Per il reindirizzamento cliccate link to example

lunedì 2 dicembre 2013

Un anno fra crisi e traguardi

ASSSOCIAZIONI
Da “Piemontesi nel Mondo”, dicembre 2013, l’editoriale del presidente Michele Colombino

Un anno fra crisi e traguardi

TORINO - Il 2013 sta volgendo al termine portandosi appresso più delusioni che soddisfazioni ed una crisi socio-economica di proporzioni gigantesche che ha colpito giovani, famiglie, anziani, lavoratori ed anche Italiani all'estero che sono parte integrante della Nazione.

Si aggiunga il dramma della forzata trasmigrazione di migliaia di esseri umani, soprattutto dell'area mediterranea, sfociata in tragedie con l'affondamento di navi carrette e conseguenti perdite di centinaia di vite umane che non qualificano e giustificano la cosiddetta “società globalizzata”.

Anche il Piemonte ha attraversato e attraversa un periodo molto critico per la nostra economia e storia regionale, con evidenti ricadute in negativo sull'intero comparto associativo e del volontariato.

Questo si traduce in una costante difficoltà nell'organizzazione di ogni iniziativa, nella rallentamento di programmi e contatti con la nostra rete all'estero nel dovere operare delle scelte forzate sulle attività da mantenere e quelle purtroppo da eliminare.

Per quanto ci riguarda, a livello di Associazione centrale e internazionale dei Piemontesi nel Mondo, possiamo tuttavia elencare una serie di iniziative coraggiosamente portate avanti, quali : l'annuale Festa del Piemonte di fine maggio con qualificate presenze di emigranti; il Notiziario informativo mensile in continuo aumento di diffusione; una indovinata mostra sull'Argentina presso il Monumento “Ai Piemontesi nel Mondo” di San Pietro Val Lemina; il rilancio nella nuova versione sinfonico-corale dell'Inno “Noi soma piemontèis” ufficialmente presentato il 15 novembre scorso nella sede più naturale e rappresentativa del Consiglio Regionale del Piemonte; la solidale presenza ad incontri internazionali in vari Comuni del Piemonte in occasione soprattutto di celebrazioni per i 10 o 20 anni dei gemellaggi con l'Argentina; la presentazione del libro “I grandi Maestri Piemontesi della fisarmonica” realizzato dal prof. Fabio Banchio, auspice la Fondazione CRT, avvenuta nella Sala Legislativa del Consiglio Regionale del Piemonte; la realizzazione a fianco e arricchimento del Monumento di San Pietro Val Lemina di una “Galleria di Piemontesi Illustri”, composta da ventuno ritratti offerti dal Maestro scultore Gioachino Chiesa, autore del Monumento stesso.

Abbiamo utilizzato ogni migliore energia possibile per rilanciare e rendere credibile l'Associazionismo piemontese, i suoi compiti, i suoi fini sociali, lo spirito di fratellanza e di unione per promuovere la tutela e valorizzazione delle radici, delle tradizioni di storia e di cultura, per creare una base di incontro tra il vecchio che scompare e il nuovo che avanza anche nell'associazionismo in emigrazione che continua ad esercitare un ruolo fondamentale ed essenziale, una ragione prepotente di esistere, un dovere da compiere.

L'importante è tenere riaggregate le forze e mostrare ancora una volta il vero volto dell'associazionismo in emigrazione, quello capace di fare rete, di stimolare, di coinvolgere e di rimanere punto preciso di riferimento per le nostre comunità all'estero. Perché nonostante la crisi e gli incomprensibili sbandamenti di parte della politica, c'è una piemontesità nel mondo da conservare e da consegnare alle nuove generazioni.

Per questo stiamo già predisponendo un consistente programma da effettuare la prima settimana di luglio del prossimo anno presso il Monumento “Ai Piemontesi nel Mondo” di San Pietro Val Lemina (Torino) nella ricorrenza del 40° della sua inaugurazione.

Sarà una nuova occasione per ricordare doverosamente quanti nel passato e negli ultimi anni hanno lasciato il Piemonte per cercare altrove lavoro, dignità e nuova Patria, creando un gigantesco ponte di fratellanza sul mondo.

