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venerdì 3 gennaio 2014

Emma Bonino in Ghana e Senegal : dialogo politico, diritti umani, cooperazione economica


ESTERI

Ministro in missione dal 5 all’8 gennaio

Emma Bonino in Ghana e Senegal : dialogo politico, diritti umani, cooperazione economica

Ad Accra incontro Bonino-Tetteh nel segno di “Women in Diplomacy”. Riforma Onu, dossier regionali e questioni di genere al centro visita a Dakar, dove Bonino incontreraà anche la comunità italiana in Senegal . Expo e Iniziativa Italia-Africa per nuovo slancio a relazioni economiche

 

ROMA – Il ministro degli Affari Esteri Emma Bonino sarà in Ghana e Senegal dal 5 all’8 gennaio. Rilanciare le relazioni economiche, approfondire la cooperazione bilaterale su questioni di genere e diritti umani, fare il punto sui dossier regionali e sulle tematiche onusiane. Saranno questi i binari principali lungo i quali si svilupperà la missione del ministro Bonino che, all’indomani dell’Iniziativa Italia-Africa (presentata lo scorso 30 dicembre, v. Inform http://comunicazioneinform.blogspot.it/2013/12/emma-bonino-iniziativa-tutto-campo-per.html )  si terrà in due tra i Paesi più stabili del continente africano. Paesi che – sottolineano dalla Farnesina - oggi guardano con convinzione alla crescita economica e al miglioramento delle infrastrutture nazionali, costituendo così un terreno fertile per l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Il ministro Bonino sarà ad Accra e Dakar anche per ribadire l'impegno italiano in una serie di settori chiave della regione, dalla governance ai diritti umani, dall’ambiente alla cooperazione culturale.

Il Ghana e la sua capitale saranno la prima tappa del viaggio di Emma Bonino. Ad Accra il capo  della diplomazia italiana vedrà il ministro degli Esteri Hanna Tetteh, membro del board di “Women in Diplomacy” – nell’ambito del quale si recò a Roma il 14 novembre – e molto sensibile all’empowerment delle donne e al tema delle mutilazioni genitali femminili. Dopo il bilaterale, Bonino farà visita a un progetto per lo sviluppo delle Pmi finanziato dall’Italia attraverso il Ghana Private Sector Development Facility. Segno che ormai questo Paese affacciato sull’Atlantico è pronto per il grande salto in una crescita economica stabile e continua. E secondo le classificazioni della Banca Mondiale, il Ghana già nel 2015 potrebbe passare dallo status di Paese povero a quello di Paesi a medio reddito, grazie ad una crescita che per i prossimi anni si prevede non inferiore al 7%.Da qui anche l’impronta economica che segnerà la missione del ministro Bonino in un Paese che, nel 2012, aveva tra i suoi principali fornitori Cina, Nigeria e Paesi Bassi mentre l’Italia figurava, nella classifica dei principali clienti, al secondo posto dopo la Francia. E oggi, infrastrutture, agricoltura, gestione dei rifiuti ed edilizia potrebbero spalancare nuovi spazi alle nostre imprese, oltre a quelli già aperti dalle risorse naturali ghanesi. Ghana che, tra l’altro, partecipa all’Expo 2015 nell’ambito del “Cluster Cacao” e che, assieme all’Italia, si appresta ad essere tra i Paesi più attivi nell’ambito dell’iniziativa “Women for Expo”. Uno scambio di vedute sulla riforma Onu e il rilancio delle relazioni politiche anche nell’ambito dell’iniziativa Italia-Africa completeranno, infine, le tematiche della missione ad Accra.

Il 7 gennaio il ministro Bonino si recherà a Dakar: in programma l’incontro con il ministro degli Affari Esteri Mankeur Ndiaye e altri suoi colleghi dell’Esecutivo senegalese. Sempre a Dakar, inoltre, Bonino incontrerà la comunità italiana in Senegal. Tanti i temi sul piatto del bilaterale. Dalla riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu alle tematiche di genere fino ai dossier regionali. E nel corso della missione verrà posto sul tavolo anche il Programma Paese 2014-2016 della Cooperazione Italiana in Senegal, quale Paese prioritario in Africa Occidentale.

Oltre al dialogo politico, alle relazioni culturali, alla cooperazione allo sviluppo e a quella nei settori della giustizia, difesa, e polizia al centro della missione del ministro Bonino saranno anche le opportunità economiche in un Paese dove non si sono mai registrati colpi di Stato e che rappresenta, in un’area di certo tormentata (con la crisi del Mali in primo piano), un punto di riferimento per la stabilizzazione della regione. Con il presidente Macky Sall che ha avviato un ampio piano di riforme, sopprimendo il Senato per ridurre i costi della politica aumentando così i fondi per la ricostruzione delle zone colpite dalle alluvioni del 2012.

Turismo, edilizia, agroalimentare, ittico, rinnovabili e telecomunicazioni rappresentano i settori dove sussistono maggiori possibilità di collaborazione economica con il Paese, che nel 2012 ha registrato una crescita economica pari al 3,7% e che ha nella Francia il suo naturale partner prioritario. Nel 2011, tuttavia, l’Italia è stato il secondo investitore straniero battendo anche la concorrenza cinese mentre nella classifica dei Paesi fornitori e in quella dei Paesi clienti di Dakar figura rispettivamente al quattordicesimo e al decimo posto. E un ulteriore slancio alle relazioni economiche italo-senegalesi potrebbe certamente derivare da Expo 2015, al quale Dakar parteciperà con uno spazio individuale all’interno del Cluster “Agricoltura e Nutrizione nelle zone Aride”. Con l’Iniziativa Italia-Africa che conferma e inquadra il rinnovato impegno dell’Italia in Senegal e Ghana, come in tutta la regione sub-sahariana.(Inform)

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