CONFERENZA DEGLI AMBASCIATORI
L’intervento di chiusura del ministro degli Esteri
Emma Bonino: “Le sfide
che abbiamo davanti sono complesse e richiedono un’Italia in marcia, insieme ad
una diplomazia che continui a dare quel valore aggiunto che il Paese ci chiede”
ROMA – “Troppo spesso una rappresentazione distorta confonde la necessaria opera di modernizzazione e di recupero di efficienza della pubblica amministrazione con una critica che ne occulta i meriti, ne svilisce le competenze, fa di tutta l’erba un fascio e, soprattutto, perde di vista il contributo essenziale che queste danno e possono dare alla ripresa del Paese, economica e non solo”. Così il ministro degli Affari Esteri Emma Bonino nel suo intervento di chiusura, ieri pomeriggio, della X Conferenza degli Ambasciatori d’Italia, dinnanzi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al corpo diplomatico, ad alcuni ministri e rappresentanti di Camera e Senato, ha voluto ribadire il ruolo propositivo del Mae promosso anche attraverso questa occasione. Un operato, quello della Farnesina, “non immune da errori e limiti – ha ammesso il ministro, – ma con al suo attivo la capacità di correggersi e la volontà di rinnovarsi”.
Dopo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha richiamato sfide e criticità della politica estera italiana, sottolineando come esse richiedano la messa a frutto di tutto il potenziale della Farnesina, Emma Bonino ha ripercorso i temi svolti nella due giorni di lavori “dedicata all’attrazione degli investimenti e all’internazionalizzazione delle imprese italiane all’estero quali fattori essenziali per la crescita del Paese e al ruolo fondamentale della Farnesina nella strategia volta a promuoverli”. Bonino ha ricordato, come già in apertura, la necessità di “trasmettere un’immagine convincente e quindi convinta dell’Italia nel mondo”, immagine che è alla base di “ogni strategia di azione efficace”, e “passa dalla stabilità politica e finanziaria, dal nostro ruolo in Europa, dalla nostra azione nei principali fori multilaterali e nei teatri di crisi, consapevoli delle nostre potenzialità e dei nostri limiti”. Richiamato, tra i temi discussi nella Conferenza, l’appuntamento di Expo 2015, evento che riveste un ruolo centrale proprio per le finalità promosse dalla Farnesina nell’ambito economico. “Ma non è solo la proiezione economica a concorrere all’immagine del’Italia nel mondo, lo deve essere anche la proiezione di un Paese che crede nello Stato di diritto e nella promozione dei diritti umani e che, quando li viola a casa propria – ha rimarcato la Bonino - ha anche la forza, il coraggio e la voglia di rimediare”.
“Poche realtà nel panorama nazionale hanno mostrato lo stesso impegno della Farnesina nel garantire strumenti e obiettivi commisurati tra loro – ha proseguito il ministro, tornando sulle parole pronunciate in questa stessa sede dal presidente del Consiglio Enrico Letta in merito alla difficoltà del Paese di applicare sino in fondo le decisioni assunte (vedi Inform del 18 dicembre: http://comunicazioneinform.blogspot.it/2013/12/oggi-la-x-conferenza-degli-ambasciatori.html), ribadendo come “le sfide quotidiane dimostrino l’esigenza di poter contare su una diplomazia al passo con i tempi e che dei tempi sappia farsi interprete”.
Tra le direttrici della politica estera che rimangono “ben salde”, Emma Bonino ha segnalato in primis il “salto qualitativo” che è necessario fare in Europa, “accelerando l’integrazione politica”, inversione di tendenza di cui l’Italia deve farsi protagonista. “L’occasione offertaci con l’esercizio della presidenza di turno è irripetibile. Pensare all’Europa senza farla è il maggior limite al suo futuro. Noi – ha aggiunto il ministro – crediamo che l’Europa debba avere un futuro e per questo non lesineremo alcuno sforzo”. L’alternativa sarebbe “l’inevitabile declino e la perdita di peso politico ed economico del vecchio continente sulla scena internazionale – avverte la titolare del dicastero, che torna poi sull’importanza per l’Italia del rapporto transatlantico (“gli Stati Uniti – dice – restano il nostro principale partner”), della politica del vicinato ad ampio spettro (riguardante i Paesi dell’Africa del Nord, del Vicino e Medio Oriente, specie i teatri di crisi) – politica “che non è un optional, ma una priorità, e richiede l’assunzione di responsabilità precise” - e dell’America latina, dell’Asia e dall’Africa, “aree del mondo che non intendiamo certamente trascurare”.
