ITALIANI ALL’ESTERO
Una proposta di legge di
Antonio Razzi (Pdl) per l’abolizione del Cgie
Il senatore propone un
rafforzamento dei Comites utile alla funzione di raccordo tra connazionali e
istituzioni centrali assegnata ai parlamentari eletti nella circoscrizione
Estero
ROMA – Antonio Razzi, già deputato eletto per IdV nella ripartizione Europa e senatore Pdl nell’attuale legislatura, ha presentato un disegno di legge che prevede l’abolizione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
“Con queste contingenze economiche che vedono il paese strozzato e al verde, con il rischio concreto dell’abolizione del voto all’estero, ancora c’è qualcuno che difende strenuamente un organismo inutile e dispendioso come il Cgie - scrive Razzi nella nota in cui annuncia la sua iniziativa, evidenziando l’opportunità di destinare le risorse del Consiglio generale a “cose necessarie per gli italiani all’estero, come la cultura e la lingua italiana o la conservazione del voto per i connazionali residenti fuori dai confini italiani”.
Nella premessa agli articoli del ddl viene evidenziata “una sostanziale identità di funzioni e compiti di Comites e Cgie”, rilevando inoltre come “molte funzioni del Cgie siano svolte oggi da altre strutture, in via esemplificativa e non anche esaustiva, dagli Istituti italiani di Cultura e dall’Istituto per il Commercio Estero”. La proposta è dunque “il rafforzamento di funzioni e ruolo dei Comites”, organismi su cui intervenire con una riforma legislativa improntata sui “poteri rappresentativi” dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, definiti “soggetto di raccordo tra le esigenze delle italianità residenti all’estero e le istituzioni centrali” e “massimi rappresentanti della collettività residenti fuori dai confini nazionali”.
“Il funzionamento dell’apparato del Cgie costa, al contribuente italiano, qualcosa come sei milioni di euro circa all’anno, risorse che possono e debbono invece essere destinate al potenziamento dei compiti e delle mansioni dei Comites e delle strutture consolari all’uopo funzionalmente delegate – prosegue l’introduzione al ddl, indicando quali direttrici su cui “muoversi ed indirizzare la riforma del sistema della rappresentanza degli italiani all’estero” “il rafforzamento delle funzioni e del ruolo dei Comites in sinergia con le rappresentanze consolari territoriali, la ufficializzazione e la istituzionalizzazione di mansioni effettive nelle materie riguardanti la collettività italiana all’estero per i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero”. (Inform)
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