Infine, essendo questo notiziario l'ultimo del 2013 e approssimandosi le festività natalizie, a nome anche di tutti i miei collaboratori, approfitto per esprimere i più fervidi auguri a tutte le Associazioni e ai piemontesi singoli che in ogni parte del mondo mantengono viva la fiaccola della piemontesità con una presenza esemplare ed una capacità di essere dignitosi “cittadini nel mondo” consolidando una straordinaria fratellanza fra i popoli.

A tutti Buon Natale e un meraviglioso anno nuovo, in salute, in serenità, nella pace e nella concordia. (Michele Colombino - Piemontesi nel Mondo /Inform)

In Molise il presidente della Repubblica di Croazia, Ivo Josipović

INCONTRI ISTITUZIONALI
In visita ufficiale giovedì 5 dicembre

In Molise il presidente della Repubblica di Croazia, Ivo Josipović

Acquaviva Collecroce, San Felice del Molise e Montemitro, comuni molisani di origine croata, le e tappe della visita

CAMPOBASSO - "La visita del presidente Josipović nei nostri tre Comuni di origine croata, Acquaviva Collecroce, San Felice del Molise e Montemitro, - dichiara il presidente della Regione Paolo Di Laura Frattura -, è la conferma dell'altissimo interesse che le istituzioni croate da sempre nutrono per il nostro Molise".

"Ci prepariamo ad accogliere il capo dello Stato croato con una partecipazione assai sentita, tutta proiettata al futuro. Le radici storiche, le tradizioni mantenute, la lingua arcaica vissuta e rinnovata nei nostri centri molisani, non sono soltanto un richiamo al passato. Sono - evidenzia il presidente Frattura -, gli elementi che ci proiettano verso una sempre più convinta condivisione di intenti e interessi con la Croazia. Guardiamo tutti insieme, in particolare con le nostre tre comunità di origine croata, i sindaci e i cittadini, alla costruzione di un nuovo rapporto fortificato oggi dall'importantissima partecipazione europea che adesso ci avvicina ancora di più".

"Con la Repubblica di Croazia rafforzeremo i rapporti di una antichissima storia comune, rinnovandoli e potenziandoli nel solco della grande opportunità che si presenta a noi con la nuova programmazione comunitaria".

Acquaviva Collecroce, San Felice del Molise e Montemitro, nell'ordine, le tre tappe della visita ufficiale del presidente Josipović e della delegazione che lo accompagnerà.Il presidente saluterà cittadini, sindaci e amministratori e le associazioni che coltivano la cultura croata con incontri distinti nei rispettivi Caffè Linguistici Letterari dei tre Comuni molisani di origine croata. (Inform)

Il presidente Zaia inaugura a Longarone La 54esima Mostra Internazionale del Gelato Artigianale

MADE IN VENETO
Il presidente Zaia inaugura a Longarone La 54esima Mostra Internazionale del Gelato Artigianale

“Tutelare nel mondo un prodotto che tiene alto il nome del bellunese e del Veneto”

LONGARONE (Belluno) - “Ringrazio tutti i gelatieri che partecipano a questa vera e propria festa del gelato, storico vanto del bellunese, e assieme a loro tutto il sistema di imprese che opera in questo settore. Il Veneto è la patria del gelato: è un primato di qualità e bontà che nessuno può insidiare e che dobbiamo tutelare dalle troppe imitazioni di livello inferiore che pure nel mondo si richiamano al Made in Veneto e al Made in Italy”. Così il presidente Luca Zaia ha inaugurato ieri alla Fiera di Longarone, in provincia di Belluno, la 54esima edizione della Mostra Internazionale del Gelato Artigianale.

“Vi ringraziamo – ha ribadito – perché tenete alto il nome del Veneto nel mondo, perché fate impresa di successo, perché create lavoro (solo in Germania i nostri gelatieri occupano 23 mila addetti)”. “Il nostro gelato va però difeso: troppo spesso – ha aggiunto Zaia – un prodotto ghiacciato, senza la nostra qualità e materia prima, senza la nostra tracciabilità, e senza le nostre tradizione passione e tecnologie viene contrabbandato come originalo, facendoci una pessima pubblicità e una concorrenza sleale, magari con una bandierina tricolore esposta in vetrina. Dobbiamo batterci – ha concluso – affinché questo nostro prodotto sia tutelato nella sua espressione originale lungo tutto la filiera, dalle materie prime, alla preparazione, al consumo”.