Direttrici che si intendono seguire anche “applicando quell’approccio della diplomazia della crescita dibattuta nel corso della nostra Conferenza e muovendoci coerentemente con le esigenze di riorganizzazione della nostra rete estera”. “Al ministro e a tutta l’amministrazione spiace sempre chiudere delle sedi – ha voluto chiarire la Bonino a questo proposito. “Potendo - aggiunge, - manterremmo tutto quello che abbiamo e ne apriremmo altre, ma ciò non è possibile e non è neppure più totalmente utile. I limiti di risorse che abbiamo e la trasformazioni della geopolitica globale ci obbligano a razionalizzazione e modernizzare la nostra presenza, siano esse Ambasciate, Consolati o Istituti di cultura”. Il ministro afferma anche di sapere che continuerà a “ricevere appelli e petizioni per evitare le chiusure”, “ma abbiamo scelto un criterio che guarda al futuro”, criterio – spiega - che comporta uno “smagrimento della nostra presenza in Europa, dove le nostre collettività sono più tradizionalmente integrate, e una presenza più forte nei Paesi emergenti o emersi ed in quelli più difficili per i nostri concittadini e per le nostre imprese”. “L’obbligo di razionalizzare la rete diplomatico-consolare, richiesto per legge, ci offre l’occasione di mettere a punto uno strumento maggiormente al passo con i tempi e maggiormente rivolto verso le aree di espansione economica e verso i Paesi emergenti – ricorda il ministro, segnalando come il vice ministro Marta Dassù tornerà a spiegare e a motivare il piano riorganizzazione della rete in Parlamento. Al Parlamento e a Napolitano viene inoltre presentato in questa occasione il documento “Farnesina 2015” che contiene le linee guida dell’azione del Mae illustrate in questi giorni. E della riorganizzazione della rete consolare ha parlato lo stesso Napolitano, dopo aver ricordato come la Farnesina stia contribuendo a superare una fase difficile, ma anche a cogliere opportunità che abbiamo di fronte, ed illustrato gli obiettivi prioritari della politica estera italiana (un rinnovato progetto europeo, le relazioni transatlantiche, i rapporti con la Russia, tutti scenari in cui l’Europa potrà contare solo se saprà “esercitare capacità di leadership” (vedi anche Inform di ieri: http://comunicazioneinform.blogspot.it/2013/12/conferenza-degli-ambasciatori-ditalia.html). “La riduzione della spesa pubblica, affidata, piuttosto che ad automatismi, a un’accurata revisione e selezione, è una necessità oggi non contestabile né differibile – ha detto Napolitano, – come lo è purtroppo l’esigenza di rimodulare la nostra presenza diplomatico-consolare, ridimensionandola dove essa appare meno necessaria e proiettandola con forza e rapidità su nuovi scacchieri, a tutela degli interessi del nostro Paese e delle sue avanguardie economiche, culturali e sociali. Vi esorto dunque a continuare nel vostro quotidiano impegno, consapevoli del valore aggiunto che potete garantire alla crescita del Paese”.
Un’esortazione accolta dal ministro degli Esteri, che auspica l’Italia possa trasmettere sempre più l’impressione di “un Paese in marcia e che si appresta persino a correre, perché è questo ciò di cui ha bisogno”. “Le sfide che abbiamo davanti sono complesse e richiedono, oltre ai mezzi, le persone; richiedono – conclude Emma Bonino - una diplomazia che continui a dare quel valore aggiunto che il Paese ci chiede e vi chiede”. (Viviana Pansa – Inform)
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