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mercoledì 11 dicembre 2013

Il presidente Porta sull’audizione dei sindacati dei pensionati e dei patronati

CAMERA DEI DEPUTATI
Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese

Il presidente Porta sull’audizione dei sindacati dei pensionati e dei patronati

“Anche alla luce della nuova emigrazione che rappresenta il problema più attuale, appare necessaria una ripresa dell’attenzione dell’Italia su tutta la copertura assicurativa, previdenziale e sociale dei migranti”

ROMA - In concomitanza con la Giornata di mobilitazione internazionale per i diritti dei pensionati nel mondo, promossa dai sindacati e dai patronati in vari paesi dove risiedono nostri connazionali, si è riunito alla Camera dei Deputati il Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese. I deputati dell’organo collegiale hanno incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e di patronato italiane. Per fare il punto sull’audizione, che è stata caratterizzata dall’approfondimento delle questioni ancora irrisolte in campo previdenziale, fiscale e assistenziale, abbiamo raccolto la testimonianza del presidente del Comitato Fabio Porta. 

“La convocazione dell’audizione in questa Giornata di mobilitazione - ha esordito Porta - rappresenta un segnale molto importante. E’infatti la prima volta che il Parlamento in maniera simbolica, ma anche per forma e sostanza, si schiera al fianco delle rivendicazioni dei tanti italiani non più giovani che vivono nel mondo e che rappresentano al contempo la parte più debole e il contesto più significativo della nostra emigrazione. Una realtà, che ha sulle spalle tutta la storia della nostra diaspora, e che oggi sta diventando anche la via di entrata di tanta nuova emigrazione”. Per quanto concerne invece le problematiche affrontate durante l’audizione il presidente del Comitato ha segnalato in primo luogo l’esigenza di garantire un assegno sociale per gli emigrati anziani che vivono all’estero una condizione di disagio economico e sociale e per i nostri connazionali che tornano in Italia e non hanno dieci anni di residenza continuativa nel nostro paese. “Si tratta – ha ricordato Porta - di una proposta antica già fatta nel 2006 nella prima legislatura in cui furono eletti in Parlamento i rappresentanti degli italiani all’estero. L’assegno sociale è destinato a coloro che, nati in Italia e residenti all’estero, non hanno alcun tipo di reddito e che, a differenza di quanto accade per gli anziani residenti in Italia, non possono accedere alla pensione sociale” . “Si è anche parlato – ha proseguito Porta – della necessità sia di risolvere il problema del pagamento delle pensioni ai nostri connazionali nel mondo in moneta locale e non in euro, una questione che si è posta soprattutto in Argentina, sia di promuovere la sanatoria degli indebiti pensionistici all’estero, che sono stati maturati senza responsabilità dei nostri pensionati a causa dell’operato dell’istituto di previdenza che fino al 2008 non ha promosso una rilevazione sistematica dei redditi all’estero. Fra gli altre richieste avanzate durante il dibattito- ha aggiunto Porta – ricordo le agevolazioni fiscali , ai fini del pagamento dell’IMU, sulle prime case possedute in Italia dai connazionali all’estero, l’aggiornamento degli accordi internazionali di sicurezza sociale già esistenti e la firma di nuovi accordi, e la stipula, come previsto dalla legge sui patronati, di una convenzione fra il ministero degli Esteri e gli stessi patronati per i servizi a favore dei nostri connazionali nel mondo”.

Porta ha anche sottolineato come nel corso della riunione del Comitato lui stesso e altri parlamentari del Pd presenti all’audizione, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini e Francesca La Marca, abbiano ricordato gli sforzi compiuti nell’attuale e nella precedente legislatura per cercare di risolvere le problematiche poste sul tappeto. “Su alcune di queste questioni – ha precisato Porta - abbiamo presentato alla Commissione Bilancio della Camera alcuni emendamenti. Mi riferisco ai problemi dell’IMU e degli indebiti, nonché alla questione dell’associazionismo, che si collega a quella della rappresentanza sindacale e dei patronati. Abbiamo proposto emendamenti anche sulla rappresentanza dei Comites, sull’assistenza per gli indigenti e sull’informazione”.

“In chiusura di audizione – ha poi ricordato Porta – mi sono soffermato sulla questione delle convenzioni internazionali auspicando , alla luce della nuova emigrazione che rappresenta il problema più attuale, una ripresa dell’attenzione dell’Italia su tutta la copertura assicurativa, previdenziale e sociale dei migranti in generale, anche in considerazione del fatto che oggi la mobilità è circolare. Credo dunque che sia il caso di aggiornare davvero gli accordi esistenti, farne di nuovi e di garantire a tutti, compresi i nuovi emigrati, un’adeguata copertura previdenziale. Ho anche parlato della necessità di rilanciare la sinergia fra patronati e ministero degli Esteri, al fine di dare migliori servizi agli italiani nel mondo, così come i patronati stanno facendo in Italia per l’immigrazione. Io credo che oggi accordi di questo tipo, a fronte della ristrutturazione delle sedi consolari e della relativa diminuzione dei servizi e del personale, siano ancora più necessari”. Porta, dopo aver annunciato la presentazione da parte del Comitato di una risoluzione in Commissione Esteri volta a sensibilizzare il Governo sull’urgenza e la priorità delle problematiche degli italiani nel mondo affrontate in audizione, ha infine segnalato come nel corso del dibattito sia stato posto il problema della sostituzione del dimissionario vice ministro degli Esteri con delega per gli italiani nel mondo Bruno Archi. Un’esigenza, quella di avere su queste materie un interlocutore preciso e competente all’interno del Governo, che per Porta potrebbe trovare risposta nella nomina a questo incarico “di un rappresentante che venga proprio dal mondo degli italiani all’estero”. (G.M./Inform)

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