ESTERI
Ministro in missione
dal 5 all’8 gennaio
Emma Bonino in Ghana e Senegal : dialogo politico,
diritti umani, cooperazione economica
Ad Accra incontro Bonino-Tetteh nel segno di “Women in
Diplomacy”. Riforma Onu, dossier regionali e questioni di genere al centro
visita a Dakar, dove Bonino incontreraà anche la comunità italiana in Senegal .
Expo e Iniziativa Italia-Africa per nuovo slancio a relazioni economiche
ROMA – Il ministro degli Affari
Esteri Emma Bonino sarà in Ghana e Senegal dal 5 all’8 gennaio. Rilanciare le
relazioni economiche, approfondire la cooperazione bilaterale su questioni di
genere e diritti umani, fare il punto sui dossier regionali e sulle tematiche
onusiane. Saranno questi i binari principali lungo i quali si svilupperà la
missione del ministro Bonino che, all’indomani dell’Iniziativa Italia-Africa
(presentata lo scorso 30 dicembre, v. Inform http://comunicazioneinform.blogspot.it/2013/12/emma-bonino-iniziativa-tutto-campo-per.html
) si terrà in due tra i Paesi più stabili del continente africano. Paesi
che – sottolineano dalla Farnesina - oggi guardano con convinzione alla
crescita economica e al miglioramento delle infrastrutture nazionali,
costituendo così un terreno fertile per l’internazionalizzazione delle imprese
italiane.
Il ministro Bonino sarà ad Accra e
Dakar anche per ribadire l'impegno italiano in una serie di settori chiave
della regione, dalla governance ai diritti umani, dall’ambiente alla
cooperazione culturale.
Il Ghana e la sua capitale saranno
la prima tappa del viaggio di Emma Bonino. Ad Accra il capo della
diplomazia italiana vedrà il ministro degli Esteri Hanna Tetteh, membro del
board di “Women in Diplomacy” – nell’ambito del quale si recò a Roma il 14
novembre – e molto sensibile all’empowerment delle donne e al tema delle
mutilazioni genitali femminili. Dopo il bilaterale, Bonino farà visita a un progetto
per lo sviluppo delle Pmi finanziato dall’Italia attraverso il Ghana Private
Sector Development Facility. Segno che ormai questo Paese affacciato
sull’Atlantico è pronto per il grande salto in una crescita economica stabile e
continua. E secondo le classificazioni della Banca Mondiale, il Ghana già nel
2015 potrebbe passare dallo status di Paese povero a quello di Paesi a medio
reddito, grazie ad una crescita che per i prossimi anni si prevede non
inferiore al 7%.Da qui anche l’impronta economica che segnerà la missione del
ministro Bonino in un Paese che, nel 2012, aveva tra i suoi principali
fornitori Cina, Nigeria e Paesi Bassi mentre l’Italia figurava, nella
classifica dei principali clienti, al secondo posto dopo la Francia. E oggi,
infrastrutture, agricoltura, gestione dei rifiuti ed edilizia potrebbero
spalancare nuovi spazi alle nostre imprese, oltre a quelli già aperti dalle
risorse naturali ghanesi. Ghana che, tra l’altro, partecipa all’Expo 2015
nell’ambito del “Cluster Cacao” e che, assieme all’Italia, si appresta ad
essere tra i Paesi più attivi nell’ambito dell’iniziativa “Women for Expo”. Uno
scambio di vedute sulla riforma Onu e il rilancio delle relazioni politiche
anche nell’ambito dell’iniziativa Italia-Africa completeranno, infine, le
tematiche della missione ad Accra.
Il 7 gennaio il ministro Bonino si
recherà a Dakar: in programma l’incontro con il ministro degli Affari Esteri
Mankeur Ndiaye e altri suoi colleghi dell’Esecutivo senegalese. Sempre a Dakar,
inoltre, Bonino incontrerà la comunità italiana in Senegal. Tanti i temi sul
piatto del bilaterale. Dalla riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu alle
tematiche di genere fino ai dossier regionali. E nel corso della missione verrà
posto sul tavolo anche il Programma Paese 2014-2016 della Cooperazione Italiana
in Senegal, quale Paese prioritario in Africa Occidentale.
Oltre al dialogo politico, alle
relazioni culturali, alla cooperazione allo sviluppo e a quella nei settori
della giustizia, difesa, e polizia al centro della missione del ministro Bonino
saranno anche le opportunità economiche in un Paese dove non si sono mai
registrati colpi di Stato e che rappresenta, in un’area di certo tormentata
(con la crisi del Mali in primo piano), un punto di riferimento per la
stabilizzazione della regione. Con il presidente Macky Sall che ha avviato un
ampio piano di riforme, sopprimendo il Senato per ridurre i costi della
politica aumentando così i fondi per la ricostruzione delle zone colpite dalle
alluvioni del 2012.
Turismo, edilizia, agroalimentare,
ittico, rinnovabili e telecomunicazioni rappresentano i settori dove sussistono
maggiori possibilità di collaborazione economica con il Paese, che nel 2012 ha
registrato una crescita economica pari al 3,7% e che ha nella Francia il suo naturale
partner prioritario. Nel 2011, tuttavia, l’Italia è stato il secondo
investitore straniero battendo anche la concorrenza cinese mentre nella
classifica dei Paesi fornitori e in quella dei Paesi clienti di Dakar figura
rispettivamente al quattordicesimo e al decimo posto. E un ulteriore slancio
alle relazioni economiche italo-senegalesi potrebbe certamente derivare da Expo
2015, al quale Dakar parteciperà con uno spazio individuale all’interno del
Cluster “Agricoltura e Nutrizione nelle zone Aride”. Con l’Iniziativa
Italia-Africa che conferma e inquadra il rinnovato impegno dell’Italia in
Senegal e Ghana, come in tutta la regione sub-sahariana.(Inform)
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