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martedì 7 gennaio 2014

Laura Garavini sulla sentenza della Corte di Strasburgo che sollecita completa parità fra uomo e donna sui cognomi dei figli


CAMERA DEI DEPUTATI

La deputata sulla sentenza della Corte di Strasburgo che sollecita completa parità fra uomo e donna sui cognomi dei figli

_Laura Garavini (Pd): “Grande vittoria per le mamme italiane. Ora prevedere per legge diritto di attribuire il cognome materno, come da mia proposta”

 

ROMA – “Si tratta di una grande vittoria per le madri italiane. Adesso è ora che anche nel nostro Paese si possa tranquillamente assegnare il cognome della mamma ai propri figli. Una scelta che da anni è già possibile fare in numerosi paesi, non solo europei, e che è espressione di modernità e di pari opportunità, anche nell´esercizio dei propri diritti. Mi auguro che l’odierna sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ci aiuti ad approvare quanto prima la proposta di legge di cui mi sono resa prima firmataria, che introduce il diritto di potere attribuire il cognome materno ai propri bimbi”. Lo  afferma l’on. Laura Garavini, componente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo Pd alla Camera dei deputati, presentatrice di un disegno di legge in materia  (http://leg16.camera.it/126?tab=&leg=16&idDocumento=1699&sede=&tipo= ).

“Siamo un Paese ancora molto legato ad una cultura di tipo patriarcale -  prosegue la parlamentare eletta nella circoscrizione Europa - Basta leggere i commenti inviati dai lettori ai siti dei principali giornali italiani alla notizia della sentenza di oggi. Molti uomini si sentono minacciati da questa decisione, altri dicono che ci sono cose più urgenti e concrete da fare. E’ un atteggiamento molto indicativo: è espressione di un modo di pensare maschilista, non al passo con i tempi. Ecco perché – continua Garavini - bisogna approvare velocemente la proposta di legge che realizzi quanto ribadito oggi dalla Corte di Strasburgo. I genitori devono poter scegliere quale cognome assegnare ai propri figli: il cognome della mamma, quello del papà o entrambi. Non è certo tempo perso. Un Paese riparte sulla via del progresso anche grazie alle conquiste di tipo socio-culturale che riconoscono i diritti, anche quello di uguale dignità tra uomo e donna, attraverso la possibilità di assegnare il cognome della madre ai propri figli”, conclude la deputata del Pd. (Inform)

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