SINDACATI
La Flc Cgil-Estero sul decreto legge
recante misure urgenti per le istituzioni scolastiche e culturali italiane
all’estero
La sigla sindacale è contraria alla possibilità prevista di
assumere docenti in loco anche per gli insegnamenti curriculari
ROMA – La Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil - Estero segnala la sua contrarietà alle disposizioni introdotte dal decreto legge 101/2013 recante “Misure urgenti per le istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero”, in particolare alla possibilità in esso prevista di “assumere anche per gli insegnamenti curriculari docenti stranieri o italiani residenti in loco sulla base della legislazione locale di riferimento”.
“Se la norma sopra richiamata dovesse essere mantenuta anche in occasione di conversione del decreto legge in legge dello Stato verrebbe inferto un durissimo colpo al futuro delle scuole e delle iniziative scolastiche statali italiane all’estero – si legge nella nota diffusa in proposito da Massimo Mari, responsabile nazionale della Flc - Cgil Estero, che evidenzia la possibile configurazione in questo modo di “un sistema duale e contraddittorio di reclutamento del personale docente da assegnare alle scuole e alle istituzioni scolastiche statali italiane all’estero”, con il rischio di una “ri-privatizzazione delle stesse”, “ovvero a quell’anarchia di reclutamento e contrattuale superata con la legge 604/82”.
Mantenere tale norma contenuta nel decreto significherebbe per Mari “mettere la parola fine all’intero sistema scolastico statale italiano all’estero voluto dal legislatore come facente parte integrante parte del nostro sistema scolastico nazionale tanto da inserirlo nella Parte V – Scuole Italiane all’Estero - del Testo Unico sulla Scuola (D.Lgs 297/94)” e “aprire vasti e possibili processi di destatalizzazione delle già poche scuole statali italiani operanti nel mondo”.
La sigla sindacale chiede pertanto al ministro degli Esteri e a quello dell’Istruzione di “rivedere la loro posizione”, sottolineando come quest’ultima non rientri nell’ambito di “una logica che rilanci la nostra politica culturale nel mondo”, logica che impone sì la riforma del sistema scolastico italiano all’estero ma con “al centro l’intervento statale in piena coerenza con i principi stabiliti dalla nostra Costituzione”.
La Flc Cgil chiede “a tutte le forze politiche che hanno a cuore la scuola della Repubblica di impedire che si continui a smantellare pezzo dopo pezzo le istituzioni e le iniziative scolastiche statali italiane all’estero”, annunciando la messa in atto di tutte le iniziative necessarie a “scongiurarne la deriva”. (Inform)
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