Dopo la cerimonia inaugurale Zaia ha visitato gli stand della MIG, intrattenendosi con i produttori e gli espositori, che mantengono alta una tradizione secolare di gusto, senza rinunciare però alle innovazioni nel segno della qualità. (Inform)

Domani a Firenze si inaugura BTO 2013

ATTIVITA’ PROMOZIONALE
Domani a Firenze si inaugura BTO 2013

Sesta edizione della rassegna dedicata al turismo online

FIRENZE – Domani si apre la BTO- Buy Tourism Online, sesta edizione della rassegna dedicata al turismo online che porta a Firenze, il 3 e 4 dicembre alla Fortezza da Basso, i maggiori esperti del mondo del travel 2.0 e noti operatori del settore. L'evento è promosso da Regione Toscana, Toscana Promozione e Camera di Commercio di Firenze, organizzato da Fondazione Sistema Toscana e Metropoli - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze, la quale ha anche coinvolto il sistema camerale toscano e nazionale.

Il 3 dicembre dalle ore 11 si terrà l'incontro “Turismo in Toscana, nel 2020” al quale, tra gli altri, parteciperanno anche l'assessore regionale al Turismo Cristina Scaletti ed il sottosegretario al Turismo Simonetta Giordani. Da segnalare anche gli interventi di Alberto Peruzzini, dirigente responsabile turismo di Toscana Promozione e di Francesco Tapinassi, Fondazione Sistema Toscana, che illustrerà la nuova piattaforma di booking online di turismo.intoscana.it. (Federico Taverniti /Inform)

Il presidente del Comites di Monaco di Baviera Claudio Cumani sulla scomparsa del fondatore del circolo Filef di Landshut Giacomo Lando

ITALIANI ALL’ESTERO
Il presidente del Comites di Monaco di Baviera Claudio Cumani sulla scomparsa del fondatore del circolo Filef di Landshut Giacomo Lando

“Con lui ci lascia un pezzo di storia degli italiani in Germania. Una storia spesso sconosciuta o dimenticata. Ma una storia di dignità, generosità, impegno”

MONACO DI BAVIERA – “Quando ci lascia qualcuno che stimiamo ed ammiriamo, se ne va anche una parte di noi. Con lui ci lascia un pezzo di storia degli italiani in Germania. Una storia spesso sconosciuta o dimenticata. Ma una storia di dignità, generosità, impegno”. Lo scrive il presidente del Comites di Monaco di Baviera Claudio Cumani sulla scomparsa di Giacomo Lando, fondatore del circolo Filef Landshut.

“Giacomo Lando – ricorda Cumani - arriva a Landshut (nella Bassa Baviera) a 31 anni, nel 1960. Nella nativa Sicilia era stato licenziato perché attivo nel movimento operaio e sindacale, impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori. Un impegno che Giacomo riprende in Germania, nell’organizzazione dei lavoratori italiani e delle loro famiglie. Nel 1967 fonda il circolo Filef di Landshut, che insieme alla moglie Giuseppina ha tenuto in vita fino ad oggi. Un circolo molto attivo, che - attraverso feste, attività sportive e tornei di boccia, ma anche momenti di discussione politica, culturale e sociale - ha rappresentato un importante punto di incontro per molte generazioni di italiani e tedeschi, accogliendo negli ultimi anni anche i nuovi immigrati di altre nazionalità. Un angolo dal quale, con silenziosa generosità, Giacomo e Giuseppina hanno saputo creare occasioni di vera integrazione, in una zona altrimenti periferica e socialmente difficile. Venendo per questo unanimemente apprezzati con riconoscenza ed affetto anche dai concittadini tedeschi e dalle autorità cittadine. Ora – continua Cumani - Giacomo ci ha lasciato. E con lui se ne vanno un’esperienza umana e politica irripetibile. Ma la sua umanità ed il suo esempio restano con noi, con coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo, con coloro che sono stati accolti e riscaldati dalla sua generosa umanità ed aiutati dal suo disinteressato impegno. Con sincera commozione, con profondo affetto ci stringiamo attorno alla moglie Giuseppina, ai figli Antonina, Salvatore, Paolo e Graziella, ai 13 nipoti ed ai 4 pronipoti che Giacomo ha lasciato. Insieme, tutti insieme, noi italiani in Baviera sapremo proseguire nell’impegno per l’integrazione e lo sviluppo della nostra comunità, rendendo così il più vero omaggio alla memoria di Giacomo e di tutti coloro che negli anni passati, nel periodo dell’emigrazione più difficile e dolorosa, hanno saputo impegnarsi e lottare per la dignità di ciascuno di noi”.(Inform)

