TAVOLE ROTONDE
Il 17 maggio al Centro Studi Emigrazione di Roma. Organizzata con Ufficio Stampa della Direzione Generale dei Missionari Scalabriniani e Scalabrinian International Migration Institute
New media e migrazioni
ROMA - Com'è cambiato il modo di comunicare il fenomeno della migrazione in questi ultimi decenni? Esiste al momento, in Europa, un’informazione accurata, responsabile e possibilmente non sensazionalistica sull’immigrazione? Dare visibilità alla presenza straniera in Italia vuol dire per l’informazione occuparsi esclusivamente di fatti di cronaca? Quali sono le buone pratiche per un giornalismo attento al sociale? L'immigrazione fa notizia, si vende sempre: è dunque l'audience che obbliga a questo "rito"? Quale immagine dell’immigrato è offerta dai media tradizionali e dai nuovi spazi offerti dal WEB? Chi è l’altro nel racconto dei media e quale accesso ha questo altro alla possibilità stessa di proporsi come io narrante della sua storia?
Queste sono alcune delle domande che stanno a mo' di base provocatoria per la tavola rotonda organizzata dall'Ufficio Stampa della Direzione Generale dei Missionari Scalabriniani, in partnership con il CSER (Centro Studi Emigrazione Roma), istituzione che da 50 anni approfondisce il fenomeno migratorio, e il SIMI (Scalabrinian International Migration Institute) Istituto Accademico Internazionale, incorporato presso la Pontificia Università Urbaniana, che promuove la ricerca e lo studio della mobilità umana. La tavola rotonda – dal titolo “New media e migrazioni” - si terrà il 17 maggio, ore 9.30 , nella sede del Cser (via Dandolo n.58).
Nel panorama attuale della comunicazione mediatica i nuovi media, in particolare, offrono delle piste di soluzione, le tracce di un cammino per realizzare, con più genuinità e con ampio spazio per la creatività e l'intraprendenza, occasioni fruttuose d'incontro, di scambio, di conoscenza delle diversità che colorano la società.
Pensiamo a quei giornalisti tradizionali che non accettano un sistema informativo che semplifica i fatti in facili generalizzazioni, ma, tenendo alta la professionalità del loro impegno sociale come comunicatori, scelgono la marginalità, forse, uno spazio "di nicchia" che permetta loro di respirare la vita a pieni polmoni.
Pensiamo al mondo dei blogger, spesso giovani preparati - anche senza riconoscimenti ufficiali - veri e propri inventori di nuove forme espressive in grado di essere lì dove i canali ordinari, per ragioni di interessi di parte, scelgono di non essere e, ahimè di far finta che nulla accada.
Pensiamo a quei professionisti, studiosi che rischiano di scoperchiare questioni delicate, svelando tabù che coinvolgono le grandi major della comunicazione. Penso a chi smaschera logiche di mercato che con i fruitori del prodotto mediatico non hanno nulla a che fare.
Questa nostra tavola rotonda vuole andare in questo senso: evidenziare punti deboli dell'attuale mondo della comunicazione sulla migrazione, così come i suoi esempi luminosi; schierarsi con chi denuncia, attraverso un'analisi onesta e documentata, che un altro modo di mediare il tema in esame è possibile.(roma-intercultura.it/Inform)
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