SENATO DELLA REPUBBLICA
Parere favorevole con osservazione della Commissione Esteri sulla conversione del decreto legge volto alla razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni
Fra le disposizioni contenute nel provvedimento un’assegnazione più flessibile agli istituti scolastici italiani all’estero dei i docenti e dirigenti scolastici anche in deroga alle riduzioni del personale previste dalla “spending review”.
Gli interventi del relatore Tonini, dei senatori Mussini (M5S), Micheloni (Pd), Orellana (M5S) e del vice ministro degli Esteri Archi
ROMA - La Commissione Esteri del Senato ha espresso parere favorevole con alcune osservazioni sulla conversione del decreto legge recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Nel parere viene espresso apprezzamento per le disposizioni del provvedimento in tema di istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero “che, pur mantenendo gli obiettivi di risparmio previsti dalle norme vigenti, hanno l’intento di assicurare un migliore funzionalità di tali strutture, strumento essenziale per la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero”. Dai senatori della III Commissione viene però criticato il fatto che “per la copertura del provvedimento il ministero degli Esteri subisca un ennesimo consistente taglio nelle sue dotazioni finanziarie, ormai attestate su un livello non più ulteriormente comprimibile”. Alla luce di ciò nel parere viene inoltre segnalata la necessità di valutare l’inserimento nel provvedimento “di previsioni utili a ridurre i costi e aumentare la flessibilità organizzativa delle nostre strutture di rappresentanza all’estero, in particolare la possibilità di estendere la competenza territoriale degli Istituti di cultura; la possibilità di destinare il personale addetto alla promozione culturale anche presso sedi diplomatiche; la modifica delle indennità per assegnazioni all’estero particolarmente brevi e la possibilità di semplificare i procedimenti di rimborso delle spese di trasferimento del personale”.
Nel corso del dibattito il relatore Giorgio Tonini ha precisato come l’articolo nove del decreto legge in esame contenga specifiche misure per istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero, come ad esempio l’assegnazione agli istituti esteri di un numero predefinito di docenti e dirigenti scolastici, anche in deroga alle riduzioni previste dal decreto legge n. 95 del 2012, sulla cosiddetta “spending review”. “Considerato che la rigida applicazione dei criteri previsti dal decreto legge 95/2012 comporterebbero una serie di criticità in numerosi istituti scolastici e di cultura, - ha spiegato Tonini - il provvedimento in esame consente una certa flessibilità, a patto che siano rispettati gli obiettivi di risparmio fissati dalle norme vigenti”. Il relatore ha inoltre evidenziato come in questo contesto venga ampliata la platea dei soggetti che possono svolgere attività di docenza all’estero, consentendo l’utilizzazione, anche per le materie obbligatorie nelle scuole italiane, di personale a contratto di diritto locale, sia italiano che straniero, residente in loco da almeno un anno. Tonini ha anche sottolineato come questa norma costituisca un primo passo verso un maggiore utilizzo di personale locale. Una tendenza che, per il relatore, andrebbe estesa, per determinate qualifiche, a tutto il settore diplomatico-consolare. Dal Tonini è stato infine auspicato l’inserimento nel provvedimento di altre previsioni utili a ridurre i costi e ad aumentare la flessibilità organizzativa delle nostre strutture di rappresentanza all’estero, come ad esempio la semplificazione dei procedimenti di rimborso per le spese di trasferimento del personale e la possibilità di destinare il personale addetto alla promozione culturale anche presso sedi diplomatiche.
Ha poi preso la parola Maria Mussini (M5S) che, pur condividendo l’esigenza di ridurre i costi, ha però criticato i tagli previsti nel settore della promozione della lingua e della cultura italiana ed ha evidenziato come le indennità riconosciute al personale docente siano di molto inferiori rispetto alle indennità diplomatiche. La senatrice, dopo aver segnalato che le misure previste dal decreto non forniscono alcuna garanzia per la qualità dell’insegnamento, ha anche espresso dubbi sia sull’introduzione del requisito che prevede la residenza di almeno un anno per la stipula del contratto di insegnamento all’estero, sia sulla genericità delle norme relative all’accertamento delle conoscenze necessarie all’attività di docenza.
Dal canto suo Claudio Micheloni (Pd) ha espresso valutazioni positive sul decreto in esame. Il senatore , eletto nella ripartizione Europa, ha infatti rilevato come questo provvedimento, permettendo risparmi sostanziali, fornisca l’opportunità di salvare istituti scolastici e anche istituzioni culturali italiane all’estero. Dopo essersi associato alle critiche espresse dalla Mussini sul criterio della residenza che prevede il limite temporale di un anno, Micheloni ha sottolineato la necessità di utilizzare, per la promozione della lingua e della cultura italiana, modelli organizzativi più efficienti adottati da altri Paesi europei, come ad esempio la Germania. Da segnalare infine, oltre alle parole del senatore Luis Alberto Orellana (M5S) che ha evidenziato l’esigenza di eliminare il requisito temporale sulla residenza in quanto in contrasto con le norme europee in materia di libera circolazione, l’intervento del vice ministro degli Esteri Bruno Archi che ha sottolineato come le norme in discussione, a fronte dei tagli operati dal decreto-legge 95/2012, rappresenti l’unico strumento atto a consentire il funzionamento delle scuole italiane all’estero e degli istituti e centri di cultura italiana. Dopo aver preso atto della richiesta di eliminare il requisito temporale sulla residenza, Archi ha reso noto l’avvio di contatti fra il Mae e il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, volti stabilire criteri di reclutamento e materie di insegnamento dei docenti reperiti in loco. (Inform)
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