Oggi nella capitale il concerto di Francesco De Gregori, Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana

CARITAS DI ROMA
Al via la campagna di solidarietà “La porta è sempre aperta”

Oggi nella capitale il concerto di Francesco De Gregori, Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana

I ricavati dell’iniziativa benefica andranno favore dei 17 centri di accoglienza della Caritas di Roma e delle attività per il “piano freddo”

ROMA - Sarà un concerto di Ambrogio Sparagna, con l’Orchestra Popolare Italiana e la partecipazione straordinaria di Francesco De Gregori, ad aprire ufficialmente la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “La porta è sempre aperta” promossa dalla Caritas diocesana di Roma per il 2014. La campagna, organizzata con il contributo della Regione Lazio in collaborazione con Roma Capitale e con il patrocinio della Provincia di Roma, è a sostegno delle strutture di accoglienza che la Caritas promuove nel territorio romano. Si tratta di 17 centri che ospitano oltre 600 persone: senza dimora, malati, minori stranieri non accompagnati, nuclei familiari in difficoltà, stranieri rifugiati e richiedenti protezione. A partire da domenica 1° dicembre, inoltre, è stata avviata un’accoglienza straordinaria per altre 100 persone ogni notte, fino al prossimo aprile, per dare un riparo a coloro che rischierebbero la vita con l’irrigidimento delle temperature.

Il concerto, un repertorio di musiche popolari e natalizie, avrà luogo oggi 2 dicembre, presso l’Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli (Viale Pietro De Coubertin, 30) alle ore 20.30. Il ricavato della serata sarà devoluto alla campagna promossa dalla Caritas per “responsabilizzare all’incontro e alla relazione verso chi soffre" (ingresso ad offerta, possibilmente non inferiore ai 15 euro). “La porta è sempre aperta” è una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione per rendere i romani più consapevoli all’accoglienza, poiché solo aprendoci all’incontro e alla relazione possiamo accorgerci e comprendere i bisogni di chi soffre. La campagna, che si dipanerà attraverso una serie di iniziative ed eventi culturali - convegni, mostre, concerti, inserzioni di manifesti e spot sui mezzi pubblici -, intende coinvolgere nella diffusione soprattutto quella componente ampia di cittadini che sono lontani dalle problematiche affrontate ogni giorno dai servizi Caritas.

La raccolta fondi associata alla campagna permetterà alla Caritas di Roma di intensificare i servizi di accoglienza. “Accogliere significa dare un luogo materiale in cui ripararsi, un piatto caldo da mangiare, ma significa soprattutto aprire i nostri cuori e riconoscere nel fratello che soffre il volto di Gesù” ha commentato monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, nel presentare l’iniziativa. “Iniziamo questa campagna nel tempo di Avvento, - spiega monsignor Feroci - quello in cui la liturgia ci invita a tenerci pronti a saper riconoscere e accogliere Gesù che nasce. Per questo invitiamo la comunità a riconoscerlo in chi non ha un tetto e un pasto”. (Inform)

venerdì 29 novembre 2013

Assemblea plenaria CGIE: Il piano di ri-organizzazione della rete consolare


ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
Il piano di ri-organizzazione della rete consolare tra i temi al centro dell’ultima mattinata di lavori
Dopo l’intervento del direttore generale per le Risorse e l’Innovazione del Mae, Elisabetta Belloni, il dibattito con i consiglieri e i parlamentari presenti. Tra le sedi inserite nella lista di possibili chiusure anche lo sportello consolare di Saarbrücken. Possibile riapertura, invece, per il consolato di Durban

