Imu”. Nel testo viene anche segnalato come la nota in esame “attribuisca particolare rilevo alla diplomazia della crescita finalizzata a sostenere le esportazioni verso i mercati emergenti e l’attrazione degli investimenti esteri in un quadro di integrazione produttiva dell’economia, valorizzando le funzioni del ministero degli Affari Esteri e della sua rete diplomatico-consolare, nonché il raggiungimento degli obiettivi di Expo 2015”. Chiesta infine nel parere un’adeguata valorizzazione “dei piani di promozione che le Ambasciate italiane elaborano ogni anno per ciascun Paese che mirano ad integrare l’azione di carattere politico con quella a risvolto economico, culturale e scientifico in un’ottica di promozione del Sistema Paese, anche rafforzando la presenza ed il ruolo degli istituti italiani di cultura all'estero”.
Fra i vari interventi che hanno caratterizzato il dibattito in Commissione, oltre alle riflessioni del relatore Vincenzo Amendola che ha illustrato il provvedimento in esame ed ha ricordato come per la nostra strategia diplomatica e per la crescita dell’Italia risulti particolarmente importante il coordinamento in un’unica azione di sistema di attori pubblici e privati comprese le attività a carattere internazionale delle Regioni, segnaliamo le parole del sottosegretario agli Esteri Mario Giro, che ha evidenziato come il Mae sia oggi impegnato in un’opera di ristrutturazione che riguarda anche la rete diplomatica-consolare e che deve tenere conto delle risorse a disposizione stimate in una percentuale pari allo 0,24% del bilancio dello Stato: Risorse di gran lunga inferiori rispetto a quelle assicurate agli omologhi ministeri dei nostri partners europei. Al riguardo Giro ha fatto anche presente come al momento sia in atto “la vendita di immobili in disuso a seguito della chiusura di alcune sedi di rappresentanze diplomatiche al fine di recuperare risorse da utilizzare per valorizzare il restante patrimonio immobiliare esistente”. Il sottosegretario, dopo aver sottolineato che il Mae sta proseguendo ad investire sulle nuove tecnologie, ha ricordato come la scelta di sopprimere alcune sedi consolari nei paesi dove le comunità dei nostri concittadini appaiono ormai integrate, sia andata in parallelo con la decisione di prevedere la nostra presenza diplomatica in Stati che rappresentano i nuovi mercati emergenti, quali ad esempio il Turkmenistan, dove si è stabilito di aprire un’ambasciata, la Cina ed il Vietnam, in cui saranno istituti due consolati generali. Giro ha inoltre fatto presente come la riorganizzazione della rete diplomatico-consolare non sia finalizzata soltanto all’ottenimento di risparmi economici, ma anche alla razionalizzazione delle risorse finanziarie e di personale del Mae, ormai da anni decrescenti. Il sottosegretario ha infine evidenziato la necessità che la rete diplomatico –consolare divenga sempre di più uno strumento efficace e moderno volto a supportare la crescita e la proiezione internazionale del nostro sistema Paese.
Da ricordare anche l’intervento della deputata del Pd Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa, che ha chiesto ed ottenuto l’inserimento nel parere della Commissione del problema della “disparità di trattamento causata dall’attuale formulazione della disciplina fiscale in materia di Imu a carico degli residenti all’estero rispetto alla generalità dei cittadini”. Su questo punto la Garavini ha precisato che “gli immobili di proprietà dei cittadini italiani residenti all’estero siti in Italia sono considerati dai comuni, nel novanta per cento dei casi, come seconde case ai fini della relativa tassazione”. La deputata del Pd ha anche auspicato l’inserimento nel parere della Commissione della necessità di valorizzare la rete consolare nonché gli istituti italiani di cultura all'estero. Da segnalare inoltre l’intervento di Carlo Sibilla (M5S) che ha sottolineato come la riorganizzazione della nostra rete consolare, che ha portato alla soppressione di 30 sedi all’estero, dovrebbe essere supportata da una politica di ottimizzazione delle risorse e non dal principio dei tagli che rischia di minare la funzionalità di alcuni servizi, quali, ad esempio, le procedure di rilascio dei visti, con ricadute economiche negative per il nostro Paese. Dal canto suo Deborah Bergamini (Pdl) ha fatto notare come a fronte delle crescenti competenze del Mae, ad esempio nell’ambito della “diplomazia della crescita” e con il piano “Destinazione Italia”, si continui a chiedere questo dicastero una razionalizzazione delle strutture e della gestione delle scarse risorse a disposizione.(Inform)
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