EDITORIA
Il Corriere Canadese sospende le pubblicazioni
La solidarietà di Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale Stampa Italiana
ROMA - Come annunciato il 4 maggio dal direttore Paola Bernardini, il Corriere Canadese di Toronto, fondato nel lontano 1954 da Dan Iannuzzi, “sospende, per un periodo da definire, le pubblicazioni perché la Italmedia, società che ci edita, ha avviato le procedure di liquidazione e la Multimedia Nova Corporation, l’azienda proprietaria della testata, ha deciso per una ‘pausa tecnica’, forzata dalla grave crisi finanziaria. Una decisione che purtroppo rischia di spegnere una voce autonoma nel panorama dell’informazione proprio nella Giornata mondiale dedicata alla libertà di stampa e alla sicurezza dei giornalisti”.
“Questa drastica sospensione della pubblicazione del Corriere- ha aggiunto Paola Bernardini - colpisce una redazione già provata da una pesante ristrutturazione e che da 4 anni lotta con i contributi tagliati, il Milleproroghe, gli effetti della crisi economica globale, il magro fatturato pubblicitario”. Ed ancora: “Forse è un segno dei tempi, ma all’Italia interessa poco dei concittadini nel mondo: lo ha dimostrato con i tagli al sistema dell’informazione, alle politiche migratorie, alle istituzioni che promuovono la cultura, la lingua, il made in Italy. E pensare che la lingua è il primo patrimonio culturale di un Paese, un’eredità che va trasmessa e che ancora ci distingue. Il Corriere Canadese lo ha sempre saputo e si è impegnato in questo senso facendo anche diventare il giornale uno strumento di studio nei Dipartimenti di Italianistica delle Università canadesi. (…) La sospensione delle pubblicazioni di un giornale storico è una grande ferita, è un problema per i pesanti effetti sull’occupazione, ma soprattutto per i nostri lettori. Noi oggi abbiamo perso la sfida con i nostri lettori. Tuttavia con il coraggio della speranza, noi giornalisti della redazione del Corriere Canadese lanciamo un appello alle forze sociali e comunitarie, agli intellettuali, ai politici, alla Fnsi, all’Ordine dei giornalisti italiani, e soprattutto ai nostri lettori affinché non si spenga l’attenzione su questo quotidiano importante non solo per gli italiani in Canada ma anche per l’Italia”
All’appello ha risposto Franco Siddi, segretario generale della FNSI ed anche membro del CGIE, con l’intervento che qui pubblichiamo.
È una notizia desolante e di grande tristezza. L’interruzione di una voce storica degli italiani all’estero, affermata in Canada e ben nota agli ambienti della comunità italiana in Patria, è una ferita per tutto il sistema dell’informazione italiano e per la stessa capacità della nazione di rapportarsi a tutti i suoi cittadini, ovunque essi siano nel mondo, con una leale e competente informazione italiana.
La scelta dell’editore trova sicuramente delle ragioni in una politica spesso distratta, reticente e talvolta infastidita verso una comunità – quella italiana nel mondo – e le sue voci più affermate che sono invece una ricchezza e un interesse nazionale rilevante.
Le leggi dell’editoria e i regolamenti, aggiornati in parte e in attesa di riforma più ampia, non possono essere causa dello spegnimento di una voce così importante e autorevole come il Corriere Canadese, della privazione di lavoro per stimati e preparati professionisti che rendono onore al giornalismo limpido, all’Italia, alla sua lingua e alla sua cultura.
Il sistema dei contributi pubblici – abbiamo sempre detto noi del sindacato dei giornalisti, la Fnsi – deve avere delle specificazioni opportune per le imprese e per le redazioni italiane che operano all’estero al servizio della comunità, nella formazione di una opinione pubblica libera, multiculturale e pure con il cuore e le radici ben piantate in Italia.
Un modello organizzativo misto (Italia-Canada) come nel caso del Corriere Canadese non può essere ostacolo all’accesso dell’intervento pubblico nazionale. Tuttavia, anche l’editore, o gli editori, devono fare qualche sforzo creativo, imprenditoriale e organizzativo supplementare prima di annullare ogni esito produttivo della propria impresa.
Le formule, i modelli organizzativi si possono adeguare e nello stesso tempo è indispensabile continuare a invocare una modifica di legge e di regolamento dell’editoria che renda più fluida, nella trasparenza e nella correttezza gestionale, il rapporto tra testata italiana all’estero, comunità in Patria e istituzioni statali.
Ai colleghi la piena solidarietà e l’impegno a non lasciarli soli, a far sentire comunque la loro voce – che da oggi diventa di speranza in una riapertura al più presto possibile – da parte della Federazione Italiana della Stampa e mia personale. (Franco Siddi, segretario generale della FNSI)Inform
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