SENATO DELLA
REPUBBLICA
Misure di sostegno per l’editoria in
Commissione Affari Costituzionali
Il testo della risoluzione approvata
ROMA - Con l’intervento del sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio dei ministri Giovanni Legnini, la Commissione Affari
Costituzionali del Senato ha discusso le linee programmatiche del governo
nel settore dell’editoria che lo stesso sottosegretario aveva esposto nella
seduta del 23 luglio scorso (v. Inform del 24.7.2013, http://comunicazioneinform.blogspot.it/2013/07/le-comunicazioni-del-sottosegretario-di.html ).
Al termine di un breve dibattito la Commissione ha
approvato una risoluzione - presentata dai senatori Alberti Casellati, Bernini,
Bisinella, Bonaiuti, Bruno, De Monte, Della Vedova, Fazzone, Gasparri, Lo Moro,
Maran, Giovanni Mauro, Migliavacca, Mineo, Pagliari, Palermo, Pizzetti,
Repetti, Zanda e Zanettin - conforme alle indicazioni del relatore Miguel Gotor
del Pd e alle altre proposte avanzate nel corso del dibattito.
Qui di seguito il testo della risoluzione.
La Commissione Affari Costituzionali, premesso che:
- la persistenza nel nostro Paese della congiuntura
economica sfavorevole ha esposto il sistema editoriale italiano a una
condizione di crisi profonda, acuita dalla peculiare condizione del mercato dei media,
investito dalle trasformazioni legate alla diffusione degli strumenti più
innovativi di fruizione multimediale dei contenuti;
- il rapporto «La Stampa in Italia 2010-2012»,
presentato nel giugno scorso dal Presidente della Fieg (Federazione italiana
editori giornali) Giulio Anselmi, ha delineato un quadro di grave crisi del
settore, segnato dall’andamento negativo di tutti i principali indicatori;
- nel quinquennio 2007-2012 le vendite di giornali
sono diminuite del 22 per cento, con una caduta che in numeri assoluti
corrisponde a circa un milione di copie perdute al giorno;
- nello stesso periodo la pubblicità sulla stampa è
crollata del 33,6 per cento, a fronte di una diminuzione di quella televisiva
pari al 20 per cento, creando ulteriore sbilanciamento in un contesto recessivo
per tutti;
- nel 2012, in particolare, il mercato pubblicitario è
tornato ai livelli del 1991, con una contrazione del 14,3 per cento rispetto al
2011 (del 17,6 per cento per i quotidiani e del 18,4 per i periodici);
- il solo dato positivo è costituito dall’apprezzabile
aumento della pubblicità sulweb, che nel 2012 è cresciuta rispetto
all'anno precedente del 5,3 per cento (e del 147 per cento rispetto al 2007),
ma che da sola non basta a compensare la forte flessione fatta registrare dalla
carta stampata;
- i bilanci delle imprese editrici hanno fatto
registrare una riduzione dei ricavi pari al 9 per cento per i quotidiani e al
9,5 per cento per i periodici, con un margine operativo lordo crollato, secondo
le elaborazioni della Fieg, dell’85 per cento;
- alla forte perdita di ricavi ha concorso anche
l’incontrollata diffusione dei contenuti editoriali sul web,
imponendo la ricerca di strumenti che, senza pregiudicare la libertà della Rete,
assicurino una più efficace e selettiva tutela del diritto d’autore on
line;
- le stime e i primi dati disponibili inducono a
ritenere che la condizione di crisi del settore, in mancanza di interventi di
sostegno, perdurerà per tutto il 2013;
- in particolare, è destinato ad accrescersi l’impatto
negativo della crisi sui livelli occupazionali, che nel 2012 ha già fatto
registrare rispetto, all'anno precedente, una diminuzione dei giornalisti del
4,2 per cento e dei poligrafici del 6,7 per cento;
- negli ultimi due anni sono stati firmati, presso il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, accordi per la dichiarazione
dello stato di crisi per oltre sessanta testate, tra quotidiani e periodici,
con il conseguente ricorso alla cassa integrazione straordinaria, all’indennità
di disoccupazione e a oltre 200 prepensionamenti; questi ultimi hanno peraltro
già assorbito ed esaurito gli specifici stanziamenti previsti per questo
istituto dalla legge n. 416 del 1981, sino a tutto l’anno 2017,
considerato che:
- le imprese editoriali devono poter investire
maggiori risorse nella digitalizzazione e nell’innovazione tecnologica, in modo
da realizzare una migliore integrazione tra prodotti cartacei e prodotti
digitali, e recuperare così concorrenzialità anche rispetto alle richieste ed
alle tendenze del mercato e del pubblico più giovane;
- la rete di distribuzione e di vendita appare non più
adeguata, sia per il suo grado di obsolescenza tecnologica, che costituisce un
freno al recupero di efficienza e di competitività del settore, sia per le
criticità indotte da un non equilibrato assetto dei rapporti tra le diverse
componenti della filiera;
- la gravità e la persistenza della condizione di
crisi di un settore che presidia un bene pubblico qual è l’informazione
impongono la predisposizione di misure in grado di produrre effetti anche a
breve termine, che siano capaci di avviare e sostenere il rilancio del sistema
editoriale nazionale,
impegna il Governo:
ad adottare misure, anche di carattere straordinario,
idonee, già nel breve periodo, a creare le condizioni per il rilancio del
settore editoriale ed il sostegno all’occupazione;
a sostenere l’innovazione tecnologica, attraverso il
rifinanziamento di misure come il credito agevolato per le imprese e gli
incentivi fiscali per la diffusione dei contenuti digitali;
a favorire il necessario ricambio generazionale dei
giornalisti e dei poligrafici, anche attraverso misure di incentivazione
fiscale ed il rifinanziamento degli istituti della legge n. 416 del 1981;
a sostenere, anche attraverso gli strumenti previsti
dall’ordinamento per le start up innovative, le nuove imprese
editoriali basate su progetti di innovazione multimediale;
a favorire l'estensione dell'aliquota IVA al 4 per
cento all'editoria on line, compatibilmente con le normative
europee e i vincoli di finanza pubblica;
a favorire, anche con misure di incentivazione fiscale
degli investimenti, la modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita
dei giornali;
ad avviare un processo di riforma e di adeguamento
della disciplina del diritto d’autore e dei diritti connessi;
a favorire un’intesa tra editori e motori di ricerca
volta ad individuare forme adeguate di remunerazione per l’utilizzo dei
contenuti editoriali on line, anche attraverso il recupero di
risorse da reinvestire nei progetti di innovazione tecnologica e digitale del
sistema, ovvero, in mancanza, a predisporre una iniziativa legislativa ad
hoc per la disciplina del diritto d’autore on line, ponendo
fine a un saccheggio di contenuti che avviene nella palese e non più
tollerabile violazione di principi di diritto;
a stabilizzare un livello adeguato, seppur inferiore a
quello degli anni scorsi, di risorse finanziarie da destinare annualmente alle
diverse misure di sostegno, in modo da consentire alle imprese di programmare
investimenti e riorganizzazioni. (Inform)
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