MUSICA A L’AQUILA
Emanuela
Medoro: Natale, tempo di Gospel
L’AQUILA “…Quando veniva il caldo, Baby Suggs, santa, seguita dai
neri, uomini, donne e bambini, portava il suo grande cuore alla Radura, un
ampio spazio aperto nella foresta profonda, alla fine di un sentiero noto solo
ai cervi ed a quelli che lavoravano la terra. Il sabato pomeriggio si metteva
seduta mentre la gente aspettava fra gli alberi… Baby Suggs chinava il capo e
pregava in silenzio…poi chiamava i bambini, le donne e gli uomini adulti…
Cominciava così: i bambini ridevano, gli uomini danzavano le donne
gridavano e poi tutto si mescolava… Nel silenzio che seguiva, Baby
Suggs, santa, offriva loro il suo cuore grande…Non diceva loro di purificare la
vita, di andarsene e non peccare più. …Diceva che la grazia che potevano avere
era quella che riuscivano ad immaginare. “Qui”, diceva, “in questo posto
noi siamo carne, carne che piange, che ride, che danza a piedi nudi sull’erba.
Amatela, amatela molto…” Poi si alzava e danzava muovendo i fianchi…mentre gli
altri aprivano la bocca e le davano la musica. Lunghe note tenute finché
l’armonia delle parti era perfetta abbastanza per quella carne profondamente
amata.” Toni Morrison, Beloved, pag
108.
Tony Morrison è una scrittrice americana di colore dotata
di immaginazione visionaria, premio Nobel per la letteratura nel 1993. Il
suo romanzo Beloved è ambientato nel periodo seguente la liberazione degli
schiavi e la guerra civile, nello stato dell’Ohio. Da questo romanzo ho tratto
l’immagine della donna nella foresta che, insieme agli altri della sua
comunità, canta con la voce e con il movimento del corpo l’amore per la sua
gente. E’ la voce degli afroamericani resi schiavi descritta in questa immagine
memorabile che rappresenta simbolicamente, come un mito lontano, la nascita del
gospel, (God’s spell/La parola di Dio), un particolare genere di musica nera
che ha attraversato la cultura americana fino a giungere ai nostri giorni, come
una specialissima forma di spettacolo.
Ed ecco il Gospel a L’Aquila. All’Auditorium “Gen. S. Florio” si è
esibito il coro diretto da Walt Whitman, The Soul Children of Chicago, nato nel
1981 come un’alternativa di vita per i giovani afro-americani a rischio. La
musica dà loro la possibilità di esprimere energie e creatività. Il coro
è oggi un’affascinante realtà della musica gospel, uno dei gruppi giovanili più
celebri al mondo. Negli Usa questo genere di musica si è sviluppato
e si pratica nella chiese della gente di colore. Solo alcuni gruppi escono da
quell’ambiente ed entrano nei teatri frequentati da pubblici eterogenei.
Lo spettacolo offerto dal pubblico aquilano è stato un vivacissimo,
ricco intreccio di suoni, voci, colori e movimento. Le luci multicolori dei
fari accompagnavano e sottolineavano il ritmo delle voci e degli strumenti, le
parole in inglese ed i gesti di Walt Whitman hanno spiegato e comunicato in
modo efficacissimo le tradizioni musicali dei neri riuscendo a coinvolgere il
pubblico aquilano. Questa volta presenti in sala non solo i tradizionali
abbonati della “Barattelli”, ma anche tanti giovani, e tutti insieme abbiamo
partecipato con il cuore, la mente ed i gesti alla performance dei ragazzi neri
di Chicago, in una serata toccante, indimenticabile.
Per concludere ricordo le parole del brano offerto al pubblico alla
fine dello spettacolo: We need each other to make a better world, abbiamo
bisogno gli uni degli altri per fare un mondo migliore. Sono le parole di una
canzone, ma anche le parole slogan del Presidente Barack Obama, a lungo vissuto
a Chicago. Lady Michelle è una figlia del ghetto nero di Chicago,
che ha nel suo patrimonio genetico la memoria della schiavitù.
(Emanuela Medoro/Inform)
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