ASSOCIAZIONI
Lucio Albanese ( Ctim
Norimberga-Franconia) critica la proposta dei “saggi” di abolire la
circoscrizione Estero
“Una cosa è
modificare, aggiornare e riformare, ma non si può abbattere un diritto
costituzionale, segno di civiltà e democrazia. Discutiamo seriamente e
pacatamente del voto all’estero e una giusta soluzione si troverà”
NORIMBERGA – “Finalmente a due mesi dalle elezioni si è trovato l’accordo, grazie al pressante intervento del Presidente Napolitano, per formare un nuovo Governo. Notiamo che in questi due mesi d’attesa, dovuti ai risultati elettorali in Italia, abbiamo assistito a delle scene politiche a dir poco confuse, che di certo avrebbero avuto un’altro risvolto se in Italia avessero votato come abbiamo votato all’estero”. Inizia cosi la nota di Lucio Albanese del Ctim Norimberga-Franconia e consigliere del Comites di Norimberga.
“Abbiamo visto – prosegue Albanese - come in Parlamento i parlamentari del M5S agiscano un po’ allo sbaraglio per essere dopo richiamati dal capo Grillo e come un Pd autolesionista abbia anticipato le beghe di congresso in Parlamento e un Pdl gongolare e mostrandosi ‘politicamente corretto’, facendo dimenticare che di questa crisi finanziaria in buona parte sono i responsabili. Nonostante il Ctim Norimberga- Franconia abbia alcuni dubbi sul nuovo Esecutivo, - continua Albanese - aspetta i fatti e augura al neo Presidente del Consiglio Enrico Letta buon lavoro e fortuna. I nostri dubbi nascono dal fatto che nel discorso di insediamento del Presidente del Consiglio Letta sull’argomento degli italiani all’estero vi sia stato solo un accenno di circostanza. Riguardo al nuovo Ministro degli Affari Esteri Emma Bonino che su l’emigrazione non si è espressa, speriamo che non ci deluda come i predecessori, la Bonino, che si è sempre battuta per i diritti delle minoranze e contro le discriminazioni, di certo troverà da noi situazioni da affrontare”.
Albanese si dice inoltre deluso dal fatto “che questo Governo delle larghe intese non abbia istituito il Ministero per gli Italiani nel Mondo” e per la proposta, avanzata da tre saggi su quattro, di abolire la circoscrizione Estero e gli eletti all’estero. Un’ipotesi che Albanese spera non venga seguita dal governo Letta.
“In questo spettacolo surreale, - prosegue Albanese - dove in una crisi forte e profonda, si cercano disperatamente soluzioni immediate a effetto popolare per risparmiare qualche euro nel curare i molteplici mali che affliggono l’Italia e le Istituzioni , si crede di trovare le soluzioni abolendo i diritti dei propri cittadini che sono all’estero. Ma è possibile scaricare in questo modo delle responsabilità di un paese allo sbando su 4 milioni di italiani all’estero, che hanno l’unica colpa di volere mantenere un legame con la propria Patria?”
Albanese evidenzia inoltre come nella nota dei ‘Saggi’ si giustifichi l’eliminazione della circoscrizione Estero e della rappresentanza con i misfatti e gli abusi che si sono verificati. Una valutazione che, per Albanese, dovrebbe portare paradossalmente, visto l’alto livello di corruzione presente nella politica italiana, anche all’abolizione del voto in Italia.
“Intendiamoci – puntualizza l’esponente dello Ctim dopo aver ribadito che l’abolizione della circoscrizione Estero non rappresenta una soluzione - da tempo e in tanti si chiede di rivedere il sistema del voto all’estero, tante sono a proposito le proposte di esponenti di associazioni, partiti, Comites, Cgie e parlamentari, ne era convinto anche il padre del voto all’estero e unico Ministro degli Italiani nel mondo il compianto Mirko Tremaglia. Buttiamo dunque l’acqua sporca, ma salviamo il bambino. Una cosa è modificare, aggiornare e riformare, un’altra è abbattere un diritto costituzionale e segno di civiltà e democrazia, come ci ha insegnato Tremaglia. Di questo ‘non fare’ – conclude Albanese - non sono gli italiani all'estero i responsabili, ricordiamo che in passato nonostante i moniti del Presidente Napolitano, il Parlamento non è stato capace di cambiare il ‘Porcellum’, che a parole nessuno in Italia vuole, allora si comprende che qui le responsabilità sono da cercare altrove. Allora lasciamo tatticismi , manovre sottobanco e gli interessi di bottega da parte e discutiamone seriamente e pacatamente del voto all’estero e una giusta soluzione si troverà”.(Inform)
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