PARTITI
I deputati Pd eletti all’estero:: Sulla circoscrizione
Estero milioni di cittadini italiani nel mondo hanno diritto di sapere quali
siano le posizioni di Governo e dei partiti , a cominciare da quelli che
compongono la maggioranza
ROMA – “Sulla circoscrizione
Estero il Governo e le forze politiche parlino chiaro”. E’ il caldo invito dei
deputati del Pd eletti dagli italiani all’estero Gianni Farina, Marco Fedi,
Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta. Che in una nota congiunta
diffusa all’indomani dell’informativa alla Camera del ministro per le Riforme
costituzionali Gaetano Quagliariello, rimarcano come “milioni di cittadini
italiani all’estero” abbiano “il diritto di sapere quale sia la posizione
del Governo” e “quali siano le posizioni di ciascun partito, ad iniziare
da quelli che compongono l’attuale maggioranza” .
“L’indicazione di abolire la
circoscrizione Estero a causa dell’imperfetto ‘funzionamento del voto degli
italiani all’estero’, fatta ieri dal ministro Quagliariello nell’ambito
dell’informativa data alla Camera sulle riforme costituzionali, ricalca
l’analogo passaggio contenuto nella relazione dei “saggi” presentata al
Governo” fanno osservare i deputati del Pd eletti all’estero . Ricordando che
“già in occasione della presentazione della relazione abbiamo sottolineato come
tra il giudizio critico sul funzionamento del voto per corrispondenza e
l’abolizione della circoscrizione Estero vi sia un salto logico, giuridico e
politico incolmabile”.
I parlamentari proseguono: “Se il
sistema elettorale non ha funzionato in modo convincente, si metta mano alla
legge sul voto e la si riformi in modo da renderla più rispondente alle
necessità. Si tratta, tra l’altro, di una legge ordinaria sulla quale si può
intervenire speditamente, giovandosi anche delle serie e meditate proposte di
modifica già presentate nella scorsa legislatura, inspiegabilmente rimosse dal
dibattito in corso.
La circoscrizione Estero,
incardinata in Costituzione poco più di un decennio fa, risponde invece a
diverse esigenze, quella di dare “effettività” al diritto di voto dei cittadini
italiani all’estero, che per lungo tempo è stato una pura finzione giuridica, e
quella di garantirne una rappresentanza autonoma e diretta.
L’ipotesi richiamata dal ministro
Quagliariello di ‘garantire comunque l’esercizio del diritto di voto dei
cittadini italiani residenti all’estero’,ci mancherebbe altro!,e di prevedere
‘eventualmente, qualora il Senato fosse eletto direttamente, una rappresentanza
al suo interno delle comunità degli italiani residenti all’estero’ non risponde
in alcun modo all’esigenza costituzionale di assicurare l’uguaglianza dei
cittadini in una campo tanto delicato qual è quello riguardante i diritti di
cittadinanza. La ricaduta del voto sulle circoscrizioni italiane è, infatti di
difficilissima attuazione e non risponde all’esigenza di una rappresentanza
diretta e l’esclusione degli eletti all’estero dalla Camera in un sistema
monocamerale rappresenta nei fatti una discriminazione.
Quello che stupisce – continuano i
deputati Pd dell’estero - è che il Governo si sia limitato a riferire le
indicazioni dei cosiddetti “saggi” appiattendosi sulle loro conclusioni,
rinunciando a qualsiasi filtro di carattere politico-istituzionale ed eludendo
una responsabilità che invece gli compete.
Milioni di cittadini italiani
all’estero, a questo punto, hanno il diritto di sapere quale sia la posizione
del Governo su queste cose e quali siano le posizioni di ciascun partito, ad
iniziare da quelli che compongono l’attuale maggioranza. Se è vero che non si
può stare in Chiesa a dispetto dei santi, è altrettanto vero che non si può
richiedere a nessuno un consenso a scatola chiusa e che anche i santi hanno il
dovere di dire dove vogliono arrivare” concludono Gianni Farina, Marco Fedi,
Laura Garavini, Francesca La Marca e Fabio Porta. (Inform)
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