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venerdì 20 dicembre 2013

Comites di Buenos Aires e Fediba ribadiscono l’opposizione a togliere il monumento a Cristoforo Colombo dalla sua piazza

ITALIANI ALL’ESTERO
Comites di Buenos Aires e Fediba ribadiscono l’opposizione a togliere il monumento a Cristoforo Colombo dalla sua piazza

BUENOS AIRES - Dopo le notizie su un accordo tra il governo nazionale e quello della Città di Buenos Aires, che il capo di gabinetto della città Rodriguez Larreta aveva dato come una possibilità, ma non come una decisione presa, i due organi che rappresentano gli italiani e le associazioni italiane della circoscrizione consolare, hanno riaffermato che il monumento donato dalla collettività italiana dev’essere lasciato in Piazza Colón.

La comunità italiana ribadisce il suo no allo spostamento del monumento a Cristoforo Colombo dalla piazza nella quale si trova dal giorno della sua inaugurazione nel 1921. Sia il Comites di Buenos Aires che lunedì scorso ha approvato all’unanimità una dichiarazione nella quale esprime tale posizione, sia l’Esecutivo della Fediba che ha fatto altrettanto ieri sera, confermano in questo modo quanto avevano manifestato in precedenza nei vari incontri avuti con le autorità nazionali e comunali.

Entro il fine di settimana il capo di gabinetto del Governo della Città di Buenos Aires, Horacio Rodriguez Larreta, dovrebbe ricevere una risposta da parte dei vertici del Comites di Buenos Aires, della Feditalia e della Fediba, sulla destinazione da dare al monumento a Cristoforo Colombo. Così è stato chiesto durante la riunione che ha mantenuto con loro mercoledì scorso, durante la quale ha comunicato la possibilità di un accordo con il governo nazionale, per portare via il monumento dalla piazza che (ancora) porta il nome del grande navigatore genovese, dietro alla Casa Rosada.

Tra domenica e lunedì i principali mezzi di comunicazione argentini (La Nacion, Clarin, Perfil, TN, Infobae, tra gli altri) hanno dato la notizia di un accordo tra il governo nazionale e quello della città. Accordo che Rodriguez Larreta ha negato, parlando di possibilità legata alla posizione della comunità italiana, ma che Clarin ha messo bianco su nero con un commento che finiva così: "tra Cristobal Colon e Cristobal Lopez, Macri ha scelto quest'ultimo”. Una decisione che TRIBUNA ITALIANA aveva anticipato e commentato mercoledì scorso con il fondo dal titolo "Cristina e Mauricio uniti contro Cristoforo".

Mercoledì scorso a mezzogiorno, durante la riunione con dirigenti della comunità, Rodríguez Larreta ha spiegato che il governo nazionale aveva offerto a quello della città di portarsi via dalla piazza il monumento a Colombo, proponendo anche di collocarlo in una piazza che si trova di fronte all’aeroporto Jorge Newbery. “Non abbiamo detto né si né no, ha affermato il capo di gabinetto della Città, assicurando che il governo cittadino voleva conoscere la posizione della comunità, prima di prendere una decisione.

I presenti nella riunione, hanno manifestato che la posizione della comunità era contraria ad accettare lo spostamento del monumento, ma che comunque dovevano consultare le rispettive strutture.

Le informazioni pubblicate dai media in questi giorni, mettono in dubbio l’inesistenza di un accordo. Rodriguez Larreta assicurò ai suoi interlocutori che il governo cittadino aveva fatto quanto nelle sue possibilità per evitare che il monumento fosse portato via da Buenos Aires e a questo riguardo ha ricordato le leggi approvate negli ultimi mesi, per riaffermare che il monumento ha un valore storico e culturale per la città, ragion per cui vietava il suo spostamento oltre i suoi confini.

D’altra parte i giudici hanno decretato che la misura cautelare che vieta di spostare l’opera fuori dalla piazza nella quale si trova, fino alla sentenza definitiva sulla sua proprietà.

ALCUNE DOMANDE SENZA RISPOSTA

Sulla vicenda del monumento donato dalla collettività italiana in occasione del primo centenario dell’Argentina, ci sono domande senza risposta su varie questioni.

Quale è lo stato reale del monumento? A questo punto ci sono tante voci sui danni che si sarebbero registrati nel corso dei lavori di restauro. restauro, vale la pena ricordarlo, criticato da esperti di primo piano dell’Argentina, che sostengono che il lavoro andava fatto senza smontare l’opera.

A che punto si trova il restauro? Manca poco? Manca molto? Chi informerà al riguardo. E una volta finito, il monumento sarà rimesso in piedi? Chi eseguirà i lavori? Sará attesa la sentenza definitiva? E intanto chi assumerà la responsabilità civile e patrimoniale per gli eventuali danni all’opera?

La presa di posizione unanime del Comites di Buenos Aires e di Fediba non lascia spazio ad interpretazioni. Alla citata riunione erano presenti gli avvocati delle associazioni italiane che hanno presentato ricorso ai giudici, per impedire che il monumento sia portato via.

La comunità italiana attraverso le strutture che la rappresentano reclama che il monumento opera di Arnaldo Zocchi sia ripristinato al suo posto. Posto determinato dalla legge del “Congreso Nacional”, che nel 1906 determinò l’accettazione dell’opera, per essere collocata in Piazza Colon.

Un’opera che é un dono al popolo argentino per manifestare ringraziamento e senso di appartenenza a questa società e che merita rispetto. Lo stesso che è dovuto ai monumenti donati da altre comunità.

La vicenda del monumento a Cristoforo Colombo è stata senza dubbio quella che ha maggiormente fatto parlare della nostra comunità tra i media dell’Argentina, con echi anche in mezzi d’informazione di altri paesi.

E’ stata senza dubbio, nel male e nel bene, l’avvenimento dell’anno nella nostra comunità. (Tribuna Italiana /Inform)

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