RASSEGNA STAMPA
Da “La Stampa.it”
NEW YORK - L’attore John Turturro è stato insignito dal Centro Primo Levi di New York del «Centaur Award». Glielo ha consegnato John Elkann, presidente di Fiat e Exor, che nel suo discorso ha ricostruito il rapporto tra la famiglia Agnelli e l’autore di Se questo è un uomo. Elkann ha parlato di un «legame personale» ricordando l’amicizia tra la nonna, Carla Ovazza, e lo scrittore, «che risale a prima della guerra quando fu lei a insegnargli a sciare», così come la scelta del nonno, Gianni Agnelli, di acquistare dal pittore Larry Rivers i quadri su Primo Levi «che sono adesso esposti al Museo Ebraico di Roma» grazie a un’iniziativa della Pinacoteca Agnelli.
È un legame che ha anche a che vedere con i valori, perché, come John Elkann ha sottolineato, Primo Levi fu «un uomo di molte dimensioni» che continua a rappresentare, di generazione in generazione, «l’impossibilità di comprendere ma l’impellenza di conoscere» quanto avvenne durante la Shoah. Nel consegnare il Centaur Award a Turturro, che interpretò il personaggio di Levi nel film La tregua diretto da Francesco Rosi, Elkann ha reso omaggio alla «sua capacità di entrare in sintonia con il pubblico tanto in Italia quanto negli Stati Uniti» e di essere anch’egli, in quanto attore, un personaggio «a più dimensioni» evidenziato dai ruoli svolti in film come Il grande Lebowski e La tregua che alternano «comicità e dramma».
Ricevendo il premio, Turturro ha raccontato il retroscena di come entrò nel cast della Tregua: «Stavo facendo delle prove a New York quando fu Scorsese a dirmi che Rosi mi cercava per quel ruolo, suggerendomi di accettare. All’epoca non sapevo nulla di Primo Levi, ma nei cinque anni seguenti studiai il personaggio, lessi i suoi libri, scoprendo che Se questo è un uomo può guarire qualsiasi forma di intolleranza» e che Levi non è stato solo uno scrittore della Shoah. «La tregua non è stato un lavoro facile da realizzare - ha ammesso l’attore - perché è un film gentile, non ci sono molti nazisti e dunque manca la contrapposizione». (Maurizio Molinari, corrispondente da New York, La Stampa.it, 22 maggio 2013)
“Primo Levi, uomo a più dimensioni”
John Elkann ha premiato a New York John
Turturro che interpretò il personaggio
dello scrittore nel film La tregua
dello scrittore nel film La tregua
NEW YORK - L’attore John Turturro è stato insignito dal Centro Primo Levi di New York del «Centaur Award». Glielo ha consegnato John Elkann, presidente di Fiat e Exor, che nel suo discorso ha ricostruito il rapporto tra la famiglia Agnelli e l’autore di Se questo è un uomo. Elkann ha parlato di un «legame personale» ricordando l’amicizia tra la nonna, Carla Ovazza, e lo scrittore, «che risale a prima della guerra quando fu lei a insegnargli a sciare», così come la scelta del nonno, Gianni Agnelli, di acquistare dal pittore Larry Rivers i quadri su Primo Levi «che sono adesso esposti al Museo Ebraico di Roma» grazie a un’iniziativa della Pinacoteca Agnelli.
È un legame che ha anche a che vedere con i valori, perché, come John Elkann ha sottolineato, Primo Levi fu «un uomo di molte dimensioni» che continua a rappresentare, di generazione in generazione, «l’impossibilità di comprendere ma l’impellenza di conoscere» quanto avvenne durante la Shoah. Nel consegnare il Centaur Award a Turturro, che interpretò il personaggio di Levi nel film La tregua diretto da Francesco Rosi, Elkann ha reso omaggio alla «sua capacità di entrare in sintonia con il pubblico tanto in Italia quanto negli Stati Uniti» e di essere anch’egli, in quanto attore, un personaggio «a più dimensioni» evidenziato dai ruoli svolti in film come Il grande Lebowski e La tregua che alternano «comicità e dramma».
Ricevendo il premio, Turturro ha raccontato il retroscena di come entrò nel cast della Tregua: «Stavo facendo delle prove a New York quando fu Scorsese a dirmi che Rosi mi cercava per quel ruolo, suggerendomi di accettare. All’epoca non sapevo nulla di Primo Levi, ma nei cinque anni seguenti studiai il personaggio, lessi i suoi libri, scoprendo che Se questo è un uomo può guarire qualsiasi forma di intolleranza» e che Levi non è stato solo uno scrittore della Shoah. «La tregua non è stato un lavoro facile da realizzare - ha ammesso l’attore - perché è un film gentile, non ci sono molti nazisti e dunque manca la contrapposizione». (Maurizio Molinari, corrispondente da New York, La Stampa.it, 22 maggio 2013)
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