RASSEGNA STAMPA
Da “La Stampa.it”
Napolitano:
“Avanti con le riforme”
Il capo dello
Stato: mio impegno continuerà finché sarò in grado di reggerlo. Quagliariello:
urgente cambiare l’attuale legge elettorale
C’è un «segno positivo di una tendenza alla ripresa e un segno opposto
di seri motivi di preoccupazione» e tutto questo «riguarda da vicino, coinvolge
in pieno l’Italia che stenta più di altri paesi a muoversi con passo deciso e
spedito verso una nuova fase di sviluppo», ha detto Giorgio Napolitano in una
cerimonia al Quirinale.
«Conta in modo decisivo - ha aggiunto - l’operare del governo e del
Parlamento, del mondo delle imprese e del lavoro, in una direzione univoca, col
massimo di concretezza e di unità».
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha riconosciuto
«merito a tutte le forze sociali e politiche che hanno concorso a scongiurare
il rischio» che si aprisse un vuoto politico con una nuova crisi di
governo.
Napolitano, parlando della «esigenza di stabilità politica e
continuità istituzionale», ha riferito «dell’autentico sollievo registrato la
scorsa settimana tra gli otto capi di Stato europei a Cracovia per aver noi
evitato che si aprisse in Italia un vuoto politico, un nuovo periodo di grave
incertezza e paralisi decisionale».
«Occorre andare avanti» a fare le riforme economiche e quelle
«politiche e istituzionali da tempo riconosciute necessarie». A partire dalla
legge elettorale e dalla revisione della seconda parte della Costituzione. Lo
ha chiesto con forza il presidente Napolitano alla cerimonia di consegna delle
insegne ai cavalieri del Lavoro. «Al procedere delle riforme istituzionali io
ho legato il mio impegno all’atto di una non ricercato rielezione a
presidente», ha ribadito il presidente della Repubblica, confermando che questo
impegno «porterò avanti finché sarò in grado di reggerlo e a quel fine».
Napolitano è tornato a parlare dell’emergenza carceri. «Siamo alle prese anche
con sfide ed emergenze proprie dell’Italia o che ricadono pesantemente
sull’Italia: la dolorosa, umiliante, ineludibile emergenza carceraria, a cui ci
richiama in modo impellente la Corte europea dei diritti umani», ha detto al
Quirinale. Il presidente della Repubblica ha concluso invitando a «mantenere i
nervi saldi» in tutti i campi.
Stamane alla Camera Gaetano Quagliariello ha illustrato la relazione
finale della commissione dei saggi sulle riforme. Il bipolarismo va difeso, ma
serve un «bipolarismo ben temperato», sottolinea in Aula alla Camera il
ministro . «Nelle ultime settimane è stato da alcuni posto con forza il tema
della difesa del bipolarismo che sarebbe minacciato dall’esperienza delle
larghe intese sulle quali si fonda il governo Letta», afferma
Quagliariello.«Ebbene anch’io sono convinto che il bipolarismo, e con esso
l’alternanza al governo fra i diversi schieramenti politici - osserva il
ministro - sia non solo un elemento acquisito in modo irreversibile alla nostra
cultura politica ma anche un fattore di trasparenza e di democraticità del
sistema». «Sono anch’io convinto che l’esperienza del governo di larga intesa
costituisca una parentesi dovuta alle circostanze politiche, economiche e
sociali nelle quali versa oggi l’Italia. Credo però - insiste Quagliariello -
che il problema non sia quello di difendere il bipolarismo che abbiamo
sperimentato negli ultimi venti anni». «Il problema è piuttosto quello di
disegnare le nostre istituzioni in modo tale da rendere possibile un
`bipolarismo ben temperato´, nel quale a fronteggiarsi non siano due fazioni
armate con l’unico obiettivo di distruggere il nemico, ma due schieramenti
politici alternativi, reciprocamente rispettosi e uniti quando sono in
discussione i valori fondanti della nostra comunità», avverte.
«Sono ben cosciente del fatto che è comunque urgente un intervento di
correzione della legge elettorale vigente, per garantire la piena funzionalità
istituzionale nel caso in cui la legislatura in corso dovesse interrompersi
anticipatamente», ha osservato Quagliariello. «Occorre però avere
consapevolezza che tale intervento non potrà rappresentare una soluzione
stabile ed efficace - ha sottolineato il ministro - solo una riforma elettorale
connessa a una più complessiva revisione della forma di governo può infatti
garantire quella stabilità e quell’efficacia istituzionale della quale il Paese
ha bisogno». (La Stampa.it, 15 ottobre 2013)
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