ESTERI
Emma Bonino in Ghana, più cooperazione
con l’Italia
Confermata la
presenza a Expo 2015
ROMA - Un hub politicamente stabile, con una economia in crescita, che condivide con l'Italia e l'Europa la lotta alla pirateria e l'impegno per la sicurezza della regione: l'Africa occidentale riparte dal Ghana che, alla ministro Emma Bonino ha fornito "conferme" e prospettive. Al ministro, che dopo gli incontri ad Accra è ora alla sua seconda tappa, Dakar, della sua missione in Africa, i suoi interlocutori politici ed istituzionali, il vice presidente Paa Kwesi Bekoe, il ministro degli Esteri Hannah Tetteh, e le donne delle Ong, hanno confermato la possibilità concreta di crescere anche con l'aiuto dell'Italia, partner storico del Paese e pronto a confermargli fiducia e impegno.
Forte di una stabilità che ha consentito, dal 1992, sei consultazioni elettorali senza problemi, il Ghana non si sottrae a nessun dossier, chiede a Roma una cooperazione bilaterale "molto estesa" a livello di intelligence per il contrasto alla pirateria ed è pronto a fare la sua parte per la stabilità della regione. Accra - che partecipa con oltre 80.000 militari a una trentina di operazioni di pacekeeping nel mondo - conferma che la sua strategia è quella di non tirarsi indietro, e ha appena deciso di raddoppiare la sua presenza in Sud Sudan.
Crescita dell’economia
A dare una mano, una crescita media dell'economia del 7 per cento l'anno che potrebbe consentire al Ghana di passare entro il 2015 dallo status di Paese povero a quello di Paese a medio reddito, secondo gi standard della Banca mondiale. Le piccole e medie imprese provano ad espandersi, le materie prime ci sono - dagli idrocarburi scoperti da Eni all'oro, ai diamanti, al manganese - l'agricoltura ha grandi margini di miglioramento e razionalizzazione. Senza dimenticare il cacao, di cui il Ghana è secondo produttore mondiale, e che sarà il fiore all'occhiello della partecipazione di Accra a Expo 2015.
Rafforzare i Paesi a “metà del guado”
Non è un caso che Bonino abbia scelto il Ghana per la sua prima visita a sud del Sahara da capo della diplomazia italiana. "Smettiamola di pensare all'Africa come a un unico continente in difficoltà" perché il "nostro ruolo" è invece quello di "rafforzare i Paesi che sono a metà del guado, che hanno istituzioni forti e dove la questione diritti umani e diritti civili va di pari passo con la governance", è l'idea del ministro che intende "riaprire i riflettori su un'Africa che non deve essere vista solo come terreno di crisi ma che ha potenzialità importanti di progresso". In tema di diritti umani la situazione è decisamente migliore rispetto alla media africana e non esistono, ha precisato Bonino, "discriminazioni normative" per le donne, anche se cultura e tradizioni rendono l'applicazione di una vera parità ancora "tutta in salita". (Inform)
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