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mercoledì 18 dicembre 2013

Aperta oggi, a Roma la X Conferenza degli Ambasciatori


FARNESINA
Aperta oggi, a Roma
La X Conferenza degli Ambasciatori : “L’Italia attrae il mondo: la diplomazia italiana per investire nel sistema Paese”
Introdotto dal segretario generale della Farnesina, Michele Valensise, l’intervento del ministro degli Esteri Emma Bonino: “La nostra diplomazia ha tutte le carte in regola per svolgere i compiti che il Paese le affida. Occorre però fare in modo che non si passi dal risparmio al disinvestimento”

ROMA – Si è aperta stamani alla Farnesina la X Conferenza degli Ambasciatori d’Italia, con gli interventi del ministro degli Affari Esteri Emma Bonino e del presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta. “L’Italia attrae il mondo: la diplomazia italiana per investire nel sistema Paese” è il titolo dell’evento di quest’anno, strettamente connesso alla proiezione in primo luogo economica del nostro Paese all’estero, proiezione quanto mai necessaria ad innescare la ripresa economica al termine di un lungo e complesso periodo di crisi.
Ad aprire i lavori il segretario generale della Farnesina, Michele Valensise, che ha ringraziato il ministro Bonino e il premier Letta per “l’impegno volto ad assicurare all’Italia una guida autorevole e attenta alla proiezione internazionale del nostro Paese e al ruolo che l’Italia deve svolgere in Europa”, Europa – ha aggiunto - “che vogliamo sempre più forte e solidale”. “Chi si occupa ogni giorno di relazioni con altri Paesi sa bene quanto siano determinanti la credibilità e la stabilità del proprio assetto istituzionale – ha segnalato Valensise, ricordando come “la diplomazia sia uno strumento antico ma sempre attuale”, anche “nel mondo di oggi, che ha azzerato le distanze e moltiplicato le sfide”. “Oggi – afferma il segretario generale - la realtà oltre i nostri confini è ancora più essenziale, non perdiamola di vista”. “Siamo orgogliosi – aggiunge - di essere antenne dell’Italia all’estero e di contribuire allo sviluppo interno del nostro Paese, e mi riferisco a tutto il personale della Farnesina, con cui condividiamo un senso di appartenenza che credo non abbia eguali nell’amministrazione italiana”.
“Nella difficile congiuntura degli ultimi anni il Mae ha innovato e razionalizzato la sua struttura e i suoi metodi di lavoro, a Roma e all’estero, percorso che intendiamo continuare – ha aggiunto Valensise richiamando “ ulteriori misure di riorganizzazione della rete estera” in corso in queste settimane, insieme ad “una più leggibile ripartizione degli oneri amministrativi”. “Confidiamo nell’appoggio del Governo e del Parlamento affinché la Farnesina sia rispettata come corpo dello Stato anche attraverso l’assegnazione di risorse adeguate alle sue esigenze funzionali minime, specie in una fase in cui dobbiamo fronteggiare la richiesta di più Italia nel mondo in tutti i campi. Senza mezzi sufficienti – avverte il segretario generale - dovremmo necessariamente ridimensionare gli obiettivi; il che sta già avvenendo, l’importante è che tutti ne siano consapevoli”.
Richiamata anche “la cultura dell’incontro”, “radicata e insita nell’impianto culturale della diplomazia italiana”, cultura per cui “manteniamo costantemente una vocazione al dialogo e al negoziato e una capacità di iniziativa rispettosa dei partner”.
Vista la preminenza assegnata alla dimensione economica della diplomazia, stimolata dallo stesso ministro e in ultimo da programmi del Governo come “Destinazione Italia”, Valensise assicura una più organica mobilitazione della rete diplomatica “per promuovere occasioni di investimento straniero in Italia, a beneficio di crescita e occupazione” ed una messa a frutto delle relazioni coltivate nei Paesi di accreditamento. “È chiaro – aggiunge - che i risultati di questa azione esterna dipenderanno dal rinnovamento e dal clima che il nostro Paese sarà in grado di generare al suo interno”. Stimolati a questo proposito interventi in profondità su “settori chiave” come “la burocrazia, il fisco, la giustizia”. Ribadita infine una pari attenzione nei confronti delle persone “cui è diretto il nostro lavoro quotidiano, le collettività italiane, i cittadini assistiti all’estero, anche in circostanze pericolose, e i minori contesti”. Il segretario generale rivolge poi un pensiero di “vicinanza e solidarietà” ai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti in India, cui verrà dedicato domani uno spazio di discussione su ciò che “l’Italia sta facendo e farà per averli quanto prima in patria”.
