MOSTRE
Dal 10 novembre al 27 dicembre
all’Abbazia di San Gregorio, a Venezia
Gero
Qua.Canaletto
VENEZIA - Per meno di 50 giorni Canaletto torna, 270 anni dopo, nel
luogo in cui creò una delle sue opere più affascinanti, “L’entrata nel Canal
Grande dalla Basilica della Salute”.
Il capolavoro del grande vedutista tornerà esattamente là dove
affascina pensare che l’artista l’abbia ideato e creato. Tornerà
nell’incantevole loggiato dal quale egli, con la camera ottica, trasse le
precise linee delle architetture che tra il 1740 ed il 1745 traspose nella sua
celebre tela. E si tratta di architetture semplicemente magnifiche: la barocca
meraviglia di marmo bianco creata dal Longhena come ex voto della città per la
Salute ritrovata dopo l’ennesima pestilenza, più in là i Magazzini del Sale e
la Punta della Dogana e, sull’altra sponda del Gran Canal, Palazzo Ducale e
Riva degli Schiavoni, sulla quale la vista si perde all’infinito in un ritmo
serrato e dettagliatissimo di particolari architettonici.
Il tutto a sfondo di una città brulicante di vita, incontri, attività
commerciali. Nobiluomini e mercanti sciamano da Palazzo Ducale, barcaioli e i
gondolieri di casa accostano alla riva della Basilica, alla Punta della Dogana
i sacchi di sale, le botti di vino e il cotone vengono raccolti nei magazzini.
E’ la straordinaria quotidianità di una città vivacissima e ancora grande
Capitale. Illuminata da un cielo di azzurro oltremare che si specchia su
un’acqua verde turchino carica di rifrangenze di luce e di colore.
Canaletto affronta meglio di ogni altro una problematica comune a
tutti i pittori di veduta: abbracciare con un solo sguardo ciò che l’occhio non
riesce a comprendere. E questo olio ne rappresenta una sintesi assoluta ed
emblematica che si riflette in una composizione estremamente armonica ed
unitaria dal taglio così ardito, che non si ritroverà neppure nei migliori
“vedutisti” ottocenteschi, da Ippolito Caffi agli Impressionisti.
“L’entrata nel Canal Grande dalla Basilica della Salute” affascinò
Lady Lucas and Dingwall, sua prima proprietaria. L’opera venne acquistata
successivamente da Henry Grey, Duca di Kent. Nell’aprile del 1970 è stata
acquistata dall’attuale proprietà privata presso Sotheby’s a Londra. Prima di
tornare temporaneamente “a casa sua”, l’olio del Canaletto è stato esposto, tra
l’altro, a Madrid (Museo Thyssen-Bornemisza), Roma (Vittoriano), Milano
(Palazzo Reale) e Parigi (Museo Maillol).
Con modalità mai prima sperimentate in Europa, per i quasi cinquanta
giorni di esposizione, intorno a questo magnifico quadro, ad essere proposta è
una esperienza che non è una semplice visita, ma un incontro, una suggestione
intima, emozionale. Un’esperienza che inizia, e ci accompagna, fin dai
suggestivi, magici spazi della medievale Abbazia di San Gregorio e che culmina
nella splendida sala ad angolo con affaccio unico al mondo sulla Basilica della
Salute, sul Canal Grande, sul Bacino di San Marco. Luogo ipnotico, ricco di
sognanti magie. Da anni mai aperta al pubblico, questa sala accoglierà la tela
del Canaletto con un raffronto ineguagliabile tra tela e spazio urbano, tra
irreale e reale, tra storia e contemporaneità.
Ad introdurre all’opera e al suo Maestro è un video, vero e proprio
film d’autore realizzato da Francesco Patierno, regista e sceneggiatore,
rinomato autore di documentari, videoclip e spot pubblicitari. Il suo primo
film “Pater Familias” è stato invitato in concorso al Festival di Berlino ed in
più di cinquanta manifestazioni internazionali. Da allora un susseguirsi di
successi, che hanno conquistato importanti riconoscimenti in Italia e
all’estero. Sarà lui con Tonino Zera, ad occuparsi dell’allestimento del
percorso espositivo/emozionale. Zera, esperto production designer, ha lavorato
nel corso della sua carriera con affermati registi italiani e stranieri tra i
quali Liliana Cavani, Gabriele Muccino, Carlo Carlei, Spike Lee, Sam Mendes,
Dennis Hopper, Giuseppe Tornatore. Ha ricevuto quattro nomination per i David
di Donatello come migliore production design per i film: “La sconosciuta” di
Giuseppe Tornatore, “Hotel Meina” di Carlo Lizzani, “La prima cosa bella” di
Paolo Virzì e “Gli angeli del male” di Michele Placido.
Maurizio Calvesi, direttore della fotografia e professionista di fama
internazionale, ha filmato i particolari del quadro con una tecnica innovativa
in altissima definizione che verranno proposti come esperienza multimediale di
approfondimento, attraverso la quale sarà possibile vivere una lettura inedita
e dettagliatissima dell’opera.( L’accesso sarà consentito per un numero
massimo di otto persone per ogni fascia oraria, e soltanto previa
prenotazione on line su sito dedicato www.canalettovenezia.it
) .(Inform)
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