CASO CRISTIAN D’ALESSANDRO
Accusati di pirateria gli
attivisti di Greenpeace arrestati in Russia . Nel gruppo anche un
italiano
Ministro Bonino
in stretto contatto con Ambasciatore a Mosca e Console a San Pietroburgo:
“L’inchiesta tenga conto della natura pacifica della protesta”
ROMA -– Sono accusati di pirateria e rischiano dai 10 ai 15 anni di
reclusione, gli attivisti attivisti di Greenpeace arrestati il 18
settembre sulla nave rompighiaccio Arctic Sunrise durante una protesta pacifica
alla piattaforma petrolifera “Prirazlomnaya”. Nel gruppo dei trenta attivisti
anche il napoletano Cristian D'Alessandro. La sua situazione è seguita con
attenzione dalle autorità diplomatiche italiane in Russia. “Il Ministro degli
Affari Esteri Emma Bonino si mantiene in stretto contatto con l'Ambasciata a
Mosca e il Consolato Generale a San Pietroburgo” riferisce una nota della Farnesina.
“Il Console Generale a San Pietroburgo – prosegue la nota - è stato informato
che – conclusasi la procedura di interrogatorio davanti al Giudice - a tutti
gli arrestati, incluso D’Alessandro, è stato contestato il reato di pirateria.
Al riguardo, il ministro Bonino esprime il forte auspicio “che l’inchiesta
chiarisca i fatti e consenta la rapida conclusione della vicenda, che tenga
conto della natura pacifica della protesta”. Il Console Generale – riferisce
ancora la nota - ha ricevuto la telefonata di D’Alessandro - che ha confermato
di essere in buone condizioni di salute – e sta inoltre organizzando un
incontro tra D’Alessandro e i genitori che si recheranno in Russia nella terza
settimana di ottobre. Le autorità russe hanno assicurato piena disponibilità ad
autorizzare visite consolari e di parenti.
La Farnesina informa anche che “su impulso del Ministro Bonino,
l’Ambasciatore a Mosca ha convocato un incontro con gli Ambasciatori di
Danimarca, Finlandia, Francia, Olanda, Polonia, Svezia e Regno Unito, allargato
alla Delegazione UE ed alla Presidenza lituana, per coordinare apposite
iniziative per favorire la rapida liberazione dei fermati. Parallelamente
prosegue l’attività di coordinamento nell’ambito del Gruppo per la Protezione
Consolare - riunitosi su convocazione della Delegazione UE - con l’inclusione
delle dieci Ambasciate non comunitarie i cui cittadini sono anch’essi in stato
di fermo (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Nuova Zelanda, Svizzera,
Turchia, Ucraina e USA). domani. Il tema è stato trattato anche oggi nella
riunione degli Ambasciatori UE”.
Come nel caso D’Alessandro, la Farnesina segue “direttamente
attraverso la sua rete diplomatico-consolare più di 7.000 connazionali
all’estero – di cui 3.103 detenuti – che presentano diverse problematiche di
emergenza o di assistenza legale, informando in maniera continuativa i
familiari in Italia. A questi casi se ne aggiungono altrettanti seguiti
quotidianamente ed autonomamente anche con interventi di assistenza finanziaria
dalle sedi diplomatico- consolari all’estero. Riguardo poi in particolare alla
problematica di minori contesi, su circa 330 casi di sottrazione internazionale
di bambini italiani (o doppi cittadini) illecitamente trattenuti all’estero, ne
sono stati risolti positivamente la metà”, conclude la nota del Ministero degli
Esteri italiano .(Inform)
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