RASSEGNA
STAMPA
Da “La
Stampa.it”, 11.12.2013
Letta: “Anti-europei non votino
fiducia”
Il premier: “Senza Ue ripiombiamo
nel Medioevo”
ROMA - «Chi vuole isolare l’Italia non voti la fiducia al mio governo». Così il premier Enrico Letta parlando alla Camera ha chiesto che si indichi una linea netta di distinzione tra chi è europeista e chi non lo è, tra chi vuole cambiare in meglio l’Europa e chi vuole puntare su anti-europeismo e populismo. Al termine del suo discorso la maggioranza si è alzata in piedi e ha applaudito a lungo. Immobili sono rimasti i deputati di Fi, M5S e Sel.
«Sono qui a chiedere la fiducia per un nuovo inizio» perché «senza Ue ripiombiamo nel Medioevo” ha detto Letta nel suo discorso. «Ieri la drammatica mancanza dell’Unione Europea si è vista quando nell’evento per commemorare Mandela, noi europei c’eravamo tutti ma i protagonisti sono stati altri. Noi europei, divisi, siamo stati silenti attori e non protagonisti. Il messaggio di ieri è sferzante, non abbiamo più tempo, il mondo cambia e cambia senza aspettarci. Solo uniti possiamo contare davvero».
L’Europa deve darsi quattro obiettivi concreti, il primo, l’unione bancaria già dal Consiglio europeo di dicembre. Il secondo è lavorare per dare una capacità finanziaria di solidarietà. Il terzo è spingere per un governo più equilibrato delle politiche per crescita e lavoro. Infine interpretare la nostra presidenza come quella che chiude la legislatura europea della crisi e apre la legislatura della stabilità e della crescita.
Il premier non risparmia un riferimento a Beppe Grillo in uno dei passaggi del suo discorso. «Si tenta di immiserire questa aula con parole e azioni illegittime, figlie di una cultura politica che mette all’indice i giornalisti, avalla la violenza e vuole fare maceria degli edifici stessi della democrazia rappresentativa». Quindi il premier ha ringraziato le forze dell’ordine, incassando un applauso di tutti i deputati tranne di quelli del M5s.
Un’altra stoccata a Grillo da parte del premier Letta arriva quando si concentra sulle affermazioni di Grillo sulla vicenda dei “forconi”. «Questo parlamento repubblicano e le istituzioni esigono rispetto in periodi così amari»ribadendo «fedeltà indiscussa» ai valori repubblicani delle forze dell’ordine.
Dobbiamo evitare, continua, di «rigettare nel caos il Paese, nel momento in cui è in grado di rialzarsi». «Oggi più che mai l’Italia ha bisogno di competenza e passione», continua. «Non ci sono più alibi e si deve giocare all’attacco: non permetteremo che l’Italia sprofondi di nuovo». Il premier parla di un nuovo «patto di Governo che chiameremo da oggi “Impegno 2014” che sarà definito nei dettagli nei prossimi mesi ma che da oggi ha inizio che accompagnerà “profonde riforme delle Istituzioni” e della Costituzione» . « Il grande obiettivo entro il quadro tempistico dei 18 mesi - continua - è di avere istituzioni che funzionino e una democrazia più forte e più solida».
«Il 2014 sarà il primo anno con il segno più dopo il buio della crisi. Un risultato non scontato» che ci farà «incassare il dividendo della stabilità» Per il 2015 indica quindi una crescita del 2 per cento e rimarca la necessità di misure strutturali a sostegno della crescita a partire da un uso più razionale dei fondi Ue. «Bisogna creare un clima favorevole agli investimenti - dice parlando alla Camera - sburocratizzando, semplificando e riformando anche la giustizia civile ».
Meccanismo maggioritario per la legge elettorale
«La discussione all’interno della maggioranza servirà a declinare in modo più definito i punti del programma ma gli approfondimenti in maggioranza non rimetteranno in discussione i punti cardinali del lavoro per il 2014, su cui oggi vi chiedo la fiducia». E sulla legge elettorale afferma: «Nessuno pensi a una legge punitiva nei confronti di altri». «Sottolineo due aspetti: deve evitare l’eccesso di frazionamento che ci condannerebbe all’ingovernabilità e garantire una democrazia dell’alternanza. L’obiettivo è un meccanismo maggioritario».
«Rivendico la positività del governo nei primi sei mesi, nei quali ho lavorato con dedizione nonostante aut aut e minacce da cui ho cercato di tenere il governo al riparo. Un governo che - continua - dalla contrapposizione tossica tra nemici passa alla collaborazione sana tra avversari per archiviare un ventennio sprecato».
«E’ vero che l’Italia è una società fragile però è pronta dopo tanti sacrifici a ripartire. E’ nostro compito guidarla nella ricostruzione. Per me essere qui è un privilegio e un dovere insieme». Così il presidente del Consiglio Enrico Letta nel corso del suo intervento alla Camera dei deputati con il quale chiede la fiducia per il suo Governo dopo il passaggio di Forza Italia all’opposizione.
Il premier fa un passaggio anche sulla questione giudiziaria di Berlusconi in cui, afferma, «non sono entrato e non entro oggi. Accettando l’incarico dalle mani del Capo dello Stato, a cui ogni giorni va il nostro ringraziamento, avevo detto che il mio non sarebbe stato un governo a tutti i costi e non lo è stato. Il rispetto della legalità era un limite da non oltrepassare, quel limite non è stato oltrepassato, per far questo mi sono preso anche il rischio di andare a casa ma questo ci ha dato forza e questa forza ora deve essere usata per il bene del Paese». (La Stampa.it dell’11 dicembre 2013)
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