CAMERA DEI DEPUTATI
La deputata sulla sentenza della
Corte di Strasburgo che sollecita completa parità fra uomo e donna sui cognomi
dei figli
_Laura Garavini
(Pd): “Grande vittoria per le mamme italiane. Ora prevedere per legge diritto
di attribuire il cognome materno, come da mia proposta”
ROMA – “Si tratta di una grande vittoria per le madri italiane. Adesso
è ora che anche nel nostro Paese si possa tranquillamente assegnare il cognome
della mamma ai propri figli. Una scelta che da anni è già possibile fare in
numerosi paesi, non solo europei, e che è espressione di modernità e di pari
opportunità, anche nell´esercizio dei propri diritti. Mi auguro che l’odierna
sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ci aiuti ad
approvare quanto prima la proposta di legge di cui mi sono resa prima
firmataria, che introduce il diritto di potere attribuire il cognome materno ai
propri bimbi”. Lo afferma l’on. Laura Garavini, componente dell’Ufficio
di Presidenza del Gruppo Pd alla Camera dei deputati, presentatrice di un
disegno di legge in materia (http://leg16.camera.it/126?tab=&leg=16&idDocumento=1699&sede=&tipo=
).
“Siamo un Paese ancora molto legato ad una cultura di tipo patriarcale
- prosegue la parlamentare eletta nella circoscrizione Europa - Basta
leggere i commenti inviati dai lettori ai siti dei principali giornali italiani
alla notizia della sentenza di oggi. Molti uomini si sentono minacciati da
questa decisione, altri dicono che ci sono cose più urgenti e concrete da fare.
E’ un atteggiamento molto indicativo: è espressione di un modo di pensare
maschilista, non al passo con i tempi. Ecco perché – continua Garavini -
bisogna approvare velocemente la proposta di legge che realizzi quanto ribadito
oggi dalla Corte di Strasburgo. I genitori devono poter scegliere quale cognome
assegnare ai propri figli: il cognome della mamma, quello del papà o entrambi.
Non è certo tempo perso. Un Paese riparte sulla via del progresso anche grazie
alle conquiste di tipo socio-culturale che riconoscono i diritti, anche quello
di uguale dignità tra uomo e donna, attraverso la possibilità di assegnare il
cognome della madre ai propri figli”, conclude la deputata del Pd. (Inform)
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