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giovedì 19 dicembre 2013

Mario Castellengo (Ital Uil) sulle immagini girate nel centro di accoglienza di Lampedusa


PATRONATI
Mario Castellengo (Ital Uil) sulle immagini girate nel centro di accoglienza di Lampedusa
“Nonostante il passare degli anni il nostro Paese non riesce ancora a gestire in modo decoroso ed umano l’immigrazione”

ROMA – Scioccato dalle recenti immagini girate nel centro di accoglienza di Lampedusa anche Mario Castellengo, vice presidente del patronato Ital Uil che segnala di aver visto il servizio del Tg2 in Germania, dove si era recato per una riunione con il locale gruppo dirigente del patronato.
“Ancora una volta Lampedusa è fonte di grande indignazione per l’Italia ma soprattutto per l’Altraitalia, quella dei nostri emigrati che in passato, non di rado, hanno vissuto sulla propria pelle trattamenti più o meno analoghi a quelli che i media italiani e mondiali diffondono da quest’isola, ultimo lembo d’Italia nel mezzo del Mediterraneo più vicino all’Africa che alla Sicilia”. “Non bastavano le immagini, ancora recenti, delle bare di centinaia di vittime del naufragio dello scorso ottobre oppure – prosegue Castellengo - quelle ricorrenti delle incredibili condizioni di degrado in cui debbono vivere gli immigrati nel centro di accoglienza di Lampedusa. No, ci volevano pure queste immagini terrificanti che mostrano uomini nudi nel freddo invernale dell’isola che vengono spruzzati di disinfestante come fossero degli animali, anzi delle automobili in un lavaggio artigianale”. Immagini che hanno suscitato un senso di vergogna nel vice presidente e nei connazionali presenti insieme a lui in Germania, associato alla constatazione di come il Paese “nonostante il passare degli anni, non riesca ancora a gestire in modo decoroso ed umano l’immigrazione”.
“Dato che le nostre autorità ripetutamente hanno evidenziato e denunciato il problema Lampedusa come problema europeo, non è ammissibile che poi il nostro Paese non sia in grado di offrire delle strutture di prima accoglienza ed una assistenza logistica decorose, da Paese civile – conclude Castellengo. (Inform)

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