DIRITTI UMANI
Presentato
in Senato il rapporto aggiornato di ‘Nessuno Tocchi Caino’
Emma Bonino: “Pena di morte, avanti con la
battaglia per la moratoria. L’Italia sta lavorando per creare un ‘gruppo di
pressione’ con altri Stati”
Luigi Manconi: “Evoluzioni
drammatiche ma anche delle buone notizie in questa geopolitica della morte”
ROMA -
Nuovo record di esecuzioni capitali in Iraq, Iran, Arabia Saudita, Somalia e
Corea del nord. Sospensione in Pakistan e notevole rallentamento in Cina. E' in
chiaroscuro l'ultimo rapporto di ‘Nessuno Tocchi Caino’ sulla pena di morte nel
mondo, aggiornato rispetto al mese scorso, presentato a Palazzo Madama - alla
presenza del ministro degli Esteri Emma Bonino - alla luce delle
“evoluzioni drammatiche ma anche delle buone notizie in questa geopolitica
della morte”, ha detto il presidente della Commissione diritti umani del Senato
Luigi Manconi.
I nuovi
dati, presentati dal segretario di ‘Nessun Tocchi Caino’ Elisabetta Zamparutti,
riferiscono di una vera e propria “escalation'' di esecuzioni nell'ultimo mese
in paesi come l'Iran (35), Iraq (21), Arabia Saudita (7 decapitazioni) fino al
caso Somalia, in cui le pene capitali si sono quadruplicate rispetto all'anno
scorso, o il Vietnam, che ha ricominciato le esecuzioni dopo due anni. Ci
sono anche buone notizie, dallo stop in Pakistan alla proposta di abolizione in
Tanzania, alla decisione della Svizzera di mettere al bando l'esportazione di
sostanze utilizzate per le iniezioni letali. La Cina inoltre ha stabilito di
abolire gradualmente da novembre la prassi di utilizzare gli organi dei
prigionieri giustiziati per i trapianti.
Non
bisogna tuttavia abbassare la guardia perché, come ricorda il segretario della
ong Sergio D'Elia, la battaglia per la moratoria "fa passi avanti in paesi
totalitari ma passi indietro in quelli democratici", come India e
Giappone. D'Elia propone di dare corso effettivo all'abolizione del segreto di
Stato sulle esecuzioni stabilito nell'ultima moratoria approvata dall'Onu a dicembre,
e di nominare un inviato speciale che monitori la situazione.
Il
ministro Bonino pone l'accento anche sulla difesa della Corte penale
internazionale, che rischia di essere indebolita dai tagli di bilancio e,
soprattutto, dai tanti Stati africani che si sentono le uniche vittime delle
inchieste per crimini contro l'umanità. Quanto alla moratoria della pena
capitale, l'Italia sta lavorando per creare un 'gruppo di pressione' con altri
Stati. Una prima e importante occasione di confronto sarà l'assemblea generale
dell'Onu, la prossima settimana a New York.(Inform)
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