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venerdì 13 settembre 2013

Approvate ratifica ed esecuzione della Convenzione Oil sul lavoro marittimo

CAMERA DEI DEPUTATI
Approvate ratifica ed esecuzione della Convenzione Oil sul lavoro marittimo

Intervento in Aula di Guglielmo Picchi (Pdl), relatore della Commissione Affari Esteri per il provvedimento

ROMA – La Camera dei Deputati ha approvato la ratifica ed esecuzione della Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 186 sul lavoro marittimo, Convenzione adottata il 23 febbraio 2006 a Ginevra nel corso della sessione marittima della Conferenza internazionale dell’Oil.

Nel corso della discussione è intervenuto in Aula anche Guglielmo Picchi, deputato eletto per il Pdl nella ripartizione Europa, relatore del provvedimento per la Commissione Affari Esteri, che ha definito la Convenzione “un contributo importante al settore marittimo”, che ha l’obiettivo di “di promuovere condizioni di vita e di lavoro più dignitose per la gente di mare, oltre che condizioni più eque di concorrenza per gli operatori e i proprietari di navi”. Essa si applica alle navi di proprietà pubblica o privata impiegate normalmente in attività commerciale, ad esclusione – ha precisato il relatore - delle navi dedite alla pesca o attività analoghe, delle navi tradizionali e delle navi da guerra ed ausiliarie, a tutti i marittimi e a coloro che lavorano a bordo della navi, disciplinando “le condizioni minime richieste in occasione dell’assunzione, le condizioni di occupazione e i diritti del lavoratore, l’alloggio a bordo, nonché la protezione sociale e la definizione delle responsabilità nell’applicazione della Convenzione”.

Si stabilisce così una sorta di “statuto dei diritti della gente di mare”, riconoscendo ai marittimi “alcuni diritti fondamentali che ogni legislazione interna è tenuta a garantire, dalla libertà di associazione – precisa Picchi - al diritto di contrattazione collettiva, all’eliminazione di ogni forma di lavoro forzato od obbligatorio e della discriminazione in materia di impiego e occupazione, nonché all’abolizione effettiva del lavoro minorile”. Sanciti anche “diritti sociali e in materia di impiego, come il diritto a condizioni di lavoro eque e dignitose, alla tutela della salute, alle cure mediche e alle misure previdenziali, nonché a un luogo di lavoro sicuro e senza pericoli”.

“La Convenzione stabilisce poi norme minime relative a praticamente tutti i settori inerenti la vita e l'impiego a bordo delle navi: condizioni di lavoro, alloggi, strutture ricreative e vitto, tutela della salute, assistenza medico-sociale e protezione della sicurezza sociale – afferma il relatore, evidenziando come si riconosca ai marittimi anche la “facoltà di presentare reclami a bordo della nave e a terra, una volta attraccati nel porto di uno Stato contraente”, o di “fruire di adeguate strutture sociali di assistenza nei porti e di beneficiare dell’operato di appositi comitati sociali di assistenza, previsti a livello portuale, regionale e nazionale”.

Rimarcato il ritardo con cui il Parlamento procede alla ratifica della Convenzione, entrata in vigore il 20 agosto scorso, ritardo che ha creato disagio ad imprese italiane ed armatori italiani, “in quanto a partire da quella data, in assenza di ratifica, sono stati sottoposti a una maggiore incidenza di ispezioni presso i porti dei Paesi che avevano aderito alla Convenzione – rileva Picchi, che ribadisce come occorra in futuro “prestare maggiore attenzione alle scadenze di queste ratifiche, in modo tale che il sistema nel suo complesso ne possa beneficiare”.

I voti favorevoli alla Convezione, già approvata dal Senato, sono stati 420 su 447 presenti. (Inform)

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