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venerdì 24 maggio 2013

A Montréal ha festeggiato 33 anni l’Associazione Culturale e Religiosa San Giovanni Battista di Pontecorvo e Famiglie Pontecorvesi


ASSOCIAZIONI

A Montréal ha festeggiato 33 anni l’Associazione Culturale e Religiosa San Giovanni Battista di Pontecorvo e Famiglie Pontecorvesi

 





MONTREAL - A Montréal, sabato 27 aprile, l'Associazione Culturale e Religiosa San Giovanni Battista di Pontecorvo e Famiglie Pontecorvesi ha festeggiato i suoi 33 anni di fondazione.



Quella proveniente da Pontecorvo, in provincia di Frosinone, è una comunità che in Canada si è perfettamente integrata, contribuendo a fare ancora più grande il Paese che ha come motto “A mari usque ad mare” (dal mare fino al mare; in ragione del fatto che il Canada si estende tra due mari: l'Oceano Atlantico e l'Oceano Pacifico), per sottolineare la sua grande estensione (la seconda, dopo la Russia).



Durante la Seconda guerra mondiale, la città di Pontecorvo fu duramente colpita. Rasa al suolo e decorata al Valor Militare per i sacrifici della sua popolazione e per la sua attività nella lotta partigiana, la città e i suoi abitanti hanno in questi due eventi, in questi due grandi accadimenti, il proprio carattere distintivo. I Pontecorvesi sono tenaci e valorosi tanto da emergere, sempre. Nel secondo dopoguerra, numerosi tra loro furono indotti a lasciare l'Italia con la speranza di un'esistenza migliore in Canada. I 33 anni di esistenza dell'Associazione Culturale e Religiosa San Giovanni Battista di Pontecorvo e Famiglie Pontecorvesi raccontano la storia dell'incontro di due popoli e di due culture e dei frutti e delle conseguenze di quell'incontro. I Pontecorvesi, migranti per ragioni sociali ed economiche, hanno contribuito al benessere e alla crescita del Canada con l'apporto delle loro esperienze, maturate e macerate nel lavoro duro. Le loro vicende sono diventate, così, parte della storia di un altro Paese.



Quella di sabato 27 aprile è stata una festa all'insegna dell'essere Italiani e Canadesi, come ha ben rappresentato il fatto che la serata si è aperta con l’inno italiano seguito da quello canadese, cantati da tutti i presenti, rigorosamente in piedi. 130 i partecipanti alla cena “casereccia” con i piatti della tradizione: successo pieno per il presidente dell'Associazione, Filomena Marchica, e per il suo segretario, Tony Vellone, custodi delle tradizioni del paese natio ed anche in forza di ciò protagonisti degli avvenimenti di quello di adozione. (Giuseppe Continiello/Inform)

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