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venerdì 3 maggio 2013

Italia: “aridateci i politici di lungo corso!”


IL PUNTO DI DINO NARDI

Italia: “aridateci i politici di lungo corso!”

 



ZURIGO - Una volta quando la televisione entrava con le sue telecamere in parlamento, nelle nostre case eravamo abituati a vedere parlamentari in cravatta e doppio petto o signore (pochissime, a dir la verità) vestite con un’eleganza molto sobria. Tutti, comunque, con un’età medio-alta. Si, pochissimi erano i giovani deputati o senatori perché, in genere, a quell’epoca, si arrivava in parlamento dopo anni ed anni di gavetta che, per molti di loro, iniziava già da ragazzi con il volantinaggio casa per casa o attaccando i manifesti elettorali per questo o quel partito. Una gavetta che, poi, per alcuni proseguiva con un’esperienza in incarichi politici nel partito di appartenenza, magari anche in contemporanea a quella in un Consiglio comunale (da consigliere, assessore o sindaco). Certuni, successivamente, venivano poi eletti in Consiglio provinciale ed infine, per i più dotati ed appassionati alla politica, c’era l’approdo in Consiglio Regionale e nel Parlamento nazionale. Una carriera politica? Si, si può proprio definire così! ma una carriera con una lunga esperienza da amministratore locale alle spalle ed il superamento di più esami sia da parte dell’elettorato che del partito di appartenenza che permetteva poi di far arrivare a Roma dei parlamentari, per lo più, preparatissimi nel governo del Paese.



Da qualche legislatura, e soprattutto in quella attuale, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama, il popolo italiano è rappresentato sempre più da giovani donne e giovani uomini che, al confronto con il passato, più che dei parlamentari sembrano dei giovani studenti ospiti del parlamento in occasione di qualche ricorrenza nazionale.



In questo cambiamento epocale della rappresentanza politica, a parte il ventennio berlusconiano e l’evoluzione dei tempi, ha sicuramente inciso in maniera determinante l’attuale sistema elettorale italiano, il porcellum. Un sistema che consente ai partiti politici di far eleggere in parlamento coloro che vengono scelti dalle segreterie di partito e non più dai cittadini elettori. Ergo, in parlamento ora siedono, proprio grazie al porcellum, molti giovani scelti tramite la rete (Web) come nel caso dei Grillini; altri perché funzionari di partito premiati magari per la loro fedeltà al capo. Altri ancora (giovani e meno giovani) scelti per la loro notorietà giornalistica o televisiva, oppure perché divenuti noti al grande pubblico essendo familiari di qualche vittima di attentati a carattere politico oppure di operazioni di guerra o similari in terre lontane. Comunque, quasi sempre, dei parlamentari senza alcuna esperienza politica e di amministratore pubblico alle spalle (come d’altra parte quei “tecnici” che vengono sempre più inseriti nei governi preferendoli ai parlamentari!), ma, vivaddio, tutti rappresentanti della tanto osannata “società civile”, come se coloro che, invece, arrivano in parlamento da una lunga esperienza politica e/o di amministratore pubblico fossero figli di un dio minore o provenissero da un altro pianeta!



Con il risultato che tutta questa moltitudine di parlamentari nel loro impegno quotidiano di legislatore (perché questo sono i deputati ed i senatori) sono di fatto in balia delle segreterie di partito o dei pochi politici di lungo corso rimasti in parlamento, oppure tiranneggiati dal salvatore della patria di turno, come nel caso, oggi, di Beppe Grillo con gli eletti nel M5S.



Non è, forse, soprattutto per questa incredibile nuova rappresentanza politica che il Paese, l’Italia, si trova oggi in un drammatico stato comatoso, tanto da rendere il popolo italiano nostalgico dei parlamentari della vituperata Prima Repubblica pur con tutti i loro difetti? (Dino Nardi* -Inform)



* Comitato di presidenza del CGIE nardi.svizzera@bluewin.ch

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