ROMA – Dopo le perplessità suscitate dalla lista relativa a ulteriori possibili chiusure di sedi consolari italiane all’estero diffusa mercoledì nel corso della prima sessione di lavori dell’assemblea plenaria del Cgie (vedi Inform di ieri: http://comunicazioneinform.blogspot.it/2013/11/elezioni-dei-comites-nuove-chiusure-di.html) si dice pronta alla “ripresa di un dialogo che abbia spirito costruttivo” il direttore generale per le Risorse e l’Innovazione del Mae, Elisabetta Belloni, intervenuta stamani all’ultima mattinata di lavori della plenaria.
Un’apertura al confronto con il Cgie sul piano di riorganizzazione che – viene ribadito dal direttore generale – segue il dettato di legge e comporta la chiusura di una percentuale prestabilita di strutture consolari: il 10% delle 319 presenze nel mondo, quantificate in 33 uffici il cui provvedimento di chiusura dovrà essere adottato entro il 31 dicembre 2013.
Un invito anche ad un’azione più solidale e coordinata, per meglio far fronte a difficoltà che “penalizzano fortemente il ministero in termini di risorse di personale e finanziarie”: “siamo sulla stessa barca – afferma Belloni - e dovremmo cercare un’alleanza per avere una voce comune che ci aiuti a difendere con più efficacia in Parlamento quello che abbiamo”.
“Chi afferma che il Mae sia vostro nemico ignora le difficoltà che ha l’amministrazione, che è stata l’unica a difendere il bilancio del ministero nel foro in cui venivano adottati i provvedimenti di legge che oggi dobbiamo applicare, cioè il Parlamento, e a difendere le ragioni del mantenimento di determinate strutture,– afferma Belloni, chiarendo come “per noi sia molto doloroso parlare di chiusura anche della più piccola sede consolare” e come il processo sia “un esercizio che per legge dobbiamo completare”, pur non avendolo stabilito.
In premessa viene richiamata la composizione del bilancio del Mae, quantificato in 1,8 miliardi di euro, “un terzo dei quali sono contributi obbligatori dovuti a organizzazioni multilaterali, 250 milioni circa i fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo”, quantità che Belloni si rallegra non venga toccata perché testimonia l’importanza ora riconosciuta al settore, e un residuo di 166 milioni di euro destinati essenzialmente al personale. Per il direttore, dunque, il risparmio di circa 8-9 milioni di euro ricavato dalla riorganizzazione della rete va dunque considerato non in termini assoluti, ma rapportato alla percentuale di bilancio – assai limitata - su cui il ministero può effettivamente intervenire. Prosegue poi richiamando alcuni argomenti spesso discussi in proposito alla revisione del bilancio del Mae: l’indennità di servizio all’estero (Ise) e il rapporto tra personale di ruolo e contrattisti. Sull’Ise annuncia una revisione dell’attuale sistema, “revisione che ci chiede il Parlamento e l’opinione pubblica – chiarisce, precisando però come, a suo avviso, un eventuale sistema “a rimborso” non garantisca necessariamente un risparmio rispetto al sistema attuale e suggerendo comunque cautela nell’intervenire su questo capitolo di spesa, perché esso incide “sulla possibilità del Mae di inviare funzionari preparati nelle nostre sedi all’estero”. “È palesemente falso – aggiunge – che lo stipendio medio del personale della Farnesina sia di 200 mila euro netti all’anno, come riferito in modo strumentale da alcune fonti di stampa”.
Per quanto riguarda il rapporto tra personale di ruolo e a contratto, “l’Italia ha già raggiunto il rapporto medio di 1:1 e in alcuni casi lo ha già superato – afferma Belloni, che precisa poi come sia necessario garantire alla rete le diverse professionalità e determinate funzioni, che sono diverse a seconda del personale impiegato.
Tornando sulla lista delle possibili chiusure, successive alla fase annunciata alcuni mesi fa e ora in corso, riguardante 13 sedi consolari, il direttore aggiunge alle 33 sedi – ambasciate, consolati, agenzie e sportelli consolari, IIC e sezioni distaccate di IIC – anche lo sportello consolare di Saarbrücken, “sede – rileva - che ha fatto registrare moltissime criticità gestionali”.
