SENATO DELLA REPUBBLICA
Riunito il Comitato del Senato per le questioni degli italiani all’estero
Dal presidente Claudio Micheloni una proposta di nuovo
orientamento della rete consolare italiana
Indicati nel progetto
possibili vantaggi economici derivanti da una maggiore presenza del personale
assunto in loco, dalla revisione dell’indennizzo di sede all’estero e dalla
riduzione dei costi degli affitti nel mondo.
Gli interventi dei senatori Carlo Pegorer
(Pd) , Mario Dalla Tor (Pdl), Patrizia Manassero (Pd) Renato Turano (Pd) e
Claudio Zin (Maie)
ROMA – Dopo la pausa estiva è tornato a riunirsi il Comitato del Senato per le questioni degli italiani all’estero. La seduta è stata dedicata al seguito delle comunicazioni del presidente del Comitato Claudio Micheloni sulla funzionalità della rete consolare rispetto alla prevista riorganizzazione e alle esigenze delle comunità italiane residenti all’estero. Nel suo intervento Micheloni ha in primo luogo ricordato l’audizione del vice ministro degli Esteri Marta Dassù, svoltasi lo scorso 8 agosto, e l’indagine conoscitiva sulla riorganizzazione della rete-diplomatico consolare e sull’adeguatezza e sull’utilizzo delle dotazioni organiche e di bilancio del Mae che avrà luogo presso la Commissione Esteri. Micheloni ha poi sottoposto alla valutazione del Comitato un documento di lavoro in cui si propone un progetto di nuovo orientamento, alternativo a quello presentato a luglio dal Mae, della rete diplomatica e consolare italiana .
Micheloni ha spiegato come la proposta sia stata elaborata in funzione delle esigenze delle comunità italiane residenti all’estero, nel rispetto della revisione della spesa pubblica e con lo scopo di mantenere invariati i servizi per i cittadini. Il presidente ha inoltre riferito al Comitato come, in occasione della visita in Svizzera del ministro degli Esteri italiano dell’11 settembre scorso, egli abbia illustrato la sua proposta sulle rete consolare a Emma Bonino nello spirito di un confronto costruttivo con il ministero degli Esteri.
Per quanto concerne i contenuti del documento Micheloni ha precisato come ad esempio in Svizzera, sul fronte dei servizi alla comunità italiana residente, spostando il rapporto tra il personale di ruolo inviato dall’Italia e quello a contratto, al momento il 66% è di ruolo e il 34% è assunto in loco, potrebbero ottenersi rilevanti risparmi di spesa. Risorse che, secondo il presidente del Comitato, permetterebbero non solo di evitare la chiusura de consolari di Neuchatel, Sion e Wettingen, annunciata dal Mae nel luglio 2013, ma addirittura l’apertura di nuove sedi. Dopo aver chiesto un contributo informativo per acquisire su questo tema anche dati relativi a Paesi di destinazione dell’emigrazione italiana non ancora in suo possesso, Micheloni ha poi segnalato come a tutt’oggi siano numerosi i titoli di spesa su è possibile incidere al fine di ottenere risparmi significativi. “Nei servizi per l’economia italiana all’estero - ha puntualizzato Micheloni – è necessario definire il ruolo dell’ICE e il coinvolgimento delle Camere di commercio italiane nel mondo. Si potrebbero inoltre effettuare risparmi per alcuni milioni di euro all’anno attraverso la revisione dell’indennizzo di sede all’estero del personale proveniente dall’Italia. Con un diverso ruolo attribuito ai consoli onorari e ai corrispondenti consolari – ha proseguito il presidente del Comitato - potrebbero anche essere assicurati maggiori servizi ai cittadini. Infine, con il censimento degli immobili all’estero, potrebbe essere avviata una riduzione dei costi per gli affitti e per il mantenimento degli stessi immobili, nonché una valorizzazione del patrimonio nazionale”.
Il dibattito è poi proseguito con l’intervento dal senatore del Pd Carlo Pegorer che ha chiesto ulteriori informazioni sul futuro impiego del personale di ruolo in sovrannumero, previsto nella proposta avanzata dal presidente Micheloni,. Pegore ha segnalato la necessità di incrociare i dati relativi alla quantità e qualità dei servizi resi alle comunità residenti all’estero con le proposte di revisione della spesa. Il vice presidente del Comitato Mario Dalla Tor (Pdl) ha dal canto suo rilevato come i dati illustrati sull’indennizzo per le sedi all’estero siano tali da suggerire una particolare attenzione alla questione, tenendo però nel dovuto conto anche la realtà dei vari Paesi. Patrizia Manassero (Pd) si è invece detta d’accordo sull’esigenza di incrementare il personale a contratto rispetto a quello di ruolo, purché questo però, in linea con gli indirizzi espressi dal Governo, non comporti un incremento del precariato. Ha poi preso la parola il senatore del Pd Renato Turano, eletto nelle ripartizione America settentrionale e centrale, che ha sottolineato come i criteri utilizzati dal Mae per individuare gli uffici consolari da chiudere non siano al momento chiari, anche alla luce della prevista soppressione del consolato di Newark. Un ufficio che serve un ampio bacino di connazionali e numerose imprese e attività di import ed export con il porto Elizabeth. Infine, dal vice presidente del Comitato Cluadio Zin (Maie), sono stati espressi dubbi sui criteri di allocazione degli uffici consolari in America Latina. Sedi che, con un esiguo numero di personale, devono però corrispondere alle esigenze di collettività molto numerose.
In chiusura di dibattito Micheloni, nel rinviare ad una seduta successiva ulteriori spiegazioni sulla proposta in esame, ha annunciato che il Comitato avvierà i necessari contatti con il presidente della Commissione Esteri per trattare queste questioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare e sull’adeguatezza e sull’utilizzo delle dotazioni organiche e di bilancio del Mae. (Inform)
Nessun commento:
Posta un commento