Il ministro degli Esteri ha segnalato come l’attrattività esercitata dal nostro Paese all’estero sia collegata alla restituzione di un “immagine vincente dell’Italia nel mondo”, “immagine che, al di là del nostro rilievo economico e finanziario, pur fondamentale, deve poter trasmettere in modo evidente il nostro ruolo di azionista significativo e responsabile del sistema globale”. Sistema globale tratteggiato dalla Bonino, a partire dall’Europa, “nostro primo ambito di riferimento” e spazio in cui occorre rafforzare il radicamento democratico dei cittadini, reagendo alla progressiva “disaffezione verso il progetto europeo”, determinata “dall’identificazione dell’Unione Europea sempre più come generatrice di vincoli e sempre meno come fonte di opportunità”. “Io, insieme al presidente Letta e all’intera compagine governativa – precisa il ministro, - sostengo la tesi per cui è necessaria più Europa per fronteggiare la sfide poste da un mondo che vede un numero crescente di attori affacciarsi sullo scenario mondiale”. Proprio per “consolidare la legittimità dell’Europa” è necessario coinvolgere maggiormente l’Unione su temi come la lotta alla disoccupazione giovanile e la gestione dei flussi migratori, coinvolgimento per cui si è speso il Governo italiano - ha ricordato Emma Bonino, auspicando al termine del semestre italiano di presidenza europea la firma di una “Dichiarazione solenne sul futuro dell’Europa”, contenente indicazioni concrete per costruire un’Europa migliore, più inclusiva ed ampia (ribadito il sostegno al cammino europeo dei Paesi dei Balcani e della Turchia). Il ministro ripercorre poi l’impegno del nostro Paese in scenari di conflitto come quelli del Mediterraneo e del Medio oriente, per “una soluzione diplomatica della crisi siriana” in primis, soluzione che richiede anche il coinvolgimento dell’Iran e dei Paesi dell’area mediorientale, i rapporti con gli Stati Uniti nel quadro di un rafforzamento delle relazione transatlantiche attraverso la sigla del partenariato in materia di commercio ed investimenti (Ttip), gli altrettanto cruciali rapporti con la Russia, con la Cina, di cui si segnala un forte interesse testimoniato dalla partecipazione ad Expo 2015, con l’Africa, “attore destinato a divenire sempre più rilevante nelle dinamiche globali”, con l’America latina, i cui rapporti sono stati al centro della Conferenza svoltasi la scorsa settimana proprio alla Farnesina. “Fare politica estera, soprattutto in un momento di risorse scarse, tuttavia, ci impone di scegliere le nostre priorità – ha affermato il ministro. “Europa, rapporto transatlantico e rapporti con il nostro complesso vicinato balcanico, il vicino Oriente e il Nord Africa sono le nostre priorità, ma non trascureremo certamente il resto, puntando sull’efficienza di una maggiore selettività. A ciò – precisa Bonino - è ispirato il riadattamento della rete diplomatico-consolare. La nostra attenzione crescente verso aree come quella del Golfo e del Sud Est asiatico ha trovato posto in questo esercizio. Le risorse a diposizione, ma anche la legge, ci hanno imposto di scegliere e abbiamo cercato di farlo guardando al domani. Anche se per qualcuno è difficile disancorarsi dal legame con il passato”. Per la titolare del dicastero “il riorientamento delle rete diplomatica” è funzionale al perseguimento della diplomazia della crescita, obiettivo verso cui si muove anche “Destinazione Italia”. Necessario quindi per il ministro “riorientare la nostra presenza dalle aree tradizionalmente occupate dalla vecchia emigrazione italiana, dunque soprattutto in Europa, verso le aree di espansione economica, soprattutto l’Asia e gli altri Paesi emergenti”. Tale decisione si impone, insieme alla “significativa razionalizzazione della rete degli Istituti Italiani di Cultura” cui si sta procedendo, anche per la limitatezza delle risorse a disposizione. Inversione di tendenza invece per le risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo, inversione confermata per il secondo anno consecutivo in un settore che presto sarà interessato da una riforma di legge per cui è in corso d’opera una fase di pre-consultazione ministeriale.