“La lista riguarda un numero di sedi superiore rispetto a quelle che dovremo effettivamente chiudere – afferma Belloni, dichiarando l’apertura al confronto per individuare le sedi da mantenere, in base alla convergenza di criticità che si prospettino in seguito ad una possibile chiusura. Criticità che potranno essere segnalate da Cgie, Parlamento e sindacati, con cui sono in corso le consultazioni, per giungere ad una lista definitiva la prossima settimana e decidere poi il calendario dei provvedimenti, che verranno dilazionati nel corso del 2014 e forse anche nel 2015.
Chiusure e aperture saranno comunque decise corrispondendo alle nuove strategie di proiezione internazionale del nostro Paese all’estero, privilegiando quindi le aree di economia e mercati emergenti.
Un margine di discrezionalità è inoltre dato dal fatto che non è ancora sicuro che possano essere considerate strutture oggetto di intervento di razionalizzazione anche gli sportelli consolari e le sezioni distaccate degli IIC. La ragioni alla base del piano sono dunque l’applicazione di norme di legge, l’esigenza di realizzare risparmi permanenti virtuosi che consentano anche il recupero di personale e l’individuazione di “percorsi di riorganizzazione e ri-adattamento delle strutture che possano entrare nel complesso esercizio di revisione del patrimonio demaniale”.
Richiamato infine il programma preliminare di spending review presentato dal nuovo Commissario straordinario, Carlo Cottarelli, in questi giorni al Governo. Se da un lato è positiva “la determinazione di coinvolgere le amministrazioni interessate nell’esercizio di revisione della spesa – afferma Belloni, - preoccupa invece che le linee di intervento indicate per il Mae siano ancora la ristrutturazione della rete e l’aumento del numero del personale a contratto rispetto a quello di ruolo”. Interventi che il direttore generale annuncia di voler contestare, anche perché “un’ulteriore intervento sulla rete non consentirebbe più al Mae di adempiere al proprio mandato”.
Resta valido e viene ribadito l’impegno per la messa in campo di servizi sostituitivi che possano garantire un’adeguata risposta ai connazionali residenti all’estero. Infine, viene prospettata la disponibilità dall’amministrazione alla riapertura della sede di Durban (chiusa nel 2010), ipotesi che verrà presa in considerazione qualora lo consentirà la lista delle nuove chiusure stabilite.
Finalizzato a raccogliere suggerimenti in particolare sui servizi sostitutivi e sulle criticità relative alle aree coinvolte dai possibili interventi di chiusura il dibattito successivo all’intervento del direttore generale, mentre il parere formale del Cgie, richiesto per legge, sarà messo a punto nel corso della prossima settimana, per consentire – segnala il segretario generale, Elio Carozza, - un ulteriore margine di approfondimento.
Walter Petruzziello (Brasile) segnala l’importanza in particolare del consolato di Recife, sia per ragioni economiche che per la nutrita presenza in loco di connazionali, e di rilevanza economica parla anche Silvana Mangione, vice segretario generale per i Paesi anglofoni extra-europei, citando le sedi di Newark (nelle 13 chiusure recentemente programmate), Durban, Detroit (sulla nuova lista), di Edmonton e le strutture presenti in Australia. Contrario alla chiusura del consolato di Maracaibo Ugo Di Martino (Venezuela) che ne rileva l’importanza dal punto di vista economico e turistico, oltre che per la collettività residente in loco, mentre Renato Turano, senatore eletto per il Pd nella ripartizione America settentrionale e centrale, esprime preoccupazione per gli interventi e ritiene necessario più confronto, dialogo e trasparenza da parte dell’amministrazione. Filomena Narducci (Uruguay) rileva come la rete consolare in America latina sia già deficitaria e suggerisce il trasferimento del consolato di Montevideo nei locali dell’ambasciata, che è sede demaniale, mentre Gianluca Lodetti sollecita il Mae ad applicare “un approccio più innovativo” sulla materia, chiedendo di dare seguito alla convenzione con i patronati, così che questi possano effettivamente affiancare le rappresentanza diplomatiche nel fornire assistenza ai connazionali. Fabio Porta, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale, suggerisce l’opportunità di modificare la legge per assegnare al Mae il ricavato delle percezioni consolari (solo per i visti concessi nel 2012 il ministero ha incassato circa 100 milioni di euro) e sollecita l’articolazione di proposte di intervento più coraggiose, che