RETE CONSOLARE
La Confsal Unsa Esteri
sul piano di ri-orientamento illustrato dal vice ministro Marta Dassù
Ribadita la contrarietà
alle chiusure annunciate. “Necessaria una vera riforma della Farnesina, in
coerenza con le necessità della nostra cittadinanza, del nostro Sistema Paese e
di una società in evoluzione”
ROMA – Il coordinamento Esteri della Confsal Unsa, sindacato degli impiegati a contratto del Ministero degli Affari Esteri, ribadisce la sua contrarietà alle chiusure di sedi consolari previste nel piano di ri-orientamento della rete consolare italiana all’estero sui cui dettagli è tornata a riferire alcuni giorni fa il vice ministro agli Esteri Marta Dassù in un’audizione alle Commissione Esteri riunite di Camera e Senato (vedi Inform del 18 settembre:http://comunicazioneinform.blogspot.it/2013/09/laudizione-del-vice-ministro-agli.html).
La sigla sindacale richiama in materia la validità delle conclusioni tratte della Commissione istituita nel 2012 per la spending review e composta da diplomatici, parlamentari ed esperti in vista di una riforma della rete consolare che prevedesse un suo “ammodernamento, alleggerimento, adeguamento ai reali bisogni delle collettività italiane nonché del sistema Paese”.
Per la Confsal Unsa “si tratta di dare una risposta equilibrata a due chiare esigenze: quella della proiezione estera della nostra economia e quella dei servizi alle collettività italiane in crescente aumento, anche a seguito delle nuove ondate migratorie”. Risposta che non viene soddisfatta – ribadisce la nota – attraverso l’istituzione di funzionari itineranti o consolati onorari.
La sigla sindacale evidenzia dunque la necessità di “mettere quanto prima mano ad una vera riforma della Farnesina, in coerenza con le necessità della nostra cittadinanza, del nostro Sistema Paese e di una società in evoluzione”. (Inform)
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