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martedì 28 maggio 2013

Da Caritas e Cisde un documento sui Piani d’Azione per lo Sviluppo realizzati dal G20

VOLONTARIATO  

Da Caritas e Cisde un documento sui Piani d’Azione per lo Sviluppo realizzati dal G20

“Promuovere un migliore accesso ai mercati per i piccoli produttori e cooperare con altre sedi istituzioni multilaterali per superare gli ostacoli che limitano l’accesso al cibo a prezzi accessibili”


ROMA - Il 2013 è l’anno conclusivo dei Piani d’Azione sullo Sviluppo realizzati dal G20. A cinque anni dall’inizio dei lavori, volti a creare un sistema economico più sostenibile che favorisca l’occupazione e migliori il suo impatto sociale. Caritas e Cidse, di cui Focsiv è membro italiano, valutano in un documento i risultati conseguiti per la creazione di un sistema economico globale più equo, stabile e sostenibile. Nel documento la  Caritas – Cisde sottolineano come “vi sia ancora molta strada da fare per rendere reali le azioni del G20. E’ necessario – si spiega nel testo - intervenire in maniera più decisa per una nuova regolamentazione del sistema finanziario globale, per affrontare i limiti del sistema di governance globale, prevedere misure più efficaci di lotta alla corruzione e all’evasione fiscale da parte delle multinazionali”.

Secondo Caritas e Cisde per una piena e concreta realizzazione di questi obiettivi è necessario: definire un nuovo concetto di sviluppo, più coerente; coinvolgere maggiormente i governi dei paesi in via di sviluppo e la società civile nei processi decisionali; misurare i risultati conseguiti rispetto a questa nuova visione della sostenibilità e delle condizioni di equità.

“Il G20 – si legge nel documento - può rafforzare il suo contributo allo sviluppo migliorando le condizioni dei più poveri e degli imprenditori agricoli più piccoli in un’ottica redistributiva. Il lavoro è fondamentale per lo sviluppo della persona e per il suo benessere umano e psicologico. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare viene ribadito il diritto di tutti gli esseri umani di vivere con dignità, liberi da fame e malnutrizione. Le condizioni per la sicurezza alimentare non riguardano esclusivamente gli aspetti nutritivi ma includono anche quelli sociali, economici, politici e culturali.  Facilitare l'accesso e la partecipazione ai mercati per i piccoli agricoltori, aumentare le riserve alimentari, frenare la speculazione sui prezzi alimentari e introdurre sistemi di protezione sociale sono altre misure  per cercare di arrivare ad una soluzione per la sicurezza alimentare. Un primo passo per consentire l'accesso al cibo – si precisa nel testo - è quindi quello di promuovere  uno sviluppo agricolo equo, ecologico e socialmente sostenibile nei paesi poveri e a livello locale, che permette autosufficienza e favorisce un migliore accesso ai mercati locali e regionali per i piccoli agricoltori. L’azione internazionale in occasione del G20 deve essere basata e sviluppare i principi della cooperazione, sussidiarietà (coinvolgimento delle comunità locali nel processo decisionale), solidarietà e responsabilità. E’ necessario, pertanto, non solo cercare di promuovere una crescita economica sostenibile e la stabilità politica, ma anche porre attenzione ai  parametri etici, giuridici ed economici necessari per costruire rapporti di parità tra i paesi a diversi stadi di sviluppo”.

Caritas e Cisde chiedono infine al G20 “di promuovere un migliore accesso ai mercati per i piccoli produttori, e cooperare con altre sedi istituzioni multilaterali (come il Comitato delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare) per superare gli ostacoli che limitano l'accesso al cibo a prezzi accessibili alle donne, agli uomini e ai piccoli produttori”.(Inform)

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