RASSEGNA STAMPA
Da “La Stampa.it” del
20.12.2013
Legge di stabilità, sì della Camera alla fiducia. In
arrivo nuove detrazioni per la casa
Letta: “Ora norma sul rientro capitali”- Svolta del
governo dopo la rivolta dei Comuni. Delrio: varranno 1,3 miliardi. Il premier:
“All’Italia non serve un Babbo Natale, ma un buon padre famiglia”
ROMA - In arrivo un nuovo decreto
per correggere le detrazioni a favore delle famiglie sulle imposte che
riguardano la casa e rispondere alle richieste dei Comuni in rivolta che
denunciano un buco nei bilanci 2014 di circa 1,5 miliardi.
Il provvedimento interverrebbe, in
particolare, sulle detrazioni sulla Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, e,
come ha annunciato il ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio,
«servirà a dare flessibilità all’aliquota per fare le detrazioni alle
famiglie».
Intanto arriva il via libera
dell’Aula della Camera alla fiducia posta dal governo sulla legge di stabilità.
Hanno votato sì in 350, no in 196 e uno astenuto. Adesso servirà un voto
definitivo dell’Aula di Montecitorio, che dovrebbe arrivare stasera. Domani sarà
la volta del Senato. Ma le modifiche - a cominciare dalla casa - non sono
finite. Letta però tende la mano ai Comuni: «Questa è la prima legge di
stabilità dà ai comuni e non taglia; la questione posta troverà attenzione», ma
«invito i comuni ad avere un atteggiamento dialogante perché con il dialogo i
problemi si risolvono».
Qualcuno pensa che all’Italia
serva «Babbo Natale», mentre «io penso che ci voglia un buon padre di
famiglia», che compie «scelte equilibrate» sui conti pubblici e che garantisce «credibilità»,
afferma Letta da Bruxelles. Per il premier il declassamento della Ue di
Standard & Poor «è un segnale che non va sottovalutato». Mentre la web-tax
«ha bisogno di un coordinamento con le norme europee e per noi l’essere
riusciti ad inserire questo punto» fra quelli che l’Ue deve sciogliere «il
prima possibile» è molto importante. «Questa è la prima legge di stabilità dà
ai comuni e non taglia; la questione posta troverà attenzione», ma «invito i
comuni ad avere un atteggiamento dialogante perché con il dialogo i problemi si
risolvono». Letta annuncia anche una norma per il rientro dei capitali
dall’estero: sarà un «provvedimento forte per riportare in Italia i capitali
illegalmente esportati e io stesso andrò in Svizzera a gennaio perché ritengo
che lì ci sia un tesoro di soldi italiani».
Per quanto riguarda il capitolo
casa, Delrio ha ricordato che nella legge di stabilità ci sono già 500 milioni
in dotazione ai Comuni per le detrazioni e con il nuovo intervento si
arriverebbe a circa 1,2-1,3 miliardi. Nel testo della legge di stabilità
modificata dalla Commissione Bilancio della Camera è saltata la possibilità di
fissare un tetto all’1 per mille dell’aliquota Tasi sull’abitazione principale
che resta quindi al 2,5 per mille, come sulle seconde case. Il braccio di ferro
con i sindaci, scatenato dalla blindatura del nuovo sistema di tassazione per
gli enti locali con l’apposizione della fiducia alla Camera sul ddl stabilità
e, dall’emendamento sulle sale giochi al dl «salva Roma» approvato ieri al
Senato, ha costretto il governo a correre ai ripari riprendendo in mano
entrambi i dossier.
In queste ore si sta lavorando al
ministero dell’Economia e a palazzo Chigi per trovare in tutto o in parte le
risorse necessarie a coprire quel buco di un miliardo e 500 milioni aperto dal
pagamento della seconda rata dell’Imu, spostata in attesa di provvedimenti al
24 gennaio, e dal nuovo sistema fondato sulla Iuc, mentre si valuta la
possibilità di ritirare l’emendamento che penalizza i Comuni anti-ludopatia. Ieri
il presidente Letta, in un colloquio con Matteo Renzi, aveva assicurato al
segretario del Pd un intervento per neutralizzare l’emendamento al dl “salva
Roma”, ispirato dal governo e presentato dalla senatrice Federica Chiavaroli di
Ncd, che mette a carico dei Comuni il “mancato gettito” derivante dalle
disposizioni per limitare la proliferazione di sale giochi accanto a scuole e
centri anziani come prevede del resto la delega fiscale allo studio di Palazzo
Madama. (La Stampa.it del 20 dicembre 2013 /Inform)
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