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I deputati Pd della circoscrizione Estero: “Il decreto
del Governo sull’istruzione va nella giusta direzione ma non considera la
promozione di lingua e cultura all’estero”
ROMA – Il decreto del Governo
sull’istruzione? “Va nella giusta direzione, ma non considera la promozione di
lingua e cultura all’estero”, commentano i deputati del Pd eletti nella
circoscrizione Estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La
Marca e Fabio Porta.
“Il Governo Letta, varando il
decreto legge contenente alcune misure urgenti in materia di istruzione,
università e ricerca, ha segnato certamente un punto all’attivo del suo
operato” riconoscono i parlamentari nella nota congiunta.
“Si tratta – proseguono i deputati
Pd dell’estero - di una chiara e concreta traduzione della sua connotazione di
“Governo del fare”, come Letta ama definirlo, e, nello stesso tempo, di un
esempio lampante di quanto sciagurata possa essere una sua eventuale caduta,
come si sente ripetere in questi giorni, per ragioni che non hanno nulla a che
vedere con gli interessi del Paese.Il provvedimento, che deve essere convertito
in legge dalle Camere, stanzia fondi aggiuntivi per il diritto allo studio, per
sollevare le famiglie dal peso dei libri di testo, per la lotta alla
dispersione scolastica, per l’orientamento degli studenti, per il potenziamento
dell’offerta formativa, per la tutela della salute a scuola, per i docenti di
sostegno, per l’edilizia scolastica, per la formazione dei docenti, per la
qualità della ricerca scientifica e altro ancora.
La cosa ancor più significativa è
che si dà un segnale di discontinuità rispetto ad una politica di gestione
della crisi economica fatta prevalentemente di tagli e contenimento della
spesa, mettendo in campo incentivi e impulsi alla ripresa e all’occupazione, a
partire dalla formazione, dalla qualificazione professionale e dalla ricerca.
Ci sembra doveroso sottolineare la
positività di una tale impostazione, ma nello stesso tempo non ci sentiamo di
tacere una lacuna che a noi appare di rilievo, una lacuna che ancora una volta
riguarda gli italiani all’estero e la proiezione dell’Italia nella sfera
globale. Anche se il decreto è finalizzato a invertire la rotta delle politiche
seguite negli ultimi anni verso il sistema scolastico italiano, sarebbe stato
opportuno aggiungere alle scelte adottate una più attenta considerazione sul
ruolo che la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo può
avere ai fini della ripresa e del rafforzamento della presenza dell’Italia in
ambito internazionale.
Si tratta di una richiesta che
faremo nel corso dell’iter parlamentare di conversione in legge del decreto e
che già rinnoviamo con forza in questa fase di preparazione della prossima
legge di stabilità, che a nostro parere non potrà trattare in modo ordinario e
scontato quella che è una scelta strategica per migliorare la presenza
dell’Italia nel mondo”, concludono Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini,
Francesca La Marca e Fabio Porta. (Inform)
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