Per il reindirizzamento cliccate link to example

mercoledì 22 maggio 2013

ITALIANI ALL’ESTERO

Inaugurato a Roma il “Giardino degli Italiani nel mondo”

Alla cerimonia, presentata da Francesca Alderisi, parlamentari della circoscrizione Estero, alti funzionari del ministero degli Esteri e consiglieri del Cgie

Masino (Assemblea Capitolina): “Mai rompere i ponti con i giovani che hanno deciso di lasciare l’Italia per cercare all’estero spazio e maggiori garanzie per la loro creatività, inventiva e imprenditorialità”

ROMA -  E’ stato inaugurato a Roma, presso Piazza Gentile da Fabriano, il “Giardino degli Italiani nel mondo”. Alla cerimonia, nel corso della quale è stata scoperta una targa toponomastica che dedica questo spazio della capitale ai nostri connazionali all’estero, hanno preso parte numerosi esponenti della variegata galassia del mondo dell’emigrazione. Fra i tanti presenti ricordiamo i deputati della circoscrizione Estero  Renata Bueno (Usei- Maie), Ricardo Merlo (Maie), Mario Caruso (Scelta Civica per l’Italia), il direttore generale per gli Italiani all’Estero del Mae Cristina Ravaglia, il direttore di Rai Internazionale Daniele Renzoni,  l’ex senatore del Pdl Raffaele Fantetti, il già deputato del Pdl Marco Zacchera  e alcuni consiglieri del Cgie.  

La cerimonia è stata presentata da Francesca Alderisi,  per anni  conduttrice del programma di Rai Internazionale “Sportello Italia”. “Noi per 1.500 puntate,- ha ricordato la Alderisi - ci siamo occupati delle questioni burocratiche degli italiani nel mondo, facendo da ponte fra i connazionali all’estero e le amministrazioni locali…. In questo ambito, oltre ad essere di aiuto nelle  questioni burocratiche – ha aggiunto la conduttrice televisiva che svolge un attivo ruolo anche all’interno del Maie  - abbiamo capito che i connazionali nel mondo che lasciano il nostro paese sono italiani due volte”. La Alderisi ha anche ricordato come l’idea di intitolare una piazza agli italiani nel mondo sia nata sette anni fa da una lettera inviata dal connazionale residente negli Stati Uniti Aldo Marcozzi e dalle segnalazioni di un gruppo di telespettatori. Richieste che oggi hanno trovato riscontro nell’inaugurazione del giardino, superando i tempi lunghi della burocrazia.      

“In questo momento - ha proseguito la Alderisi – ricordiamo i tanti connazionali nel mondo che sono partiti, ma anche i numerosi giovani italiani che stanno partendo oggi. Stiamo assistendo ad una nuova ondata di emigrazione..  Questo – ha concluso la conduttrice televisiva dopo aver ricordato la figura di Mirko Tremaglia che tanto ha fatto per gli italiani nel mondo- vuole essere un giardino del ricordo, ma anche un luogo dove gettare i semi dei buoni propositi e delle iniziative future, anche perché bisogna capire che gli italiani nel mondo rappresentano, ora più che mai, una risorsa per l’Italia.

“Da 60 anni manco dall’Italia.  – ha affermato un commosso Aldo Marcozzi che oggi il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha premiato in Campidoglio con una medaglia – Sono partito nel lontano 1952, ma mi sento romano ed italiano al 100%”.
Dopo la lettura, da parte della poetessa romana Lea Menaralli, di alcune sue poesie dedicate ad Aldo Marcozzi e all’idea di intitolare una piazza della capitale agli italiani nel mondo, il vice presidente dell’Assemblea capitolina Giorgio Masino  ha preso la parola sottolineando come l’Italia “sia stata matrigna nei confronti di coloro che l’hanno lasciata per andare a fare fortuna all’estero e hanno dato positivi esempi e riconoscimenti dell’italianità nel mondo. Questa patria – ha aggiunto Masino - è stata matrigna anche con gli esuli giuliano dalmati che al loro arrivo nel territorio nazionale non sono stati accolti con grande affetto”.

“L’emigrazione – ha proseguito Masino – è  un’esperienza sociale che ha segnato il nostro passato e che è tornata a manifestarsi negli ultimi anni attraverso questi giovani che hanno deciso di lasciare l’Italia per cercare all’estero spazio e maggiori garanzie per la loro creatività , inventiva, capacità e imprenditorialità. Questi migranti rappresentano da un lato un pezzo della nostra storia da ricordare sempre con affetto e dall’altro un potenziale socio economico con il quale non dobbiamo mai rompere i ponti, cosi da creare le condizioni affinché essi possano far ritorno in qualsiasi momento. Grazie dunque al sindaco Alemanno – ha concluso Masino – perché Roma è la prima città del paese che dedica uno spazio prestigioso e centrale agli italiani nel mondo, esaudendo il desiderio di alcuni e, al contempo, pagando un obbligo di riconoscenza verso tanti altri”. (G.M.-Inform)

Nessun commento:

Posta un commento