non siano sempre e solo chiusure di uffici. Annuncia inoltre di aver convocato la prossima settimana il Comitato sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera, di cui è presidente, per discutere delle questioni più urgenti discusse nel corso di questa settimana. Per la Francia interviene Bruno Capaldi che chiede di riconsiderare il caso di Nizza, specie per la sua rilevanza dal punto di vista economico, mentre Mariano Gazzola (Argentina) chiede un’analisi più accurata dai risparmi che sono alla base delle chiusure annunciate, segnala come anche Paesi dell’America latina come Brasile, Argentina e Uruguay, siano mercati emergenti ed evidenzia l’importante lavoro svolto dai contrattisti. Per Tommaso Conte (Germania) sarebbe più opportuno chiudere piuttosto le ambasciate in Europa e salvaguardare le strutture utili ai servizi ai connazionali, mentre Francesco Giacobbe (Pd), senatore eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, ritorna sulla necessità di analizzare i criteri economici che determinano i provvedimenti annunciati e richiama l’importanza delle risorse recuperate a favore dei connazionali nella legge di Stabilità ora passata all’esame della Camera. Michele Schiavone (Svizzera) si dice amareggiato per i 13 interventi di chiusura comunicati in estate, senza aver informato il Cgie che svolgeva la sua plenaria nello scorso mese di giugno, mentre ritorna sulla situazione australiana Francesco Papandrea, che richiede un approfondimento delle situazioni di Adelaide e Brisbane per evitare la chiusura di quegli uffici. Non ritiene l’amministrazione disponibile al colloquio su proposte alternative alle chiusure Luigi Casagrande (Australia), mentre Walter Della Nebbia (Stati Uniti) annuncia di non poter esprimere un parere sui provvedimenti in mancanza di un’analisi dettagliata dei risparmi e invita i consiglieri a fare altrettanto, mentre Gerardo Pinto (Argentina) ritiene sbagliati gli interventi sulle agenzia consolari di Lomas de Zamora e Moron dal momento che il consolato generale di Buenos Aires è già in sofferenza per il carico dei servizi registrato. Maria Rosa Arona (Argentina) condivide il suggerimento di Carozza sulla necessità di riflettere ulteriormente prima di esprimere il parere richiesto e rileva l’opportunità di intervenire sulle ambasciate in Europa, piuttosto che sugli uffici dedicati più direttamente ai servizi ai connazionali. Francisco Nardelli, vice segretario generale per l’America latina, ribadisce come vadano considerati anche gli introiti della rete consolare, oltre che le risorse loro destinate, mentre si sofferma sulla situazione della Svizzera Dino Nardi, che segnala come la Confederazione sia stata già oggetto di diversi interventi di chiusura e come la situazione che si verrà a determinare comporterà un peso eccessivo alla sede di Zurigo. Lorenzo Losi, segretario generale del Cgie per l’Europa e l’Africa del Nord, si associa a chi ha rilevato la necessità di dare seguito alla convezione con i patronati, mentre Carlo Consiglio (Canada) suggerisce di introdurre una tassa – di importo minimo - sui servizi consolari. Infine, Luciano Neri sollecita una valutazione complessiva di quanto costa e quanto produce la rete consolare, preliminare alla riorganizzazione della stessa, una “metodologia” che consentirebbe un diverso approfondimento delle problematiche.
In sede di replica, il direttore generale ringrazia i consiglieri per i suggerimenti e le proposte, evidenziando come il Mae stia lavorando in direzione di una maggiore trasparenza, sia dal punto di vista delle decisioni adottate, che dal punto di vista dell’impiego delle risorse finanziarie. L’analisi dei risparmi e il quadro finanziario richiesto da più parti sarà disponibile però solo – avverte – una volta che la lista delle chiusure sarà stata definita. Ribadisce inoltre la disponibilità del ministero a valutare l’impatto ed intervenire per un miglioramento dei servizi alternativi approntati in seguito alle chiusure. Segnala inoltre come il capitolo di risorse destinate all’Ise abbia già subito un taglio determinato dai recenti provvedimenti di circa 45 milioni di euro e come le risorse recuperate nel corso dell’esame al Senato della legge di Stabilità siano comunque risorse provenienti dalla dotazioni di bilancio assegnate al Mae. (Viviana Pansa – Inform)