MINORI NEL MONDO
Un nuovo rapporto
dell’organizzazione in vista del summit globale sulla nutrizione che si
terrà a Londra l’8 giugno
L’allarme di
Save the Children: Rischio analfabetismo del 20% in più per i bambini
cronicamente malnutriti
I dati
presentati nel rapporto sono il frutto di una ricerca effettuata su migliaia di
bambini in 4 paesi: Etiopia, India, Perù e Vietnam
ROMA - I bambini che soffrono di malnutrizione cronica hanno in media il 20% di probabilità in più di essere analfabeti rispetto ai coetanei che possono contare su una dieta equilibrata. Questa l’evidenza dello studio diffuso oggi da Save the Children . Il nuovo rapporto dell’organizzazione viene reso pubblico a dieci giorni da un summit globale sulla nutrizione che si terrà a Londra l’8 giugno e che anticiperà il vertice G8 , in programma a metà giugno in Irlanda del Nord .
Il rapporto evidenzia come la malnutrizione abbia un grosso impatto anche sullo sviluppo cognitivo dei bambini, così come, più ampiamente, sulla crescita economica del paese. Secondo studi recenti, l’impatto economico della malnutrizione a livello globale raggiungerebbe infatti la cifra di 125 miliardi di dollari.
Secondo il rapporto, l’assenza di una dieta nutritiva può compromettere seriamente le capacità di un bambino di leggere o scrivere correttamente una semplice frase, o risolvere un quesito matematico elementare, indipendentemente dalla quantità e dalla qualità dell’istruzione ricevuta.
I dati presentati nel rapporto, sono il frutto di una ricerca effettuata su migliaia di bambini in 4 paesi (Etiopia, India, Perù e Vietnam), e mostrano come ad un’età di 8 anni i minori affetti da rachitismo a causa della malnutrizione cronica hanno una probabilità di errore nella lettura del 19% superiore rispetto a chi si è potuto nutrire correttamente, pur di fronte a brevi frasi come “mi piacciono i cani” o “il sole è caldo”. Analogamente, la probabilità di errori nella scrittura è del 12,5% superiore, e il 7% in più non risponde correttamente a quesiti matematici come una semplice sottrazione tra 8 e 3.
Come sottolineato nel rapporto, la malnutrizione si traduce in un danno economico ingente, visto che i bambini affetti da malnutrizione guadagneranno in media il 20% in meno nella loro vita da adulti. “Una evidenza che – osserva Save The Children - non si traduce però in buone pratiche. Nonostante rappresenti una delle forme più efficienti di aiuto allo sviluppo, l’investimento per i programmi di nutrizione si limita infatti ad un misero 0,3% della spesa globale per lo sviluppo, mentre potrebbe essere una vera garanzia per la prosperità futura”.
Il nuovo rapporto dell’Organizzazione viene reso pubblico a dieci giorni da un summit globale sulla nutrizione che anticiperà l’annuale vertice G8 , nel quale i leader dei paesi in via di sviluppo e dei paesi donatori dovranno impegnarsi maggiormente per poter migliorare la vita di milioni di bambini colpiti dalla malnutrizione. Nonostante i progressi fatti registrare in altri ambiti, come il dimezzamento della mortalità infantile negli ultimi vent’anni, secondo Save the Children la malnutrizione rappresenta un vero e proprio tallone di Achille per lo sviluppo, che rischia di far naufragare i successi raggiunti se non viene affrontata adeguatamente.
“La scarsa nutrizione - spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia - sta producendo un vero deficit di alfabetizzazione e capacità di calcolo nei paesi in via di sviluppo, e rappresenta una barriera di proporzioni enormi nella lotta contro la mortalità infantile. Un bambino su quattro nel mondo sconta gli effetti della malnutrizione cronica, con un grave rischio per milioni di giovani vite. I leader che si incontreranno a Londra l’8 giugno prossimo devono affrontare questa emergenza e contribuire concretamente a sconfiggere la piaga della malnutrizione” .
Save the Children ha lanciato nel 2009 Every One, una grande campagna globale che si propone di raggiungere con interventi di salute e nutrizione milioni di bambini e donne in età riproduttiva nei paesi più poveri del mondo, per sconfiggere la mortalità infantile. Fino ad oggi, grazie alla campagna, Save the Children ha raccolto 885 milioni di dollari destinati agli interventi, e ha mobilitato oltre 13 milioni di persone. Nel solo 2011 oltre 50 milioni di donne in età riproduttiva e bambini hanno beneficiato dei progetti di salute materno-infantile dell’Organizzazione.
(Il rapporto è disponibile al link: www.savethechildren.org.uk/sites/default/files/images/Food_for_Thought_EO.pdf )(Inform)
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