MISSIONARI
E VOLONTARI ITALIANI NEL MONDO
“Le Rotte del mondo”: incontri a
Tesero per parlare di diritto alla salute
TRENTO - Primo incontro pubblico al teatro comunale di Tesero, ieri sera, per
la manifestazione “Sulle rotte del mondo”. Con i medici, i missionari e gli
esperti si è parlato di diritto alla salute - e in particolare di salute
materno-infantile - in Africa ma anche qui da noi, in Italia e in Trentino. Un
diritto inalienabile ma messo oggi in discussione in primo luogo dalle dure
leggi dell’economia. Sul palco, dopo l’applaudita esibizione del coro Le 1000
Note, i saluti delle autorità locali, l’introduzione dell’assessore provinciale
alla solidarietà internazionale, si sono susseguiti gli interventi del dottor
Antonio Mazza, pediatra, di suor Maria Martinelli, medico e missionaria
in Sud Sudan, l’ultimo nato nella famiglia degli Stati africani, di Nicoletta
Dentico, esperta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e giornalista, di
Belem Tounaba Boukary, medico del Burkina Faso, esperto in epidemiologia
comunitaria. A coordinare i lavori Marco Zeni, direttore del periodico Vita
trentina.
La
sanità fra impegno degli enti pubblici e responsabilità private, la sanità come
diritto, la sanità messa in discussione dalla crescita dei bisogni e dal calo
delle risorse. Molti gli interrogativi sollevati dall’incontro svoltosi a
Tesero, in cui si è parlato sì di Africa e in generale di paesi del “Terzo
mondo” o meglio “in via di sviluppo”, come un tempo venivano chiamati (le
definizioni cambiano molto velocemente inseguendo i cambiamenti prodotti dalla
globalizzazione) ma anche di Europa, Italia, Trentino.
In
apertura, con l’assessore provinciale alla solidarietà internazionale e
convivenza Lia Giovanazzi Beltrami, un richiamo al valore della solidarietà
come riconoscimento della dignità della persona, perché, oggi più che mai,
l’atteggiamento corretto non è quello di “guardare gli altri dall’alto in
basso” ma di mettersi, con umiltà, su un piano orizzontale, dicendo: oggi posso
portare un po’ del tuo peso, domani tu puoi portare a tua volta il mio?
Maria
Martinelli, medico dei Comboniani in Sud Sudan, ha riepilogato i lavori di
gruppo svoltisi nel pomeriggio a Trento: “Siamo tutti d’accordo che la donna è
un pilastro della società - ha detto - in qualunque continente. Se la donna sta
bene la società sta bene. Se la condizione femminile è problematica, è segno
che la società è ammalata. L’alto numero di morti durante il parto è ad esempio
un segno gravissimo e una grossa sfida che va affrontata. Coinvolgendo anche
gli uomini”.
Antonio
Mazza, pediatra e presidente dell’associazione Padre Angelo, che opera in
Africa, ha illustrato alcuni strumenti informativi creati prima per le donne
africane che vivono in Italia, soprattutto su malattie come l’ HIV, e poi
“esportati” con successo in Africa, con gli opportuni adattamenti.
L’informazione è infatti un altro fattore determinante, assieme alla
disponibilità di risorse economiche e medico-scientifiche, per far fare dei
passi avanti ai servizi sanitari nazionali.
Nicoletta
Dentici, ha rammentato che la Costituzione italiana, all’articolo 32, parla di
diritto alla salute e non parla di cittadino ma di essere umano, di individuo.
E’, questo, dunque, l’unico articolo che sgancia un diritto importante dal
requisito della cittadinanza. La salute è in quest’ottica un’espressione della
responsabilità pubblica. Di questo l’Italia, spesso così propensa ad
autocriticarsi, dovrebbe andare orgogliosa, anche perché, a dispetto dei luoghi
comuni, il modello italiano della sanità e il secondo più efficiente al mondo,
anche sul piano del rapporto prestazione- costo. Nel Sud del mondo la sanità,
paradossalmente, è a pagamento. Ma il diritto alla salute, per essere tale, non
deve essere considerato un costo, bensì un investimento.
Belem
Boukary, infine, ha illustrato la realtà del suo paese, il Burkina Faso
(paradigmatica di altre realtà africane). La mortalità delle donne e dei
bambini è molto alta: ogni 5 ore muoiono 8 neonati e una morte su 5 di una
donna è dovuta alla gravidanza. Quali le cause, anche potendo prescindere dal contesto
economico-sociale? Il ritardo nella decisione di rivolgersi ai servizi di
saluti, il ritardo nei trasferimenti dall’abitazione del malato al presidio, e
i problemi nei centri di salute stessi, dove a volte non ci sono strutture e
qualità dei sevizi adeguate.
A
ciò si somma il fatto che le donne sono meno istruite degli uomini, hanno meno
acceso alle risorse, sono in generale più sfavorite sotto ogni punto di vista.
Come agire, dunque? Il medico burkinabè ha presentato un’esperienza di
epidemiologia comunitaria, basata sul coinvolgimento della popolazione, ad ogni
livello. Insomma, la “chiave”, ancora una volta (come spesso si sente ripetere
in questi contesti) è la comunità.
Oggi
il cammino delle Rotte prosegue: stasera alle 20 al teatro Giacomo Sartori di
Ala con un incontro pubblico dedicato al tema “Acqua sana, acqua malata”. Al
teatro Cuminetti di Trento, alle 20.30, invece, il film “The Well-voci d’acqua
dall’Etiopia”, di Paolo Barberi e Riccardo Russo, a ingresso libero. Proseguono
anche le mostre fotografiche. Ieri sera, nella sala Wolf della Provincia, in
piazza Dante, è stata inaugurata una mostra fotografica sulle esperienze
trentine di solidarietà internazionale in campo sanitario e umanitario. Erano
presenti: l’associazione Amici dell’Etiopia che presentava le foto dal titolo
“Mancanza d’acqua in Etiopia”; l’associazione Italia - Etiopia che presentava
le foto su “Interventi di sostegno e di assistenza alla salute del popolo
georgiano”; l’associazione Nuovi Orizzonti che presentava le foto “Solo l’amore
resta” ed infine l’associazione Casa di accoglienza Padre Angelo che presentava
le foto su “Un giorno con Josè”. Fino al 20 settembre, inoltre, dalle ore 15.00
alle ore 20.00, sempre in sala Wolf, verranno presentati video non – stop della
Fondazione Fontana. Altre mostre fotografiche si tengono nella sede Sat di via
Manci, a cura dell’associazione Trentino con i Balcani e della Fondazione
Cesar, e al Centro per la formazione alla solidarietà internazionale di vicolo
San Marco, a cura del Gruppo ‘78 e della Fondazione Fontana. Ed ancora: alla
biblioteca comunale di via Roma, in sala Manzoni, è stato allestito un percorso
bibliografico il collaborazione con il Centro missionario diocesano, mentre nel
giardino interno sono visitabili gli stand informativi delle associazioni che
operano nel campo della salute. (mp/Inform)
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