CAMERA DEI DEPUTATI
Approvata la ratifica
della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne
Renata Bueno
(Usei, Misto-Maie): Femminicidio, potenziare il contrasto internazionale
“Rafforzamento
di accordi tra Paesi e misure idonee, necessari anche per tutelare le donne
emigrate,parte integrante del tessuto sociale nel quale vivono”
ROMA - “Con l’approvazione di oggi della Ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa, siglata ad Istanbul l'11 maggio del 2011, si apre uno scenario più incisivo per il nostro Governo nel contesto europeo e internazionale contro la lotta al femminicidio”. Così si è espressa Renata Bueno, membro della Commissione Esteri della Camera. La deputata, eletta nella ripartizione America Meridionale con l’Usei è nel Gruppo Misto nella componente del Maie .
Bueno sottolinea che la Convenzione è importante perché incardina il fenomeno della violenza sulle donne come violazione dei diritti umani e mira a proteggere le vittime della violenza domestica, ad eliminare le discriminazioni di genere ed istituisce la perseguibilità penale degliaggressori.
“Purtroppo – prosegue la deputata italo brasiliana - quello degli abusi sulle donne non è un fenomeno che avviene solo in Italia, dove già la “legge sullo stalking”del 2009 promossa dalla Collega Carfagna, allora ministro delle Pari Opportunità, ha apportato incisive misure di contrasto ma – sostiene Bueno - è un problema che ha assunto una dimensione globale”. La parlamentare fa osservare che “in molti Paesi del Sudamerica, sebbene sia cresciuto il numero dei femminicidi, i governi hanno fatto già passi in avanti sul tema della tutela e della protezione delle donne”. “Primi fra tutti il Brasile – sottolinea Bueno - dove la “Lei n. 11.340/06 Mariada Penha”, che porta il nome proprio di colei rimasta a sua volta invalida dopo il tentato omicidio del marito, riconosciuta come una delle legislazioni più elogiate a livello mondiale, impegna lo Stato ad arginare i maltrattamenti che le “mujeres “ subiscono all’interno delle mura domestiche e della famiglia”.
“Come donna in primis, e poi come parlamentare” l’on. Bueno auspica che “si possano rafforzare in futuro gli accordi tra i vari Stati e tradurre le promesse in piani di intervento internazionali concreti e in misure idonee a reclamare servizi assistenziali per le vittime, campagne di formazione e sensibilizzazione culturale”.
“Tutto ciò – sottolinea - si rende necessario anche per tutelare tutte le donne emigrate che sono parte integrante del tessuto sociale nel quale vivono”. “Perché – conclude Renata Bueno - i flash mob, le Giornate internazionali sancite dall’Onu, le campagne di informazione dell’opinione pubblica dimostrano che la forza che spinge le donne e tanti uomini a gridare con forza al mondo il loro sdegno nei confronti della violenza, spesso taciuta dalle stesse vittime, non conosce colore di pelle, età o confine”.(Inform)
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