COMMISSIONE EUROPEA
Pubblicata la rassegna
trimestrale
In Ue fragile ripresa economica ma divario
persistente tra Paesi
In Ue è al 23% il tasso di disoccupazione giovanile.
In Grecia raggiunge il 63% . Il 24,2% della popolazione dell’Ue è a rischio di
povertà o di esclusione
BRUXELLES - Una fragile ripresa economica potrebbe
cominciare ad attecchire nell’Unione europea, ma esistono divergenze
persistenti fra i Paesi, in particolare all’interno della zona euro, secondo
quanto emerge dall'ultima rassegna trimestrale sulla situazione occupazionale e
sociale pubblicata dalla Commissione europea. La rassegna sottolinea inoltre
che le condizioni sociali e del mercato del lavoro restano critiche e che per
realizzare l'obiettivo di una crescita inclusiva saranno necessari ulteriori
investimenti strategici e riforme strutturali.
Sebbene vi siano alcuni segnali di una timida ripresa, la
rassegna trimestrale sottolinea che le condizioni sociali e del mercato del
lavoro rimangono molto difficili: il tasso di disoccupazione giovanile ha
raggiunto livelli senza precedenti – con una media del 23% per l’UE nel suo
complesso, che raggiunge il 63% in Grecia; il tasso di disoccupazione di lunga
durata è aumentato nella maggior parte degli Stati membri ed ha raggiunto un
livello record in tutta l'UE. Sono aumentati la disoccupazione strutturale e
gli squilibri, sia quantitativi che qualitativi, tra la domanda e l'offerta di
manodopera; la perdita netta di posti di lavoro ha coinciso con l'aumento degli
impieghi precari — sono infatti cresciuti i lavori a tempo parziale, specie il
part-time involontario, sebbene la quota di contratti a tempo determinato
nell'UE sia diminuita, vittima anch'essa della contrazione economica. La
povertà è aumentata nell’UE dal 2007. I redditi delle famiglie sono in declino
e il 24,2% della popolazione dell’UE è ora a rischio di povertà o di
esclusione. I bambini sono particolarmente colpiti, in quanto sono aumentati
sia la disoccupazione sia il numero di famiglie senza lavoro, oltre alla
povertà lavorativa.
In questa fase di avvio della ripresa economica le politiche
attive del mercato del lavoro, come gli incentivi all’assunzione, la riduzione
dell’imposizione fiscale per i lavoratori a bassa retribuzione, l'assistenza
personalizzata per la ricerca di un lavoro e la formazione, sono fattori
decisivi nel facilitare l'accesso all'occupazione per molte persone e
nell'impedire che i disoccupati di lungo termine e le persone alla fine del
loro corso di studi rinuncino a cercare un impiego. Un maggior numero di
persone occupate contribuisce ad una maggiore stabilità dei bilanci e
all'aumento della capacità di spesa delle famiglie, consentendo così una solida
ripresa delle attività produttive.
Per la Commissione europea occorre dedicare particolari
energie all’attuazione della Garanzia per i giovani, iniziativa adottata dal
Consiglio dei ministri dell’UE nell’aprile 2013 “che comprende gruppi d’azione
incaricati di aiutare gli Stati membri a orientare l’allocazione dei fondi
strutturali UE per affrontare il problema della disoccupazione giovanile e per
adottare misure atte ad agevolare la libera circolazione dei lavoratori, quali
la riforma della rete EURES per la ricerca di un impiego”.
László Andor, commissario europeo per l’Occupazione, gli
affari sociali e l’inclusione, ha commentato: “Non c'è spazio per
l’autocompiacimento: troppe persone si trovano a subire le gravi conseguenze
sociali della crisi, e dobbiamo accelerare gli investimenti sociali e il
sostegno alla creazione di posti di lavoro. Una ripresa sostenibile richiede
ulteriori progressi nella riforma dell'Unione economica e monetaria, il che
significa anche prestare maggiore attenzione all’occupazione ed ai problemi
sociali e coordinare più da vicino le politiche occupazionali e sociali.
Dobbiamo essere in grado di individuare e affrontare le principali sfide
occupazionali e sociali, invece di lasciare che si aggravino le disparità
all'interno dell'Europa”.(Inform)
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