Richiamato poi l’impegno del nostro Paese sul fronte dei diritti umani, “componente strutturale e sistemica della nostra politica estera”, e fronte che molto spesso vede le donne come vittime. In questo impegno si inquadra anche il progetto “Women for Expo” pensato per dare “all’esposizione universale milanese una forte connotazione femminile” e in considerazione del ruolo attuale e potenziale delle donne negli ambiti della sostenibilità alimentare, della nutrizione, della salute, oltre che nel settore agricolo e agroalimentare. “Sfida più ampia” della politica estera italiana “il perseguimento di una stabilità diffusa”, obiettivo – rileva il ministro - che è alla base della presenza italiana in Afghanistan, dell’impegno nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, per la sicurezza energetica coniugata con la salvaguardia ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici.
Emma Bonino si sofferma poi sulla crescita economica e sul ruolo che per essa può svolgere il ministero. “Anche la politica estera – dice – deve mettersi al servizio di questa esigenza, portare il mondo in Italia, attraverso una coerente politica per l’attrazione degli investimenti, e portare l’Italia nel mondo, sostenendo l’export e il percorso di internazionalizzazione delle nostre imprese”, specie le piccole e medie imprese. Il piano per l’export prevede quindi l’aumento delle missioni di sistema e road show nei territori italiani, ossia “momenti di incontro fra Pmi ed esperti di internazionalizzazione per esplorare opportunità e aumentare la propensione delle imprese ad andare all’estero”. Mentre sul versante dell’export è importante il ruolo della Farnesina nella fase di preparazione e accompagnamento delle imprese, più complesso è l’intervento sul fronte interno, per aumentare quella quota di 1,6% di investimenti stranieri nel nostro Paese, obiettivo sui cui intende agire “Destinazione Italia” con un “piano coerente di 50 misure, alcune molto puntuali, altre più sistemiche, su giustizia, fisco, burocrazia e autorizzazioni”. Un processo – ricorda Bonino - “che è stato sostenuto anche da una consultazione pubblica durata due mesi e che ha coinvolto più di 30.000 persone”. Tra le misure introdotte anche norme per facilitare l’ingresso in Italia di capitale umano qualificato: “investitori, ricercatori, fondatori di start up potranno godere di un fast track per i visti di lungo soggiorno”.
Ultimo argomento trattato dal ministro “l’imponente attività di assistenza consolare a di attenzione agli italiani all’estero”, attività su cui si torna a chiedere di avitare strumentalizzazioni di tipo politico. “La Farnesina segue direttamente, in coordinamento con le nostre Rappresentanze, circa 10.000 casi di connazionali all’estero a vario titolo in situazione di difficoltà, mantenendo i contatti con le famiglie in Italia e eventualmente con i loro avvocati – afferma il ministro, ricordando nello specifico i 3 mila detenuti italiani all’estero seguiti nel 2013 e i 300 minori contesi. “Ci sono poi le diverse migliaia di connazionali indigenti assistiti dalle nostre sedi all’estero, direttamente o indirettamente” e sempre “nel rapporto con le nostre collettività all’estero” viene segnalata l’intenzione di “affiancare sempre più, alla tradizionale azione della nostra presenza, un qualificato rapporto con le migliaia di giovani (studenti, ricercatori, libero professionisti) in giro per il mondo, quella componente del Paese che definisco – afferma Bonino – i cervelli in movimento, verso cui corre l’obbligo di una crescente attenzione da parte nostra”.
Tutti gli obiettivi e gli sforzi sino a qui richiamati saranno inclusi in un documento denominato Farnesina 2015 che il vice ministro agli Esteri Marta Dassù presenterà la prossima settimana in Parlamento.
“Per far fronte alle numerose responsabilità che incombono sul versante della politica estera abbiamo bisogno di una diplomazia capace, flessibile e moderna. La nostra diplomazia – afferma il ministro – ha tutte le carte in regola per svolgere i compiti che il Paese le affida, anche in un contesto in cui sono ben chiari i limiti imposti dalle risorse finanziarie e con i quali siamo ormai confrontati con diversi anni. In politica estera, tuttavia, vi è una condizione tutta particolare nella quale la continua contrazione delle risorse corrisponde simmetricamente all’inevitabile contrazione della capacità di azione – conclude Emma Bonino, mettendo così  in guarda dal rischio di passare “dal risparmio al disinvestimento”. (Viviana Pansa – Inform)

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